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  • Film Anni 80 638x4251

    I film degli anni ’80 nella cineteca del bravo genitore

    Una cosa che non sopporto più è passare il sabato sera in famiglia a guardare i cartoni animati.

    Basta!!! Ho già dato.

    Come tutti, abbiamo in casa decine di splendidi dvd di animazione per bambini, alcuni dei quali dei veri capolavori, ma adesso stop.

    Adoro stare abbracciata ai figli sul divano, ma a guardare qualcos’altro. Ora che finalmente sono cresciuti decido io. E’ per il loro bene.

    Non possono crescere senza conoscere tutti quei meravigliosi titoli anni ’80 che hanno riempito di sogni la mia infanzia. Il mio è anche un intento pedagogico. Tramandare di madre in figlio il sapere cinematografico è un obbligo morale.

    Qualcuno mi dirà: c’era anche del trash. Bravo, e come fai a riconoscere il trash se non l’hai mai visto? Concorderete con me che vedere Violetta dopo aver visto Il Tempo delle Mele ha tutto un altro sapore.

    Ecco allora una mia selezione filmica per under 10 (oserei dire da cineforum con dibbbattito), selezione che piano piano ci stiamo assaporando il sabato sera sotto il plaid con somma soddisfazione nostra e dei bambini.

    ET

    KARATE KID

    STAR WARS

    INDIANA JONES 1 2 3 4

    RITORNO AL FUTURO 1 2 3

    GHOSTBUSTER

    LA STORIA INFINITA

    I GREMLINS

    I GOONIES

    CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT

    WARGAMES

    L’AEREO PIU’ PAZZO DEL MONDO

    SCUOLA DI POLIZIA

    BALLE SPAZIALI

    UNA PALLOTTOLA SPUNTATA

    FANTOZZI 1 e 2

    Rivedere questi film dalla grana un po’ sbiadita, non come i film in HD di oggi che appaiono sempre abbaglianti nella loro perfezione, non è solo un’operazione nostalgia. Li trovo assolutamente adatti per i contenuti.

    Se ci fate caso sono tutte storie semplici, con un fondo ottimistico o comunque con un finale che ristabilisce in modo inequivocabile cosa è giusto e cosa è sbagliato. Buoni contro cattivi, bianco e nero, ti spiezzo in due. Sì certo, il caro vecchio manicheismo anni ’80 tanto criticato nelle successive epoche di crollo delle certezze, però così comodo quando vuoi riappacificarti con il mondo. E poi tutti a nanna.

    Anche i cattivi sono così cattivi che fanno quasi tenerezza, con quello sguardo da duri

    DarthVader

    il ciuffo anni ’80 modello Spray Blonde

    cattico kk

    e quella voglia di fare del male fine a se stessa.

    gremlins

    Persino i fantasmi non facevano veramente paura

    ghost

    e le colonne sonore, oh le colonne sonore, erano veramente fantastiche! Pensate allo stesso Ghostbuster, Guerre Stellari, ET, Indiana Jones, ancora oggi le canticchiamo.

    Altre storie erano futuristiche per l’epoca e oggi ci fanno sorridere. Pensate a Ritorno al Futuro, un film di 30 anni fa esatti. Credevano che al giorno d’oggi sarebbero esistite le macchine volanti, mentre al contrario stiamo cercando di usare meno l’auto, e non immaginavano che sarebbero stati inventati internet e i cellulari.

    Ritorno-al-futuro1

    I supercattivi erano le superpotenze che volevano tirarsi la bomba atomica e un giovane hacker, figura all’epoca sconosciuta e futuribile, quasi ne scatenava una per gioco.

    wargames-giochi-di-guerra-cosa-guardo-stasera-broderick

     

    Il futuro, l’ignoto, lo spazio potevano riservarci sorprese positive, non necessariamente mostri verdi pronti ad invaderci.

    et

     

    Una cosa che ho notato  che anche i film umoristici di successo erano politicamente scorretti, nel senso che si sentivano parolacce (Fantozzi, adorabile co…azzo), si vedevano scene all’epoca poco chiare  a noi bambini (chi si ricorda come va a finire Scuola di Polizia 1?), i registi non dovevano per forza stare attenti a non offendere tutte le minoranze dell’universo mondo (se avete tempo segnatevi tutto ciò che oggi sarebbe inaccettabile ne L’Aereo più Pazzo del Mondo). Non dico che fosse meglio, però c’era sicuramente più spontaneità e alla fine io le parolacce non le ho mica imparate dai film.

    Capitolo Bud Spencer e Terence Hill: ma come se le davano? Per finta, certo, e si vedeva. Come donna non mi sono mai piaciuti molto, ma vedo che Marito li adora e tiene molto a condividere questa passione con i figli. Vabbè, dai, li metto in elenco per farlo contento 🙂

    Quando è uscito “Chi ha incastrato Roger Rabbit” è cambiato qualcosa.

    chi-ha-incastrato-roger-rabbit-foto-dal-film-07

     

    Sempre più animazione fatta al computer, la tecnologia che negli anni successivi ha permesso ambientazioni e storie sempre più sofisticate.

    Come fare a trovare tutti i film che vi ho elencato? Non vi fornirò fonti illegali 🙂

    Periodicamente alcune di queste pellicole (sì, non erano in digitale una volta!) vengono trasmesse in tv. Io comunque approfitto sempre di Natale e compleanni per fare shopping su Amazon. Si trova tutto, il problema è riuscire a limitarsi!

    E voi? Volete continuare la lista dei titoli?

    C’è qualcosa che ho dimenticato? Scommetto di sì.

  • Bollas Top 5 Sweet Child Of Mine L 0qwdfj1

    Sono la madre di una bionda naturale

    Io sono una finta bionda da quando mi hanno detto che smettendo di essere mora il mio viso sarebbe parso più luminoso e persino un naso come il mio sarebbe sembrato più dritto.

    Dicono che gli uomini preferiscono le bionde e non so se è vero, ma negli ultimi otto anni, come madre di figli biondi dai capelli dritti come spaghetti, mi sono accorta di una grande verità.

    Hanno un bel da dire che i bambini sono tutti belli, tutti simpatici e monelli allo stesso modo. Ma va là.
    Il bambino biondo abbatte la diffidenza, spezza le resistenze, è carino, fotogenico e può simulare credibilmente un’aria angelica anche quando ne ha combinata una grossa.

    Quando ad un bambino iniziano a crescere i capelli e si capisce che sì, sono biondi, fini e profumati, ecco allora che fino alla maggiore età ci sarà sempre una nonna/zia/vicinadicasa che si chiederà fino a quando il dono apparentemente così prezioso della bionditudine farà la grazia di rimanere su quel capino.

    – Ah, anche il mio Giovanni era biondo, ma poi.

    Segue gesto di rassegnato disappunto.

    Il bambino biondo a volte te l’ aspetti e se non arriva ci rimani male.
    Ricordo ancora la coppia di amici biondi con gli occhi azzurri a cui nacque la figlia mora con gli occhi scuri. Meno male che era il ritratto del padre, altrimenti sarebbe germogliato il seme del dubbio.

    Non è il mio caso. Sono madre di due biondi, son venuti fuori così, deve essere il ramo acquisito. Non che mi interessi più di tanto, è che più crescono più mi accorgo del potere della bionditudine. Il maschio tutto sommato viene notato più per altre qualità, ma la bambina no. Lei è già La Bionda.

    Da ex bambina timida dagli scuri riccioli spettinati rimango sempre un po’ colpita da come mia figlia già a questa età sappia trarre vantaggio dalla sua chioma.
    Per esempio, nei negozi c’è sempre un omaggio per lei. Anche se ha fatto i capricci fino a un minuto prima, anche se le cola il naso, anche se ha una macchia sul bavero della giacca, c’è sempre una commessa che le si rivolge con un “Lo vuoi un campioncino di profumo, bella bambina?”

    Lei le sorride. Non dice niente, basta quello.

    La commessa si illumina.
    – Amore, ti aggiungo anche questo. – e nel sacchetto infila un’altra bustina. – Che bella bambina, signora, complimenti.

    – Grazie. – arrossisco io, mentre mi chiedo se a mia figlia faccia bene abituarsi a tutte queste gratificazioni senza merito specifico.

    A volte i discorsi rasentano l’assurdo.
    Ascensore interno giorno. Noi due e vicina di casa.

    – Che bei capelli che ha sua figlia.
    – Grazie.
    – Ma lo sa che sono un bel vantaggio i capelli biondi?
    – Eh sì.
    – Nemmeno un bravo parrucchiere sarebbe in grado di azzeccare quella tonalità color miele.
    – Già.
    – E poi vuole mettere al mare? Esce dall’acqua e sono già a posto, belli dritti. Sempre in ordine.
    – In effetti…- rispondo pensando all’esibizione che faccio di me in spiaggia, alquanto diversa.
    – Ma lei lo sa che sua figlia risparmierà un sacco di soldi dal parrucchiere?!
    – Almeno questo! – esclamo sollevata di poter finalmente scendere dall’ascensore.

    E poi devo ammettere che anche in società la chioma bionda aiuta. Aggiunge un tocco glamour all’abito della festa di Natale, la fa sembrare meno assonnata la mattina alle sette quando non vuole andare a scuola e piace anche alle altre mamme. Anzi, mi dicono che senz’altro ha ereditato il biondo da me.
    Ah ah!
    Stufa di sentirmelo dire, un bel giorno sono andata dal parrucchiere con una foto della figlia e ho richiesto: ”Mi faccia di questo colore”.

    Ogni tanto mi vengono dei flash di quando Buddy sarà grande e magari qualche amica maligna le parlerà alle spalle. Metto la mano sul fuoco che prima o poi qualcuno dirà: “Guardala in faccia: non è poi così bella. E’ che ha tutti quei capelli biondi che fanno scena.” Esagero?

    Non so perché il biondo piaccia così tanto, forse perché non siamo svedesi, ma evoca bellezza, eleganza, giovinezza, solarità. E poi dà luce al viso. Non a caso ci tingiamo tutte.

    Anzi, chissà quante tra le mie lettrici sono finte bionde come me? 😀

    Vi lascio con questo video tratto da “Le finte bionde” dei Vanzina e quindi ipso facto una perla.
    E se non vi piacerà vorrà dire che siete bionde naturali!!!

  • La Domanda

    Oggi Marito è stato tutto il giorno a Parigi.
    Lo so benissimo che Parigi è una capitale con milioni di abitanti e un attentato, seppur sanguinoso, non deve necessariamente coinvolgere chi si trova a passare di lì per caso. Però sono rimasta inquieta, volevo sapere dove fosse e cosa facesse e se alla fine sarebbe riuscito a salire sul suo volo senza particolari intoppi.

    Ma la sensazione di profonda tristezza e spreco – spreco di vita, di umanità, di intelligenza, di rispetto e di libertà – non mi ha abbandonato e non mi abbandona tuttora.

    Proprio stasera a cena, alla domanda rituale “Com’è andata a scuola?”, la piccola Buddy di 6 anni quasi 7 si prende la testa tra le mani ed esclama:
    – Mamma, c’è una domanda che mi fa impazzire!

    Lei ha queste guance rotonde che la fanno assomigliare a Susanna Tutta Panna e vorresti abbracciarla, come se avesse sempre tre anni.

    – Mamma – continua con aria serissima. – Ma chi ha creato Dio?

    Sì, anch’io coltivavo questi pensieri folli dentro di me alla sua età. Anch’io impazzivo. Poi sono diventata adulta e ho iniziato a non pensarci troppo, ad accettare che certe cose tanto non te le spiegherai mai fino in fondo.

    – Nessuno.
    – Mamma, cosa c’era prima di Dio? Era tutto bianco? Era tutto infinito?

    Sorrido e rispondo:

    – Dio è ciò che è, è stato, e sarà. – faccio la filosofa, ma lei ovviamente non può cogliere.
    – ???
    – Dio esisteva prima, esiste oggi, esisterà domani.
    – Ma non si annoiava da solo?!
    – Mah, forse sì.
    – Mamma, ma dove vanno le anime? In che posto?
    – In un altro posto.

    Interviene il fratello:
    – Io ho capito. Ritornano in un altro corpo.
    – Dove hai letto questa roba?
    – Mi sono informato.
    – ???

    – Beh, bambini, visto che fate domande da grandi vi dirò cose da grandi. La religione e la scienza, spesso in disaccordo, cercano le risposte alle stesse domande, ma con metodi diversi. Einstein si poneva le stesse domande di un Papa, per esempio. E poi un’altra cosa.

    Smettono di mangiare la mela.

    – Io non credo a molte cose della religione cattolica, ma sono d’accordo sui Valori di base e Gesù è stato il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.
    – Non credi a cosa?
    – Per farvi un esempio semplice da capire, che le donne non possono essere preti. E’ che ai tempi di Gesù le donne stavano chiuse in casa, non è che Gesù fosse sessista. E poi non credo ad altre cose.
    – Quali?
    – Non ve le dico, perché dovete avere una vostra opinione.
    – Ma tu ci credi alla suora che ha visto la Madonna?
    – No. Ma non mi interessa nemmeno sapere se è vero o no. Non è questo il punto. La gente può credere quello che vuole. L’importante è essere circondati da persone oneste, che ci rispettino, anche se non credono in Dio o credono ad un altro dio o ai miracoli. Ed essere con gli altri onesti e rispettosi.

    Che combinazione. Proprio stasera mi sono arrivate queste domande, come se nell’aria aleggiasse un’intelligenza superiore, una sincronicità impalpabile. I bambini hanno le antenne, anche se non guardano i telegiornali.
    Forse perché gli interrogativi sono sempre gli stessi, da migliaia di anni a questa parte, e l’umanità non ha ancora capito che ostinarsi a trovare un’unica risposta valida per tutti non risolverà mai la domanda.

  • http://www.genitronsviluppo.com/guide_utili/risparmio_energetico/10_modi_riciclare_riciclo.html

    Riciclare i regali di Natale. Il post DEFINITIVO

    Allora.

    Io non dico che uno debba essere prevenuto e immaginare sempre la ciofeca dietro la miglior carta da regalo scintillante.

    Però, statisticamente si sa che ogni Natale almeno un regalo moscio ci tocca, anche se non vi auguro di ricevere qualcosa di simile a quello della foto!

    Mop-Slippers-from-Jane-M

    Eccovi allora i miei consigli.

    1. Affrontiamo la realtà e non sbrandelliamo selvaggiamente gli involucri! Soprattutto non stracciamo le etichette del negozio, che anzi, devono sopravvivere alla nostra delusione.

    2. Scriviamo su un bigliettino nome del donatore e data del regalo. Non sia mai che ci venga la bella idea di riciclare proprio a lui quello che ci ha inflitto.

    3. Teniamoci il regalo da riciclare anche per un lungo periodo. La pazienza è la virtù dei forti. Arriverà il momento in cui ci farà fare un figurone, credetemi.

    4. Anche un riciclatore compulsivo di fronte a certi orrori deve mantenere un’etica. Ad un amico non si regala la roba brutta, non lo si punisce. Riciclo sì, ma di cose decenti. Perché…

    5. …per la roba brutta ci sono le pesche di beneficenza e i pozzi di San Patrizio. Siamo onesti, la riffa in parrocchia si fa per donare, non per ricevere.

    6. Mi dicono che su eBay il giro di affari relativo alla vendita dei regali riciclati abbia una sensibile impennata proprio a gennaio. Se volete farci due soldi, pensateci.

    7. Altrimenti buon SWAP Party a tutti! Organizzate una festa con gli amici, magari per tirarvi su che le feste son finite e si ritorna alla grigia normalità di gennaio, e scambiatevi i regali a scatola chiusa, oppure con un’estrazione a sorte. Una volta io l’ho fatto e ricordo ancora le risate con gli amici! Certo, in questo caso la ciofeca è assicurata, ma vuoi mettere la bella serata.

    Spero che i miei consigli vi siano utili e vi tolgano da un inutile imbarazzo: riciclare si può e si deve.

    Certo, se diamo credito alle statistiche può essere che anche a qualcuno dei nostri regali tocchi essere riciclato. In questo caso, auguriamoci di non scoprirlo mai e soprattutto pensiamo a quel che compriamo. Nel dubbio, con un bel libro non si spende troppo e non si sbaglia mai.

     

    BUON NATALE!!!

     

    (foto credit qui)

  • 20141130 184614

    Tanta voglia di essere sorpresa

    Ma voi quando avete smesso di credere a Babbo Natale?

    Io a 8 anni. Un ricordo indelebile.

    Sono in salotto ad aiutare mia madre nei preparativi e dico qualcosa a proposito dei regali. Allora lei si gira, mi guarda e quasi ridendo mi chiede: ”Ma come, credi ancora a Gesù Bambino?”
    Qualcosa dentro di me si spezza. Resto annichilita e non so che dire.
    Lei ride, forse dovrei ridere anch’io. Invece mi sento improvvisamente triste, non mi viene proprio da ridere. Anzi, mi sento anche un po’ sciocca a crederci ancora, soprattutto perché capisco che da me la mamma si aspetta un altro atteggiamento.

    – Scusa, credevo che lo sapessi. – continua lei vedendo la delusione nei miei occhi. – Ormai sei grande.

    Ecco, vorrei sapere quando si è abbastanza grandi per non credere più a Gesù Bambino o Babbo Natale.

    Marito dice che non è giusto illudere nostro figlio di otto anni. Evidentemente anche per lui ormai è grande. Ma negli occhi del bambino io non vedo alcuna malizia né sospetto. Nessuna domanda per smascherare l’inganno, nessuno sguardo indagatore verso l’armadio grande, dove nascondo i regali. Forse non vuole sapere.
    Una mamma di scuola ha sempre detto a sua figlia che Babbo Natale non esiste, perché quando da piccola ha saputo la verità si è sentita tradita dai suoi genitori. Immaginate la fatica di sua figlia oggi, che tutti i giorni deve stare zitta e non svelare ai compagni – con sadica soddisfazione – che è tutto un imbroglio.

    20141130_184029La verità è che ogni regalo confezionato con la carta luccicante mi fa godere nel profondo. Immagino la sorpresa dei bambini nel trovarlo sotto l’albero, la curiosità nello scartarlo, la contentezza nel vedere che Babbo Natale anche quest’anno si è ricordato di loro e ha mangiato il latte e i biscotti lasciati fuori dalla finestra.
    Così come il calendario dell’avvento. Ogni anno lo compro o lo preparo con le mie mani perché senza non mi sembra Natale.

    D’accordo, lo confesso.
    Non ho più otto anni, ma desidererei ardentemente una sorpresa ogni tanto.
    Svegliarmi la mattina e trovare un regalo che qualcuno ha pensato per me e solo per me. Aprire tutti i giorni una finestrella e scoprire una frase, un cioccolatino, un pensiero, anche minimo. Purchè non l’abbia fatto io.

    Vorrei che Marito e figli mi spedissero a letto presto la sera della vigilia, “perché altrimenti Babbo Natale non arriva”. Vorrei che il giorno dopo fossero loro a distogliermi dal sonno profondo e mi costringessero a scendere dal letto e correre a vedere cosa c’è sotto l’albero. Vorrei che ogni tanto qualcuno passasse un po’ di tempo a chiedersi cosa mi piacerebbe ricevere e non vedesse l’ora di prepararmi un pacchetto sontuoso per vedere che faccia farò. Vorrei che qualcuno mi facesse un regalo folle e imprevedibile ma pensato per me.

    Quando ero ragazza e avevamo finito di aprire i regali, mio padre ad un certo punto mi mandava a perquisire l’albero e dietro, nascosta sotto la fronda più remota, trovavo sempre una bustina con dentro la Sorpresa. Spesso erano i biglietti per un musical o un’opera da andare  a vedere tutti insieme.

    Perchè quando diventiamo adulti smettiamo di sorprenderci e ci facciamo solo regali concordati settimane prima?
    Insomma, il punto non è credere a Babbo Natale o no, ma che sono stufa di farlo solo io! 😀

     


    BREAKING NEWS!

    Babbo Natale esiste e io ne ho la prova.

    Il giorno dopo aver pubblicato questo post mi è stato recapitato a sorpresa un grosso pacco. Questo:

    pacco

    Accompagnato da una letterina, in cui si chiede a Babbo Natale una cosa per me.

    babbo

     

    E la cosa è questa!

    big_shot

     

    La mitica Big Shot!!!

     

    Voi mi chiederete: chi è il donatore?

    Marito, opportunamente istruito? No. Parenti? No.

    E’ stato proprio Babbo Natale, che legge il mio blog e ha chiesto ad un’amica, che invece non ne conosce nemmeno l’esistenza (!), di sorprendermi con questo pensierino.

    Che dire?

    Che belle le amicizie dei quarant’anni, le persone che ti scegli perchè ormai sai accordare la vibrazione delle tue corde su quelle di chi ti somiglia. Quelle che ti leggono dentro come manco in un post.

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    Una mamma meno imperfetta

    Prima esistevano le mamme perfette, quelle che non si ispiravano più alle casalinghe anni Sessanta, ma alle superdonne anni Novanta, come la Finocchiaro di questo video tuttora insuperato (- Signora, come fa a fare tutto? – Beh, io sniffo!).

    Poi le mamme imperfette, che si ispiravano ad un modello di mamma possibile e sufficientemente buona, alla ricerca di una strada indipendente da troppi condizionamenti e pregiudizi, pioniere di un’autostima a prescindere dall’allattamento al seno, dal fattore tempo che non c’è mai, da ciò che dicono la suocera e il capoufficio. A questa schiera apparterrei io.

    Ed infine si è arrivati al parossismo delle pessime madri, così autoironiche da sbandierarlo ai quattro venti manco fosse un vessillo in battaglia: – Io sono una pessima madre! Pensa che faccio gli straordinari per non stare con mio figlio! – Figo, sei una grande!  Segue risata liberatoria del gruppo delle pessime.

    Dalla parte opposta del web proliferano invece blog di mamme appassionate di crafting, home made, do it yourself, che amano creare per e con i figli e perciò volenti o nolenti trasmettono un’immagine di maternità esemplare o quantomeno “a stretto contatto”.

    – Ma cos’è questo imperversare del-fai-da-te sui blog delle mamme? – mi chiede un’amica d’infanzia particolarmente attenta alle questioni femminili. – Dov’è finita la rivoluzione materna in questo baillamme di ghirlande natalizie fatte in casa, renne in lana cotta e calendari dell’avvento cuciti a mano mentre i pupi dormono?

    Lì per lì liquido la mia amica con poche battute, perchè siamo sotto Natale e non c’è niente di male nel darsi da fare per festeggiare un po’. Ma continuo a pensarci e realizzo che la mia bacheca Facebook è piena di ghirlande, renne e calendari. Ragazzi, il mondo è così brutto là fuori che se permettete lo accendo tanto volentieri il mio focolare domestico e faccio finta che sia tutto bello come in un film.

    madri2Certo, come al solito le questioni femminili sono dolcemente complicate e quindi perennemente attraversate da flussi incontrollati di autocoscienza, altrimenti noti come “menate”. Perciò alle madri –  e specialmente alle mamme blogger – accade spesso di farsi un sacco di domande autoreferenziali, trovandosi di fronte ad impasse piuttosto impegnativi del tipo: mi trovo ancora nel quadrante B o sto scivolando nel D senza accorgermene? E se sì, dove ho sbagliato? (pregasi leggere quest’ultima domanda con il filtro dell’ironia)

    41O-9rPysJLIl punto è: come posso conciliare la mia voglia di Big Shot con il dibattito sul ruolo della madre imperfetta, quella che sa benissimo che non sarà una torta fatta in casa a far crescere meglio suo figlio?

    Dio bonino, stampare a mano le tovagliette della colazione è così divertente, ma fanno così madre tradizionale. Come risulterò credibile la prossima volta che mi scaglierò contro il marketing che mi vuole felice di servire a tavola con il grembiulino?!

    Eppure, ragazze, credetemi, io mi sento così “oh yeah!”…(Gesù, non starò mica nel quadrante C?)

    Il crafting non è più una tendenza ma una realtà, l’ha spiegato anche Gaia Segattini al Mamma Che Blog Creativo, e c’è gente che ne ha fatto un lavoro. Insomma, ho un hobby cool.

    In verità negli ultimi mesi ho dovuto occuparmi di un progetto che ha assorbito quasi tutte le mie energie facendomi dimenticare di avere un corpo, quasi fossi diventata un unico grande cervello. Ora che l’ho portato a termine mi sono accorta di avere ancora due braccia e soprattutto due mani che servono a fare anche altro che digitare su una tastiera.

    Per cui sì, penso che la strada della liberazione della mamma passi anche dal fare attività manuali divertenti, perché una donna che si diverte e “stacca” dalla routine è una mamma allegra e pimpante. Penso che se sui blog materni si parla anche – ma non solo – di lavoretti sia per un bisogno di leggerezza e condivisione con gli altri di ciò che ci appassiona. La nostra libertà intellettuale non si misura in centimetri di stoffa cucita, ma in pagine di libri letti, in parole sincere scambiate con un’amica, in sorrisi a noi stesse di fronte allo specchio.

    E poi ve lo confesso. Adesso che i bambini sono cresciuti e hanno bisogno di me in modo diverso mi è tornata la voglia di migliorarmi, di imparare cose nuove, di mettermi alla prova con le mani ed il cervello.

    Non di essere perfetta, ma di essere meno imperfetta.

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    I consigli della nutrizionista per la prima colazione e cosa sono i probiotici (DOWNLOAD + VIDEO)

    Tema: la mia colazione ideale.

    catamaranoLocation: catamarano pluriaccessoriato zona Caraibi.
    Meteo: Fuori c’è il sole, nemmeno una nuvola. Una brezza calda e leggera penetra nella dinette.

    Io mi sveglio perfettamente rilassata non appena un raggio di sole sfiora i miei occhi passando attraverso l’oblò. Allungo una mano per accarezzare il mio partner accanto a me, ma non lo trovo.
    Mi alzo, vado a cercarlo e lo sorprendo intento ad apparecchiare la tavola per la nostra prima colazione.
    Non appena mi vede mi corre incontro augurandomi il buongiorno e dicendomi che sono bellissima.
    In effetti nella colazione dei miei sogni io sono abbronzata, snella, vellutata come un’albicocca e sembro uno top model di vent’anni.
    Mentre il caffè borbotta sul fuoco, le note ottimiste di “Lovely day” si spargono tutte intorno: “Just one look at you and I know it’s gonna be a lovely day, lovely day, lovely day, lovely day ..”.

    Mangio venti fette biscottate con la marmellata e non ingrasso, tonnellate di muesli al cioccolato e non mi vengono i brufoli, bevo latte come se non ci fosse un domani e mi alzo da tavola leggera come un angelo, pronta per tuffarmi nell’acqua calda e trasparente.

    Tema: la mia colazione reale.

    maledetta_sveglia_01Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin!
    La sveglia suona e con mano incerta la spengo al terzo tentativo.

    So che devo reagire, la mia schedule è prestabilita:
    – Alle 7.20 io lavata e vestita
    – Dalle 7.20 alle 7.30 coccole e bacini per svegliare i figli in modo soft.
    – Dalle 7.30 alle 7.45 colazione. Non si può sforare. Latte e qualcosa. Appena la lancetta va sul 45esimo minuto tutti in piedi come un sol uomo.
    – Dalle 7.45 alle 8.00 soprintendere lavaggio e vestizione figli. Inspirare ed espirare, sollecitare, incoraggiare, non urlare. In realtà urlare, urlare molto.
    – Dalle 8 alle 8.10 correre per strada tirandosi dietro i figli in stile skylift.
    – Entro le 8.10 sganciare i pacchi a scuola.
    – Dopo le 8.10 scaricare l’adrenalina, respirare, caffè. Ormai è tutto in discesa.

    Tema: la colazione possibile

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    Tutto uguale alla colazione reale, ma è possibile migliorare qualcosa. 

    Per esempio fare una colazione come si deve e mangiare cose sane. Una cosa che ho capito con il tempo e di cui sono sempre più convinta da quando sono mamma è che il cibo è la nostra medicina. Una medicina preventiva, che ci aiuta a restare in equilibrio ed ammalarci di meno. Se mangio schifezze divento una schifezza.

    Da più parti gli esperti ci hanno spiegato che la colazione è il pasto principale della giornata, quello che non deve saltare altrimenti salta tutto l’equilibrio alimentare successivo. Più prosaicamente, io non la salto mai e non riesco a capire come si possa uscire di casa a stomaco vuoto.
    Se volete sapere qual è la colazione giusta per voi e i vostri bambini Yakult mette a disposizione un giochino simpatico, questo. Io per esempio ho scoperto che mio figlio di 8 anni ha un fabbisogno energetico di 1700-2000 kcal al giorno e per essere in forma a scuola deve assumerne almeno 400 con la prima colazione.

    Qualche giorno fa a Milano ho partecipato ad un incontro offerto da Yakult con una nutrizionista che ho letteralmente tempestato di domande. Ecco le risposte.
    Yogurt e latte sì o no (forse anche voi avrete sentito le varie leggende metropolitane contro il consumo di latte vaccino): , seguendo anche le Linee Guida del Ministero della Salute. Sono fonte di proteine nobili e calcio. Meglio evitare gli insaccati a colazione, perchè contengono molto sale e grassi.
    Carboidrati, cioè zuccheri complessi: sì. Ok quindi a cereali, pane, fette biscottate, biscotti secchi.
    Frutta, una porzione, oppure centrifughe o spremute. Io però a colazione proprio non riesco a mangiare la frutta perchè mi appesantisce. La saggia nutrizionista dice di mangiarla fuori pasto.

    La frutta a guscio, come le noci, fa benissimo, perchè contiene la vitamina E (antiossidante e immunostimolante), ma meglio consumarla a colazione, in modo da smaltire subito l’elevato apporto energetico.

    Caffè e tè ok, meglio senza zucchero oppure solo con il miele. Moderare gli zuccheri infatti aiuta ad evitare quel senso di fame pazzesco che ci aggredisce alle undici nonostante un’abbondante colazione.

    Immagino sappiate già che fanno malissimo le bibite gassate ma forse occorre aggiungere che i succhi di frutta sono il Male. Pensate che in un bric c’è l’equivalente di 6 cucchiaini di zucchero e pochissima frutta! Voi berreste un bicchier d’acqua con 6 cucchiaini di zucchero? Io no. Occhio quindi a darne ai bambini a colazione o in altri momenti. L’eccesso di zucchero negli alimenti pare sia il principale responsabile dell’obesità infantile di cui l’Italia ha purtroppo il primato europeo (Fonte SIO)!

    Capitolo fermenti lattici vivi da assumere durante la prima colazione. Si sa che i fermenti fanno bene, perché aiutano a equilibrare la flora batterica intestinale e quindi ci aiutano ad ammalarci di meno. I probiotici sono batteri buoni. L’OMS li definisce “microrganismi vivi che se assunti in quantità adeguata conferiscono benefici alla salute dell’organismo ospite.”

    Io però quando vado al supermercato a fare la spesa resto sbigottita di fronte allo scaffale degli yogurt da bere, da mangiare e con i famosi fermenti.

    Sono tutti la stessa cosa? No.

    Finalmente ne ho capito qualcosa. Mi hanno spiegato che i probiotici (come quello dello Yakult per intenderci) sono microrganismi che riescono a passare la barriera dello stomaco e raggiungere l’intestino e qui fermarsi per svolgere la loro azione benefica. I microrganismi degli yogurt invece si fermano nello stomaco, non vanno oltre. E’ vero che in commercio ci sono alcuni yogurt arricchiti di probiotici, quindi d’ora in poi controllerò meglio l’etichetta.

    La colazione al bar

    cappuccioA noi italiani piace molto chiedere al barista “Cappuccio e cornetto, per favore!”. Pensate che una mia amica americana si stupisce sempre moltissimo del non vederci in giro per strada sorseggiando un caffè lungo in uno di quei grossi bicchieri di carta, proprio come nei film. E meno male, dico io!

    Tuttavia, la nutrizionista dice che un cornetto tutti i giorni fa male. Troppi grassi e zuccheri.

    Se avete voglia di fare una colazione appetitosa ma anche salubre, Yakult ha creato una Guida ai locali family friendly di varie città italiane, in cui consumare un’ottima prima colazione tutti insieme, anche e soprattutto con i bambini. Potete scaricarla qui:

    guida-locali-yakult

    Ed infine, per chiudere in bellezza, vi lascio con i consigli e trucchi per la prima colazione di alcune mamme blogger coìnvolte insieme a me in questa iniziativa. Siamo un po’ buffe, ma certamente vi saremo utili!

  • Image

    Pretty woman walking down the street

    Immagino che anche voi avrete visto questo video. Vi sembra realistico? Senza arrivare ad estremismi, c’è qualcuna di noi a cui non sia successo nulla di quello che si vede in questo filmato?

    Quando ho compiuto più o meno dodici anni ho capito di avere un corpo che attirava gli sguardi degli uomini.
    Però non riuscivo a capire il perché.
    Io ero solo una bambina, sì, ero alta, ma lo ero sempre stata, per me non era un segno così distintivo.
    Non mi vestivo alla moda o per sembrare più grande, da poco avevo messo gli occhiali, non mi truccavo, non mi interessavano i ragazzi, frequentavo una scuola media femminile.
    Ma allora perché quando andavamo in gruppo a prenderci un gelato c’era spesso un signore che ci fissava e faceva certe facce laide, che ci lasciavano in uno stato di inquietudine e fastidio? Perché un sabato pomeriggio in metropolitana una signora sconosciuta aveva dato fuori di matto con un tipo che in effetti mi sembrava un po’ troppo vicino ad una mia compagna?
    Insomma, alla fine anche una stordita come me l’aveva capito: le ragazzine piacevano.
    C’è stato tutto un periodo in seconda media in cui la strada da casa a scuola mi sembrava pericolosa come un deserto in cui avrei potuto essere aggredita dai predoni. Nella vita di una donna ad un certo punto arriva sempre la paura dello stupro e non se ne va più.
    A dodici anni questa scoperta è drammatica. Poi ti abitui, come ti abitui alle lenti a contatto, e quasi te la dimentichi. Anzi, è così parte di te che non sei più in grado di distinguere dove finisci tu e dove inizia lei.

    Ridimensionata la paura dello stupro imminente, la ragazzina e poi la donna in me hanno dovuto fare i conti con il complimento stradale.
    Per dire, tu stai camminando per i fatti tuoi ma l’ammiratore sonoro lo sgami dai cento metri. Se ne sta seduto fuori da un bar o su una panchina con il gruppo degli amici e inizia a slumazzarti da lontano, con un occhio di falco riconoscibilissimo. Lo vedi che sta già preparando la battuta, prendendo la rincorsa per il lancio. Tu cerchi immediatamente vie alternative, ma non esistono. Devi proprio passare di lì.

    Una volta accanto all’ammiratore sonoro cerchi una scusa per guardare altrove, fingendo indifferenza, ma tanto l’apprezzamento arriva comunque. Se ti va bene è un complimento presente nello Zanichelli, altrimenti è molto più colorito. Lui/loro sghignazzano compiaciuti, tu ti imbarazzi.

    men starring at woman 2

    Quello che nei film di Verdone ti fa appellare simpaticamente con un “’’A fataaa!”, in pratica per te si traduce in:

    Suoni strani, tipo fischi, per attirare la tua attenzione, ma non solo. Avete presente una via di mezzo tra un sibilo e un miagolio? Massì, lo sapete benissimo, che ve lo dico a fare.
    Sguardi ai raggi x così penetranti che potrebbero dirti cosa hai nelle tasche.
    Finte richieste di informazioni. Tu ti impegni a rispondere ma dopo due secondi ti dice che hai proprio dei begli occhi e tu ti senti una scema.

    Dichiarazioni d’amore strampalate per cui vorresti mettere la testa sottoterra. Quando andavo al liceo dovevo per forza passare di fronte ad un plotone di studenti del tecnico professionale maschile che ci aspettavano solo per vedere delle ragazze. Una mattina uno di questi si è buttato per terra per guardarmi sotto la gonna.

    A noi donne questi complimenti danno fastidio e di solito fingiamo di non sentirli. Però oggi come oggi non mi interessa più sviscerare tanto i nostri sentimenti, trovo più interessante parlare dei “corteggiatori”.

    Secondo me il punto è che loro sono così pieni di entusiasmo nei nostri confronti che proprio non ci stanno dentro e devono comunicarcelo, qui, ora, subito. Come possiamo non sentirci gratificate? Lo sanno tutti che alle donne piace ricevere apprezzamenti, no? E poi, sapete una cosa? E’ il loro modo di rendersi visibili ai nostri occhi, di farci sapere che esistono, altrimenti non li fileremmo di striscio. Non so a voi, ma a me non è mai successo che un mega figo mi fischiasse per strada. Nel caso ditemi.

    Ed infine, come siamo carine quando finalmente smettiamo di essere così aggressive e diventiamo rosse, ci imbarazziamo, abbassiamo lo sguardo. Che bello produrre quest’effetto su una donna. Fa sentire a un uomo il potere di inibirci, di sconvolgerci, di renderci inoffensive. Gli dà quel certo frisson.

    Oggi, a 42 anni, di queste cose non me ne frega più niente. Anche perché non mi fischiano più al semaforo, purtroppo e per fortuna.

    4709797-rottweiler-la-bambina-di-6-anni-su-sfondo-neroHo uno sguardo da rottweiler incazzato, mica da cerbiattina che si è persa nei boschi. Anche se mi dicono che il genere dominatrix ha sempre degli estimatori. Certo, pensare che un giorno mia figlia dovrà rivivere tutta la trafila non mi mette tanto di buonumore.

    Io però negli ultimi anni di carriera da giovane cerva, prima di trasformarmi in mamma di Bambi, avevo sviluppato una certa ironia. cerbiatta

    Pensate all’estimatore che vi urla qualcosa al semaforo, nel calduccio della sua auto, che si sente rispondere a gran voce: ”Buongustaio!”. Poverino, non sa più cosa rispondere. Eppure anch’io gli avevo fatto un complimento e non ero arrossita!

    Ad ogni modo, siamo oneste. Certo che ci fa piacere ricevere un apprezzamento, solo che occorre usare il modo giusto.
    Il vecchissimo slogan “Se qualcuno ruba un fiore per te sotto sotto c’è Impulse” è una grande verità della vita. Non mi riferisco al deodorante, ma al gesto, ovviamente. Oggi magari il creativo suggerirebbe di rubare un i-phone.
    L’altro giorno un maschio sconosciuto non ancora in andropausa (lasciamo stare quella volta al ristorante in cui con delle amiche quarantenni siamo finite nel mirino di un tavolo di over sessanta: è come far giocare i minorenni con le slot) mi ha detto che era un piacere prendere l’ascensore con me.

    Io sono rimasta un po’ di  legno perchè sinceramente non mi aspettavo una tale galanteria alle otto di mattina con l’occhiaia a fondo di caffè. Poi ho ringraziato, lui non ha detto più niente ed è sceso.

    OK, ha usato un linguaggio un po’ tradizionale, ma non è stato meglio di un “bella gnocca”? Poi sono andata al bar a bere un caffè, me lo sono ritrovato davanti e mi ha sorriso.

    Ora, io sono una donna seria e la cosa è finita lì, ma non è questo un bel modo di iniziare la giornata?

  • Seggiolino Auto Installato In Senso Contrario Di Marcia

    Seggiolini e sistemi di ritenuta in auto: tutto quello che volevate sapere (DOWNLOAD)

    Quando ero piccola il mio papà mi faceva sedere sul sedile del passeggero, accanto a lui. A me piaceva moltissimo, soprattutto perché mi faceva manovrare (per finta) la leva del cambio e mi sembrava di guidare per davvero.

    Aveva una 132 gialla, erano gli anni ’70, io in macchina gli facevo un sacco di domande imbarazzanti tipo queste, ma soprattutto era normale una cosa.

    Quando frenava mio padre mi metteva una mano davanti per non farmi sfracellare sul vetro.

    Avete capito? Quello era l’unico modo perché io non mi rompessi i denti contro il cruscotto.

    Perché non esistevano le cinture di sicurezza, i seggiolini per i bambini, gli airbag. Era normale, così come era ovvio che io potessi stravaccarmi sui sedili posteriori quando ero stanca o mi mettessi in ginocchio, girata verso le macchine che superavamo, impegnata a sparare con la punta del dito, urlando: ”Capo Oro Capo Oro – shh shh – l’ho colpito!”.

    Sì, giocavo a Guerre Stellari.

    Oggi anche mio figlio gioca a Guerre Stellari, ma con una differenza: lo fa seduto sul suo rialzo e con la cintura allacciata. Se la macchina dovesse frenare violentemente lui non rischierebbe di volare fuori da un finestrino o spaccarsi la testa.

    Per questo quando vedo – e ne vedo – dei genitori seduti lato passeggero che vanno in giro con i bambini in braccio o li lasciano liberi sui sedili posteriori mi incavolo di brutto.

    Se chiedete loro il perché vi diranno che  il bambino fa i capricci, non ci vuole stare, si slega, piange, che tanto il tragitto è breve e cosa mai deve succedere.

    Ho due figli e so cosa vuol dire assistere ai capricci, ma so anche che il problema non sono i bambini, siamo noi genitori.

    Non sempre è facile fare la sostenuta quando tuo figlio si lamenta, ma se non gli insegni tu quello che è il suo bene chi glielo deve insegnare? Preferisci che lo impari da un bernoccolo in testa o peggio?

    Per quanto riguarda i neonati, il problema sei tu mamma che non vuoi mollare il bambino. Non c’è posto in auto più sicuro di un seggiolino omologato, molto più sicuro delle tue braccia. Se invece tuo figlio di 3 anni si dimena perché in auto si annoia, beh, mettigli in mano un album da colorare e vedrai che si abituerà a stare fermo. Tieni duro, non cercare scuse.

    Dico questo perché ho appena letto i dati di una ricerca commissionata dall’ACI sull’uso dei sistemi di ritenuta dei bambini in auto (Progetto TrasportACI Sicuri): solo 4 bambini su 10 viaggiano su un seggiolino (contro l’88% dei genitori) e il 75% degli incidenti stradali avvengono su tragitti brevi in città, momento in cui l’uso dei sistemi di ritenuta diminuisce circa del 50%. Cioè, tutti a non legare le cinture perché tanto siamo in città e poi…

    Allora ho pensato di lasciarvi qua sul blog alcuni documenti scaricabili con le informazioni più utili per quanto riguarda la scelta del seggiolino e più in generale la sicurezza in auto. Sono dei promemoria molto validi e vi confesso che anch’io vi ho trovato molte cose che non sapevo. Potete stamparveli e leggerli con calma oppure farli circolare tra i vostri amici.

    In particolare:

    FAQ TRASPORTACI SICURI SEGGIOLINI AUTO (clicca e scarica)

    LE MULTE PER CHI NON USA I SEGGIOLINI (link a Polizia di Stato)

    ed infine due promemoria grafici (clicca per ingrandire e scaricare)

    aci_1

     

    aci_2

     

    Quindi, mi raccomando, cinture strette e prudenza al volante!

     

    (fonte foto in alto link)

  • DustbunnyEditorial21

    Ho il Folletto ma ho provato il nuovo Dyson DC52. E vi dico che…

    Mi è arrivato a casa un regalo. Questo.

    dyson

    Il Dyson DC52 Animal Turbine.

    Non so voi, ma a me un aspirapolvere che si chiama così mi scatena tutto un istinto selvaggio verso le pulizie.
    E’ il top di gamma della Dyson, appena uscito in Italia, la killer application degli aspirapolveri, in grado di eliminare i peli di qualsiasi animale domestico dalla vostra poltrona preferita. Ma a casa mia sarà utilissimo per raccogliere qualcosa di peggio, i miei lunghi capelli decolorati.

    Perché ho accettato di fare questa prova prodotto? Solitamente non ne faccio qui sul blog.
    Molto semplice: perché ho sposato un ingegnere.

    Ora, mi sembra di vedere la faccia delle lettrici che hanno fatto la mia stessa scelta: un sorrisetto di solidarietà e comprensione.
    Infatti, l’Ing. James Dyson, l’inventore di questo ed altri prodotti avveniristici, è un mito per tutti i colleghi. Per darvi un’idea, è uno che nel 1978, insoddisfatto delle prestazioni del suo aspirapolvere, se ne è inventato e brevettato uno tutto suo, di nuova generazione, basato sulla tecnologia dei cicloni  “Dyson Cinetic™”. (Questo fatto che un uomo sia insoddisfatto delle prestazioni del proprio aspirapolvere è commovente, lasciatemelo dire.) Esattamente come vostro marito ingegnere, che quando cambia le pile a Cicciobello critica la progettazione dello sportello e vi spiega dove hanno sbagliato i cinesi nel farlo. Qui il livello è superiore, ovviamente.

    Insomma, Marito voleva assolutamente provare il Dyson (beh, avrete notato tutte che contiene un pregevole compressore centrifugo, vero?), ma ho scoperto anche un paio di altre cose. Che molte mie amiche hanno il Dyson perché anche il loro di marito lo voleva assolutamente (pure se fa l’avvocato 🙂 ). E che i Dysoniani sono dei fan: una volta provato il prodotto vedono la luce e si danno la mission di evangelizzare gli amici. Per dire, una persona di cui mi fido moltissimo, Mamma in 3D , mi ha coinvolto in questo test.

    Caspiterina, la mia curiosità era massima.

    Ed ecco le mie considerazioni.

    Diciamo subito che ho il Folletto, regalo di nozze, e non sono proprio abituata male. Aspirapolvere verticale, tanti pezzi per fare tante cose, i sacchetti e il filtro da cambiare abbastanza spesso.
    Quando lo uso mi sento più o meno così:

    casalinga

    Sicura e tradizionale.

    Invece, appena ho messo in funzione il Dyson e ho impugnato il manico mi sono sentita così:

    weaver-gun-PROMO-1Moderna e potente.

    Il Dyson poi è così bello che quasi ti dispiace metterlo in sgabuzzino.

    DC52_ERP_Nickel_Gallery

    Senza contare che i figli ti sbavano intorno chiedendoti di usarlo. A loro sembra un giocattolo spaziale e non vedono l’ora di pulirti il tappeto. Infatti…

    20141012_114207

    Comunque, ho effettuato il mio test domenica mattina, a ventiquattro ore dall’ultima pulizia totale, e il risultato è stato questo:

    dyson polvere casaLa vedete la riga rossa con la scritta MAX? Quello è il livello massimo di capacità dell’aspirapolvere. Praticamente già pieno. Eppure la casa mi sembrava pulita.

    Allora è vero quello che dicono in Dyson: la capacità di aspirazione dei loro prodotti è superiore e costante nel tempo, a differenza di altri aspirapolveri che con il tempo perdono di potenza.

    Questa scoperta mi ha ispirato alcune comparazioni con il Folletto in base alla mia esperienza d’uso.

    I plus:

    – Con una potenza di aspirazione di 263 Airwatts il Dyson pulisce meglio e più velocemente . La sensazione di pulito con minore sforzo è tangibile.

    Non ha sacchetti da acquistare o filtri da cambiare ogni anno. Nessun costo “nascosto”.

    Proprio il mese scorso ho dovuto pagare 75 Euro di assistenza perché il mio Folletto aveva avuto problemi di filtro e non si accendeva più. Poiché solitamente cambio il sacchetto ogni 3 mesi e il filtro ogni anno, in dieci anni di utilizzo Dyson risparmierei circa 545 Euro. Volete fare anche voi il calcolo? Cliccate qui: http://www.dyson.it/aspirapolvere/a-traino/cinetic.aspx

    –        Sapere di non buttare via sacchetti non riciclabili e quindi inquinanti mi fa sentire bene. Passiamo la vita a riciclare la carta e la plastica. Pensiamo all’impatto dei sacchetti sull’ambiente!

    –        Si pulisce facilmente e velocemente.

    –        Non pesa, è maneggevole, arriva in un attimo sotto i letti e in alto, negli angoli dei soffitti.

    –        Ha diversi accessori interessanti. Per esempio una spazzolina che funziona bene negli spazi piccoli e la turbospazzola antigroviglio, che per chi ha peli e capelli  in giro per casa è molto comoda.

    – Rispetto al mio Folletto (verticale), la struttura a traino consente di utilizzare tutte le spazzole con molta più comodità. Spesso io non utilizzo tutti gli accessori del Folletto proprio per questo motivo.

    I minus per quanto mi riguarda sono solo tre:

    –        Le istruzioni dei numerosi accessori allegate al prodotto al di sotto delle aspettative per un elettrodomestico di fascia alta come questo. L’intuito dell’utente esperto mi ha aiutato, ma mi sembra un’occasione di comunicazione – anche del valore del prodotto – migliorabile.

    –        Il modello di aspirapolvere a traino DC52 è veramente fantastico ma un po’ ingombrante. Riporlo in un piccolo spazio può non essere facile.

    – Non ha in dotazione una spazzola che, associata ad un sapone specifico, lavi a secco i tappeti, ma questo può non interessare a tutti.

    In conclusione:

    Il Dyson 52DC Animal Turbine ha prestazioni superiori e soddisfa la mia voglia di affrancarmi dai sacchetti e dalle spese di manutenzione. Per cui sono ben felice di averlo e ve lo consiglio. 

    Se vi interessa, ho la possibilità di offrire a due mie lettrici/lettori uno

    sconto del 50% 

    su questi modelli (cliccare qui per maggiori info):

    DC52 Animal Turbine

    DC52 Allergy Care

    DC52 Multifloor

    DC63 Allergy

    DC42 Allergy

    portatile DC43H Mattress

    Spese di spedizione  di 11,59€ a parte.

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