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Le donne non se la bevono 07/06/2009

Posted by M di MS in Primo piano.
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Sono rimasta molto meravigliata dalla visione dell’ultimo spot della Heineken: un gruppo di uomini sui 30, dei tipi normali, non dei maschioni, si incontrano a casa di uno di loro per seguire un match in tv. Ad uno ad uno si presentano alla porta, ma quando l’ultimo di loro arriva accompagnato dalla ragazza, il padrone di casa strabuzza gli occhi. Cosa? Una donna tra di noi? Guardare una partita in tv è roba da veri uomini: commenti a ruota libera lontani da orecchie indiscrete, magari qualche flatulenza per cementare il senso di appartenenza al gruppo. Epilogo: l’amico innamorato chiude fuori la sua donna, incredula, alla quale mette in mano una bottiglia di birra dicendole: "Devo andare". Il messaggio della Heineken è chiaro:

  • la birra è un prodotto consumato preferibilmente da uomini
  • si beve in compagnia
  • serve a fare gruppo
  • la socialità della birra è solo maschile

Confesso che lo spot non mi è piaciuto per niente, forse anche perché sono una donna che beve birra spesso e volentieri. Il mio primo pensiero è stato che Heineken abbia lanciato una campagna mondiale basata su spot che vogliono essere semplicemente divertenti/cool e possibilmente viral. Quindi ben vengano gli stereotipi sessisti se servono a far parlare. Questa sensazione è diventata certezza quando ho visto anche quest’altro spot, molto divertente, ma che a una donna fa fare risate a denti stretti.

Quindi, da una prospettiva marketing, la prima conclusione è: spot sessista globale (cioè visibile worldwide), nessuna declinazione su mercati locali.

(continua…)

Stupitemi con effetti speciali 23/03/2009

Posted by M di MS in Senza categoria.
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Nel giro di pochi mesi mi è accaduto di esprimermi in modo critico rispetto ad alcuni messaggi pubblicitari. Mi riferisco alla pubblicità di auto, creme di bellezza, abbigliamento .

Questo è il blog di una mamma, dove si parla di figli, maternità, attualità con un occhio femminile, eppure incidentalmente ho avuto voglia di scrivere qualcosa a proposito di prodotti. Parlandone male. Si conferma così una delle più vecchie leggi del marketing: chi è insoddisfatto di un prodotto lo dice a tutti, chi ne è contento se lo tiene quasi sempre per sé. Il blog è uno strumento potente: mentre una conversazione tra amiche vola via nell’aria, le parole di un post negativo su una marca restano scolpite nel marmo 24 ore su 24 ad imperitura memoria. Per questo gli uffici marketing delle aziende già da un po’ di tempo a questa parte si stanno grattando la zucca chiedendosi come controllare e gestire sul web il passaparola che li riguarda. E’ una sfida esaltante per alcuni, destabilizzante per altri, che preferirebbero evitare di porsi la domanda e continuare a fare un marketing tradizionale, basato solo sul customer care e i numeri verdi per i reclami. La cosa mi fa molto sorridere. Perché non molti anni fa il "pericolo" proveniva proprio da quella novità che erano i call center aperti alle chiamate dei clienti, servizi che oggi sono scontati e costituiscono la base di qualsiasi ufficio commerciale/marketing.

(continua…)

A Milano, oggi 30/09/2008

Posted by M di MS in Primo piano.
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Vedo un ragazzo ben vestito portare il suo cane a fare i bisogni su un’aiuola dei giardinetti accanto alla scritta "Vietato ai cani". Gli chiedo cosa stia facendo, ma lui, sicuro, mi risponde che sono io a non farmi i c***i miei.

(continua…)