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Basterebbero le prime tre parole per non far leggere questo post 28/06/2010

Posted by M di MS in Società.
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La crisi, il crollo delle borse, i problemi occupazionali, le famiglie monoreddito, i quartieri abitati dai soli extracomunitari, il welfare, il costo della casa, dello studio, della vita…

Basterebbero le prime tre parole di questo post per non farsi leggere oltre.

Ma non sono solo parole, sono fatti.

Stamattina mia madre e altri consiglieri di condominio dovevano scegliere la nuova portinaia. Mi racconta che si sono presentate diverse signore, italiane e straniere. Tra queste una signora argentina, sposata ad un ferroviere italiano, una figlia di 17 e un bambino di 3 anni.

- Sua figlia studia?

- No, non ho i soldi per comprarle i libri. Voglio questo lavoro perchè ho bisogno di lavorare.

Ecco, mi sembra impossibile che nella nazione con il più alto numero di telefonini, in cui si fanno i debiti per il superfluo, possa esistere qualcuno che non ha i soldi per i libri. Ma vi rendete conto?

Penso al bambino di 3 anni della signora e ai miei due principini e mi chiedo: perchè tutte queste differenze?

Entrambi i miei genitori provengono da famiglie umili e con pochi mezzi, 3 fratelli e il bagno in comune sul ballatoio. Non saranno stati certo diversi dalla famiglia di questa aspirante portinaia. Eppure ce l’hanno fatta lavorando sodo, con i propri mezzi, senza raccomandazioni. Una volta tutti erano poveri e tutti erano un po’ più uguali.

Oggi siamo sempre più diversi. Si amplifica sempre di più la spaccatura tra chi ha e chi non ha e soprattutto tra chi ha una famiglia alle spalle e chi ha solo il proprio lavoro per farsi una posizione. Non dico che i miei genitori e quelli della loro generazione valessero di meno, però bisogna ammettere che un tempo bastava spargere una manciata di semi a caso per veder crescere una pianta. Oggi, anche se sei bravo e hai voglia, devi faticare il doppio nella professione e nella vita.

Per questo mi sembrano ingiusti i tagli alla scuola pubblica, a cui abbiamo diritto pagando le nostre brave tasse. La scuola pubblica deve offrire opportunità anche a chi non ne ha, tagliare i fondi significa sbattere la porta in faccia a chi è più debole, fregarsene istituzionalmente, accettare implicitamente che il nostro paese diventi sempre più luogo di differenze sociali, una piramide con alla base i peones e al vertice i privilegiati che decidono per tutti.

Stesso discorso per il costo di un appartamento. Per i miei genitori è stato normale comprarsi in pochi anni una bella casa grande in un quartiere decente di Milano, oggi se non erediti ciccia.

Stamattina la signora filippina che viene un paio di volte la settimana a fare le pulizie (assunta regolarmente con i contributi, ma nessuno mi ripagherà mai dalla tapparella che mi ha sfasciato ;)  ), si mette a piangere e mi dice della sua nipotina malata al paese, del figlio agricoltore a cui i monsoni hanno rovinato il raccolto. La signora per dividere le spese vive in un appartamentino con una famiglia di connazionali con una bambina di due anni, non vuole smettere di lavorare anche se non è più giovane perchè non vuole gravare sui suoi figli.

Mi guardo intorno e provo come un senso di disagio per la mia bella casa, per quelle facce del cavolo di mamme pretese vip che mi tocca frequentare alla piscina di Fagio, per questi professionisti pluriaccessoriati con la bella macchina, i bambini con la maglietta della scuola privata americana, le tate full-time che parlano inglese.

Alle otto del mattino guardo fuori dalla finestra e perdo il conto del personale di servizio che entra nei portoni del mio quartiere.

Eppure anche questo è giusto. Tutta gente che se messa in regola ha opportunità di lavoro. Chi ha di più fa scendere a pioggia verso chi ha di meno.

Ma i conti non mi tornano e non riesco a togliermi dalla testa quella frase: non ho i soldi per comprare i libri, ho bisogno di questo lavoro…

Bruci la città 06/03/2009

Posted by M di MS in Società.
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Spegnere la TV 10/02/2009

Posted by M di MS in Primo piano.
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Non è ancora finita. Andranno avanti.

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Tutto è relativo 27/01/2009

Posted by M di MS in Primo piano.
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Ci sono dei giorni in cui guardare la tv o leggere le notizie su internet mi causa il voltastomaco e un grandissimo senso di frustrazione. Ci sono giorni in cui mi sento impotente di fronte alle crudeltà del mondo. Ci sono giorni in cui la parola giustizia lascia il posto al desiderio di giustizia fai da te. Ci sono giorni in cui il Brasile smette di sembrare un simpatico paese latino-americano, meta turistica di italiani in cerca di facili divertimenti e location ideale per il cine-panettone natalizio. Ci sono giorni in cui il Brasile, nazione in cui succedono – tra le altre – queste gravi cose , si mette in cattedra e spiega all’Italia, evidentemente priva di qualsiasi peso politico sulla scena internazionale, che questo signore è praticamente come quest’altro signore qui.

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Tutte le mattine 07/11/2008

Posted by M di MS in Primo piano.
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Tutte le mattine mi dirigo verso il nido spingendo il passeggino con su Buddina e Fagio in piedi sulla pedana. Il tragitto per me e Fagio è l’occasione buona per rimbalzarci domande e risposte sulle foglie gialle che cadono dagli alberi, sulle macchine che escono dal garage, sul cielo che a volte è azzurro a volte no. Arriviamo al portone del nido e siamo sereni, sono pronta a lasciare il mio bimbo sapendo che è di buon umore e che sta per incontrare gli amichetti in un ambiente fatto apposta per lui.

(continua…)