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Facciata

#Veneto romantico e #Venezia con i bambini

L’enorme vantaggio di trascorrere le vacanze di Pasqua in 31 (sì, avete capito bene) è che ogni anno possiamo sbizzarrirci nello scegliere case amene e superattrezzate, con ampi spazi verdi tutti per noi.

E’ sempre più difficile trovare una villa in affitto con un numero sufficiente di camere da letto, ma la nostra potente macchina organizzativa ce l’ha fatta anche questa volta.

Il 2014 ci ha visto scorrazzare nella verde campagna dei Colli Euganei, una vera scoperta. Se non lo sapete, esiste un Parco (qui le info ) all’interno del quale esiste un paese, Torreglia, nei cui confini esiste un’amena casa nel bosco, la nostra, Villa Petrarca.

casa_amena

 

 

albero

 Questa zona del Veneto è una vera oasi di relax. Guardate che colpo d’occhio le coltivazioni di vite con lo sfondo dell’Abbazia di Praglia.

praglia

Proprio vicino a casa nostra si trova una delle più stupefacenti ville che possa accadere di visitare in Veneto: Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, nota per l’enorme ed affascinante giardino.

 

facciata

Sapete com’è, nel XVII secolo ai nobili piaceva perdersi nei labirinti…

labiritno

E anche noi ci siamo persi! Per fortuna un gentile addetto ci ha tratto in salvo, tenendoci d’occhio da una torretta di avvistamento.

labirinto_bis

A noi sembrava di essere in un film di Harry Potter. Eccovi un giovane apprendista mago mentre con la sua bacchetta di sambuco cerca di fare un incantesimo ai coniglietti di quest’isola segreta nascosta nel parco.

lorenzo_potter

In passato ho visitato molte ville venete, tra cui quelle del Palladio, le più famose, ma le mie preferite restano sempre quelle con i giardini più ampi. Se anche voi siete amanti del genere vi consiglio questo sito, Il Parco Più Bello, per pianificare le vostre gite. Visit Palladio invece è un’ottima risorsa per sapere tutto sulle ville palladiane.

Non potevamo poi farci mancare la classica visita a Venezia, visto che i bambini non c’erano mai stati.

Ma prima di iniziare due informazioni fondamentali.

Le guide a mio parere imperdibili su Venezia sono due:

cortoCorto Sconto. La guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta una guida che vi permetterà di visitare la Venezia più nascosta e misteriosa senza incontrare masse di turisti. Provare per credere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

veneziaI Bambini alla Scoperta di Venezia, ricco di spunti per incuriosire i bambini e riuscire a farli camminare divertendosi su e giù per le calli veneziane.

 

 

 

 

 

 

 

Potrete mostrare ai vostri figli tutti i musei di Venezia e raccontare la storia della Serenissima, ma alla fine ciò che li interessa veramente è la vita di tutti i giorni. Per esempio, come fanno i muratori a ristrutturare una casa? Facile, usano sempre una barca!

lavori

 

Dove si costruiscono e aggiustano le gondole? Allo Squero di San Trovaso, dall’insolita architettura montana.

squero

 

Oppure il mercato del pesce!

mercato

E adesso carrellata di case da urlo. Quando siete a Venezia anche voi fate come me? Io passo il tempo ad osservare le case e a scegliere “la mia”.

Carina…

sogno_1

 

Carina…

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Carina..

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Carina…

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Carina…

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 E voi quale preferite?

Prima o poi mi piacerebbe proprio affittare un appartamentino a Venezia per viverla un po’ più da cittadina e meno da turista!

 

Bella come Venezia non ce n’è, però l’anno scorso l’allegra carovana è stata a Barcellona. Vi ricordate il ricco photopost?

 

 

 

 

 

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Vivere felici in 30 sotto lo stesso tetto, ricordarsi di aver avuto 14 anni e stringere una manina

Ho 14 anni, sono un fuscello alto e acerbo, porto la minigonna fucsia, le ballerine verdi e non mi trucco. E’ la prima sera che vado nella discoteca del paese di vacanza e sto ballando al centro della pista con due amici. A mezzanotte uscirò e mi verranno a prendere i genitori con la macchina.

Ad un certo punto mi giro e chi vedo alla mia destra? Mio padre e mia madre, all’epoca quarantenni, che ballano fingendo indifferenza.

Ma non potevano aspettarmi fuori?!!! Dovevano proprio entrare e farsi vedere da tutti i miei amici?!!! Che vergogna. Ma come si permettono di invadere i miei spazi, di mostrarsi spensierati in mia presenza, di farsi notare?

Oggi che ho io quarant’anni mi viene proprio da ridere! Erano giovani (per gli standard odierni) e a me sembravano due vecchi.

Era proprio questo che pensavo mentre mi scatenavo come una pazza insieme alle mie amiche, tutte mamme di adolescenti, durante la nostra vacanza di Pasqua in Spagna. Musica a manetta, le mamme che iniziano ad ancheggiare come baiadere (un marito si è pure permesso di definirci “tamarre anni ‘80”), le fronti madide di sudore, le coreografie sempre più sceme, le risate starnazzanti.

I figli, tutti seduti a bordo pista, attoniti. Qualcuno esce con aria imbarazzata, non sanno se ridere o vergognarsi, nel dubbio si stringono nelle felpe A&F e si danno di gomito. Ad un certo punto spunta un cellulare che riprende la scena, le ragazze sghignazzano apertamente e via, ci filmano senza pietà: siamo carne da YouTube!

Guardo le ragazze e mi fanno una tenerezza immensa. In loro rivedo me. E’ tutto più facile se i genitori fanno i matusa, si limitano alle loro attività stereotipate (non fare questo e quello, hai studiato?, tieni la mancia), di qui i giovani, di lì i vecchi.

I miei bambini sono piccoli. Però, ogni anno, quando a Pasqua ci chiudiamo in una villa isolata in 14 adulti e 17 figli (dai 3 ai 18 anni), sono improvvisamente catapultata nel mondo dell’adolescenza e la studio, cerco di capire e di prepararmi per quando sarà il mio turno. Eppure ho come l’impressione che a quell’età esista molta più libertà di comunicazione con i figli degli altri che con i propri, che desiderano staccarsi da noi.

Ho notato che i maschi sono più inclusivi con i piccoli. Forse restano più bambini e mantengono la capacità di giocare (alla loro età mi limitavo a snobbare i miei compagni dicendo che si atteggiavano a uomini ma erano dei bambinoni). Le ragazze invece, a 15/16 anni sono già donne, parlottano tra loro, hanno una marcia in più, sono intraprendenti, lo sguardo sveglio.

E la sera noi adulti ad allestire due immensi tavoli per la cena, dando la precedenza al tavolo dei “bambini”, che arrivano come cavallette su pastasciutte e porzioni giganti di carne alla griglia, urlando, cantando, chiamando “Mammaaaaaa, il formaggioooo!”, anche se portano il 47 di piede…e la mamma (una a caso, nella comune i ragazzi sono di tutti) che arriva e allunga quel che serve, pensando che magari è l’ultimo anno che il figlio viene in vacanza con i genitori e allora coccoliamocelo un po’, finché c’è.

Terminata la loro cena, può iniziare la nostra, molto più silenziosa, dove chiacchieriamo bevendo del buon vino senza chiederci dove sia finita l’allegra masnada. Non me lo chiedo neppure io: i miei figli si appiccicano ai grandi, nelle loro camere da letto, dove ascoltano i discorsi dei “grandi” (anche le parolacce!), assistono ad interminabili partite sull’ipad (vietato a casa nostra), inevitabilmente li ammirano e si affezionano.

Al mattino mi piace fare colazione prima degli altri, perché poi arrivano tutti e via con le tazze XXL di latte e Nesquik. Il giorno di Pasqua 17 pugni spiaccicano all’unisono 17 uova di cioccolato, aprono 17 sorprese e fanno ciao ciao all’obiettivo di altrettante macchine fotografiche.

A spasso per Barcellona siamo un gruppo simil-scolastico che si allunga paurosamente sulle ramblas. Dopo musei e cattedrali, i ragazzi invadono entusiasti i negozi di chincaglierie e qualcuno chiede e ottiene il via libera per girare da solo.

I miei piccoli corrono, ridono e ogni tanto si lamentano che hanno sete, ma sono bravi e camminano senza mai lamentarsi. Stringo forte la loro manina, a volte tirandoli per un braccio:

Attenti che il semaforo è ancora rosso.

Postilla tecnica

Quando racconto in giro che andiamo in vacanza in almeno 30 persone in un’unica enorme casa tutti strabuzzano gli occhi, perchè stare insieme ed organizzarsi potrebbe apparire una sfida troppo difficile.

Lo credo anch’io e il merito della riuscita di quest’impresa è tutto dei nostri amici, che non solo sanno organizzare molto bene ogni cosa, ma hanno anche una capacità di adattarsi alle situazioni e di rispettare le esigenze di tutti veramente fuori dal comune. In particolare abbiamo un paio di padri amanti della cucina…su larga scala, che non aspettano altro che passare le vacanze di Pasqua a cucinare su due turni e riempire il frigo di capretti interi, secchielli da 5 chili di Nutella, finocchione giganti, jamon serrani. Insomma no barbecue no party.

Se a qualcuno dei miei lettori interessasse approfondire il discorso case da 15 camere da letto, 10 bagni, 2 piscine, 2 ping pong, 2 bigliardini vi lascio il link della nostra ultima casa spagnola. Mi piacerebbe tanto organizzare una vacanza così con le mie amiche blogger, ma temo che ci sia qualche ostacolo di tipo culinario: o viene Natalia Cattelani a farci da mangiare o tutti a casa!

Storico dei post sulle vacanze di Pasqua

Villa Arzilla

Pasqua in kibbutz

Pasqua in kibbutz

Grazie allo stretto monitoraggio di Amico Pediatra, che era anche il capo cordata della vacanza pasquale, il piccolo Fagio ha smaltito la varicella permettendoci di passare almeno 3 giorni in Francia, così come originariamente programmato.

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