Vi racconto la mia crociera

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Vi racconto la mia crociera

In questi giorni la nostra attenzione è calamitata dalla vicenda dell’incredibile naufragio della Costa Concordia e in rete si sprecano i commenti non solo sulla disgrazia ma anche su che genere di vacanza sia la crociera e che tipi strani siano i crocieristi.

Perciò mi è venuta voglia di raccontarvi la mia esperienza su una nave Costa, proprio un anno fa, a Capodanno.

Innanzitutto, perché una crociera?

Io e Marito non siamo abituati alle vacanze organizzate e abbiamo fatto molti viaggi esotici prima di avere figli.

Poi però succede che arrivano loro, sono ancora piccoli, la tua mobilità inizia a diventare molto limitata, tu mamma sei sempre lì a spignattare e sistemare le varie case-vacanze e ti viene un gran voglia di trattarti bene. Stare al caldo in inverno, per esempio, vedere delle belle spiagge, trovare tutto pronto, avere un pediatra sempre a disposizione, non fare per una volta le vacanze intelligenti, ma vivere il tuo cinepanettone. Scattano allora le varie opzioni esotiche e la crociera è quella più conveniente.

Non abbiamo certo pensato che in crociera avremmo visitato bene alcune località caraibiche, ma non si parla mica di città d’arte, per le quali sicuramente la formula da scegliere è un’altra.

Dunque, ci siamo lasciati vivere per una settimana ai Caraibi, con la sola preoccupazione di divertirci e non ingrassare troppo. Per i bambini la crociera è l’equivalente di Disneyland: le sale, gli ascensori megagalattici, il toboga, le piscine e la jacuzzi, lo spettacolo di ballerine e cantanti tutte le sere. Anche solo vivere sulla nave, in cabina, per loro è un’esperienza indimenticabile.

E noi adulti?

Quando ti trovi davanti alla Costa Mediterranea il primo sentimento è di ammirazione. Per chi l’ha progettata e costruita, per chi la muove e la fa vivere. E ti senti incredulo, ti chiedi come può stare a galla questa enormità.

Praticamente il 50% della crociera sta in questo: esplorare la nave, visitarne ogni anfratto accessibile, meravigliarsi degli allestimenti, anche dei più kitsch (ma con tutti i soldi che hanno speso dovevano proprio metterci queste statue orrende?), contare il numero delle piscine, delle palestre, delle sale giochi, dei ristoranti.

La prima giornata la trascorri cercando di ricordare la strada per tornare alla tua cabina senza perderti e a fissare al polso dei tuoi figli l’apposito braccialetto identificativo che dovrebbe restituirteli in caso di smarrimento. La tua sopravvivenza è anche legata all’immediata identificazione del Punto di Incontro, che è un ampio salone in cui ci si dà appuntamento per partire in gita. Di solito nell’attesa ci lasci il golfino che ti avrebbe salvato dall’aria condizionata. Troppo tardi, siamo già in pullman.

Subito scopri che in crociera più che un ospite sei una CARD. Questa non solo funge da documento identificativo (ti fotografano mentre stai ancora sulla passerella, a un metro dal metal detector), ma è lo strumento che ti consente di ESISTERE. Con la card apri la tua cabina, prenoti la gita, compri l’acqua minerale, giochi al casino, fai acquisti nelle boutique. Voi capite benissimo che la funzione della card è quella di farti spendere senza accorgertene; mi è giunta voce di ospiti insolventi trattenuti a fine crociera per uno stage in sala macchine 😀

Il resto del 50% delle emozioni da crociera è realisticamente composto da un 25% di attenzione per le località che si visitano ad ogni attracco e un 25% di smania per il CIBO. Ecco, lo scrivo a caratteri cubitali, così si capisce meglio perché dico che guardando la nave pensavo alla cacca.

Sì, mi immaginavo le enormi quantità di alimenti che 24 ore su 24 venivano prodotte nelle cucine del vascello per alimentare quasi forzosamente 3.500 ospiti. E quindi mi immaginavo 3.500 esofagi, intestini e sciacquoni tirati all’unisono per una settimana, lasciando nella scia della nave rifiuti organici poi divorati da pesci oversize.

Sulla nave ci sono tanti ristoranti, pizzerie, bar lato piscina. La cosa bella di stare in piscina è che si mangia e beve in continuazione senza mostrare continuamente il braccialetto di palline al barista, come si fa in ogni villaggio che si rispetti. Ciò ti dà l’illusione di vivere nel paese di bengodi. Quando finalmente sei sazio ti alzi e te ne vai perché ti accorgi che quelli che ti circondano non ti piacciono e ti sembrano tutti un po’ troppo rumorosi.

Il secondo giorno sei giustamente precettato per l’esercitazione di sicurezza – ahimè di grande attualità. Consiste nell’obbedire alle istruzioni dell’altoparlante e capire dove si trova il tuo punto di raccolta. Tutti obbediscono con un misto di fastidio (uffa, andiamo in gita!) e curiosità scaramantica.

Ma soprattutto è il giorno in cui conosci LUI, colui che decide della tua vita in crociera. Non è il Capitano, bensì il Direttore di Crociera. Il nostro era un signore piacente ed estremamente distinto, dotato di un’energia ed un sorriso ammirevoli. Guardandolo non potevo evitare di chiedermi cosa gli passasse veramente per la testa mentre cercava di far sentire unici quei 3.500 turisti così uguali a quelli della settimana prima e della settimana dopo. La peculiarità del Direttore di Crociera è che dice tutto in 4 lingue con pronuncia perfetta, impiegando quindi 4 volte tanto per comunicare qualsiasi notizia. Il meglio di sé lo dà gestendo noi pecoroni all’imbarco e allo sbarco – perché anche questi momenti sono un po’ spettacolarizzati e quindi si svolgono nel grande teatro – e poi presentando gli show serali. Dopo cena puoi andare in uno dei numerosi bar, in discoteca oppure a teatro. C’è sempre uno spettacolo che ti aspetta, di norma uno veramente bello, per es. quello dell’illusionista, gli altri più di routine.

Meno male che non ho snobbato lo spettacolo più rétro di tutti, quello con la presentazione degli ufficiali dell’equipaggio (prete compreso!), che mi ha fatto sentire veramente babbiona tra i babbioni. Infatti, è stato solo così che ho visto in faccia la Commissaria di Bordo a cui poi, incontrandola per caso, ho potuto fare un bel reclamo. Ma questa è un’altra storia.

Finalmente cominciano le visite a terra. Lì dipende tutto dal paese in cui ti trovi. Se sei in Europa o in paesi in cui sai di poterti muovere in autonomia, è sempre meglio il fai da te. Le gite infatti sono costosissime e non sempre all’altezza. Io mi sono trovata anche da sola con bambini piccoli in luoghi poco ospitali e ho preferito appoggiarmi all’organizzazione finendo con lo spendere veramente troppo.

Il trucco per una crociera riuscita è quindi collegarsi al sito della compagnia con largo anticipo. Infatti da lì è possibile acquistare il viaggio con uno sconto maggiore, scegliere la cabina, prenotare le gite più richieste prima dell’imbarco oppure studiarsele bene per il successivo fai da te.

Ma quando ti abitui a tutto questo tourbillon e ti inserisci nella vita organizzata della crociera inizia un pensiero di sottofondo con domande a cui riuscirai a rispondere solo in parte.

La nostra cameriera cinese dove dorme? E a fine vacanza riuscirai forse ad intuire che dorme al tuo piano, in una cabina nascosta e senza finestre, proprio dietro quella che sembra una parete ma non lo è.

Chi sono tutte queste persone che lavorano sulla nave? Da dove vengono? Sono single o sposati? Hanno figli e quando li vedono? Quanto guadagnano? Amano la vita che fanno?

In linea di massima si capisce che quasi tutto il personale di contatto con i turisti è italiano e parla ovviamente molte lingue. I capocamerieri sono italiani di una certa età, i camerieri e i baristi sono filippini, anche le cameriere al piano sono asiatiche. Immagino che gestire questa massa di personale sia estremamente impegnativo.

Anche io come altri mi sono sentita vagamente a disagio di fronte agli addetti alle mansioni più umili, ma credo sia un falso problema. Penso che il lavoro in nave sia più serio e legale di tanti altri, spero in un trattamento equo. Del resto tutti i lavori sono necessari e hanno una loro dignità se svolti in quadro di rispetto dei diritti.

Oggi ci troviamo di fronte ad una nave affondata.

Consiglierei la crociera?

Certo che sì, oso sperare che ci siano capitani dotati di ben altra professionalità.

Penso che la crociera sia una vacanza adatta a persone poco avventurose, non in grado di gestire da sole un viaggio, desiderose di godere di tutti i comfort, anziani e famiglie su tutti. Personalmente non ho usato il mini club perché preferisco stare con i bambini, ma esiste anche questa possibilità. Per i genitori di adolescenti poi la nave è una manna: i ragazzi girano in gruppo, si divertono a tutte le ore, senza alcun pericolo.

La vacanza in crociera non è certo il modo migliore di conoscere un posto. E’ una sospensione dalla realtà in un mondo che non esiste, una bolla di sapone in cui voli per una settimana. Fino a pochi giorni fa avrei detto che questa pubblicità ha un fondo di verità.

  1. cristianacalilli
    cristianacalilli01-17-2012

    Hai scritto esattamente quello che avrei voluto scrivere io… è una settimana di “mondo altro”, una realtà non reale. Ma è una vacanza in cui staccare il cervello e godersi la propria famiglia, senza pensare a niente.

    E ogni tanto, ci vuole anche una vacanza così!!!

  2. lavispateresa
    lavispateresa01-17-2012

    Sono venuta subito a leggerti perché mi incuriosisce l’opinione di chi è stato in crociera. personalmente infanti non ci andrei mai, se non costretta con la forza, o meglio, visto che il mai nella vita non esiste, diciamo che non è esattamente il mio viaggio ideale, proprio per quella sensazione di stare in una bolla che descrivi così bene. Detto questo il dramma di queste situazioni è che mettono a nudo la fragilità di tante situazioni in cui ci troviamo continuamente, in cui masse di persone si spostano da un luogo all’altro. Un tempo il viaggio era considerato pericoloso, e si faceva attenzione. Adesso si danno troppe cose per scontate, evidentemente. Ma gli errori in questi casi hanno conseguenze inaccettabili.

    • M di MS
      M di MS01-18-2012

      Intanto complimenti per il nick. E’ un retaggio del gioco del Passa la Bomba? 😀

      La mia esperienza in nave è stata ovviamente molto più di quello che ho scritto e posso dire che finchè ti trattano da massa hanno un’idea di quello che c’è da fare. E ‘ che quando invece ti succede qualcosa da singolo che entrano in crisi. Sulla nostra pelle – siamo stati un po’ sfortunati – abbiamo sperimentato che la condivisione di responsabilità tra varie figure di basso livello in alcuni casi è dannosa, perchè essendo tutti responsabili di un’attività in realtà non lo è nessuno.

  3. la Lu
    la Lu01-17-2012

    Io ho il punto di vista di chi ci ha lavorato per tanti anni, e non oso demonizzare un lavoro che, come hai detto tu, è più onesto di tanti altri. La vacanza in crociera la sto rimandando, non riesco ad innamorarmene, mentre il club l’ho scelto più di una volta. Non dispero, prima o poi andrò. L’incidente tragico di questi giorni è difficile da commentare, ancora troppo forte l’onda emotiva, soprattutto dopo le ultime notizie e registrazioni telefoniche. Spero che una qualche giustizia sia fatta per chi ha perso tutto, anche la vita.

  4. Mammafelice
    Mammafelice01-17-2012

    Ho letto tutto, e penso che io l’ho espresso molto male e molto in fretta, ma è proprio questo che non mi fa piacere la crociera come vacanza possibile per me.

    • M di MS
      M di MS01-18-2012

      Sì, mi era chiaro.
      Per chi non lo sapesse abbiamo avuto una lunga chiacchierata su FB a seguito della quale mi è venuta voglia di scrivere questo post.
      Barbara, come vedi non è che sia stata lì a pennellare la crociera, ne ho dato un ritratto un po’ satirico ma sincero.

  5. Lanterna
    Lanterna01-17-2012

    Io in crociera non ci sono mai stata: era il sogno di mia madre, del resto negli anni ’80 si guardava Love Boat. Poi mia madre ha avuto la fortuna/sfortuna di provarne ben 2: una minicrociera di Capodanno, Barcellona e Baleari, e una crociera Costa in piena regola nel Mediterraneo.
    Pur essendo più anziana e più tranquilla di me, si è annoiata tantissimo: poco tempo per sbarcare, troppo per viaggiare. Per fortuna entrambe le crociere erano gratis o quasi, perché altrimenti sarebbe tornata furiosa. Cmq ha decretato mai più: piuttosto, con quello che si spende per una crociera, va ad annoiarsi sulla spiaggia di Chiavari per un mese.

    • M di MS
      M di MS01-18-2012

      Ah ah!
      Beh, devo fare outing. A 12 anni ho fatto la mia prima crociera, una cosa nel Mediterraneo con madre, zia e cugina.
      Le mamme erano esaltatissime, avevano predisposto dei guardaroba stile pigiama palazzo e simili, retaggio delle loro fantasie di ragazze povere negli anni ’60. Poi a bordo era pieno di burini e ci sono rimaste male.
      Io della crociera ricordo che al concorso delle maschere mia madre mi ha fatto vestire da donna in camicia da notte coi bigodini, lei rideva io sono scappata via. E che in Tunisia mi volevano comprare con i cammelli.
      No dai, mi ricordo soprattutto della cripta dei cappuccini a Palermo, con tutti gli scheletri appesi ai muri. Glom.

  6. Lucyinvacanzadaunavita
    Lucyinvacanzadaunavita01-17-2012

    Non sopporto le code delle persone al bar sui traghetti, non mi piace lo stile nave con tutto quello scintillio che mi fa tanto finto. Per questo credo che la crociera non sia proprio il mio genere di vacanza (l’unica che concepirei è proprio quella che hai fatto tu, ai caraibi). Non amo il troppo: troppo cibo, troppa gente, troppa animazione, troppe luci. Se però la crociera fosse il genere di vacanza che fa per me, credo che continuerei a considerarla tale. Anche se rimane, secondo me, la macchia di un comandante non all’altezza del proprio ruolo e di un equipaggio sulla cui competenza bisognerà ancora fare chiarezza.
    PS la descrizione della figura del Direttore di Crociera è fantastica!

    • M di MS
      M di MS01-18-2012

      E mi sono trattenuta. Potrei fare dei post monografici anche sulla Commissaria, il maitre, i ballerini…in effetti la nave è piena di personaggi interessanti. Anche come turisti.

  7. Lucia
    Lucia01-20-2012

    Non io, un caro amico è stato per anni cameriere sulle navi.

  8. worldwidemom
    worldwidemom01-20-2012

    Oh, finalmente un post decente e pro-crociere.
    Non sai quanto sono stufa delle battute degli americani su questa tragedia.
    Grazie mille per tutte le informazioni e per il racconto della tua esperienza!

    • M di Ms
      M di Ms01-20-2012

      Grazie e quali sarebbero le battute? Sugli italiani o sulle crociere?
      No perchè invece io i panzoni USA ce li vedo molto bene in crociera, Love Boat l’hanno inventato loro :-)

  9. deborah
    deborah01-20-2012

    Mi sono molto divertita a leggerti e delle volte mi vien da pensare:perchè no?Poi le vedo passare in laguna, a Venezia, come mostruosi condomini ambulanti e mi prende un senso di claustrofobia difficile da controllare. Tutta quella gente stipata, quei finestrini piccoli piccoli, uno sopra l’altro e il contatto forzato con persone che altrimenti manco saluteresti e , non ultimo, il fatto che sopporto a malapena il viaggio in vaporetto per andare in ufficio… Insomma, o guido io o niente 😉

    • M di Ms
      M di Ms01-20-2012

      Sulla claustrofobia: effettivamente…NO. E sai perché? Adesso le cabine, anche quelle standard, hanno una parete di vetro (finestra scorrevole) che affaccia su un balcone con balaustra di vetro. La claustrofobia proprio non ti viene più.
      Piuttosto “l’inchino” a Venezia mi sembra pericoloso e incivile, ma credo che sia i crocieristi che i commercianti veneziani lo apprezzino molto.

      • deborah
        deborah01-21-2012

        Sì, hai toccato un tasto dolente. Effettivamente porta molto in termini economici l’inchino alla città, ma non so se si possa ancora tollerare un rischio del genere. C’è da dire comunque che le navi vengono pilotate dentro in bacino da un rimorchiatore, non è il capitano che guida in laguna.

  10. emily
    emily01-23-2012

    bellissimo questo post ma nn mi hai convinta, un posto dove devo cambiarmi x mangiare x me nn è vacanza!!!!

  11. M di MS
    M di MS01-23-2012

    Cara Emily, questo post non potrebbe mai e dico mai essere rivolto a una come te. Infatti cito: “Penso che la crociera sia una vacanza adatta a persone poco avventurose, non in grado di gestire da sole un viaggio, desiderose di godere di tutti i comfort”
    Ma ti pare?!

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