Se giochi con la matematica poi ti piace. #redooc
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Se giochi con la matematica poi ti piace. #redooc

Vi avevo raccontato che partecipare al TedxMilanoWomen era stata un’esperienza molto stimolante. Poi il tempo tiranno e l’altro blog di cui mi occupo (40 Spesi Bene) avevano assorbito le mie energie. Oggi finalmente ho il piacere di parlarvi di un progetto educativo presentato al Ted da Chiara Burberi, donna e manager veramente energica ed operativa, che mi ha proprio colpita.

Si chiama Redooc (leggi ri-duc, cioè rieduchiamo in modo nuovo) ed è la prima piattaforma web italiana nata per far studiare, ripassare ed esercitare i ragazzi sulla Matematica delle Medie e delle Superiori. Ma attenzione, non è il solito sito-vetrina buttato lì, è una community di studio, qualcosa di nuovo per l’Italia.

In breve: se tu la Matematica la tiri fuori dai libri e dalla vecchia didattica e la rendi pop, facile da capire, ponendo l’accento sulle competenze e non sulle nozioni; se la rendi giocabile online, con quiz di vario livello (specifici per classe ed argomento) e metti i ragazzi in competizione tra loro come in un videogioco, certo che viene la voglia di studiarla!

Ecco, questo mi sembra veramente un bell’esempio di come gli adulti per una volta non cerchino di riempire la testa dei ragazzi di nozioni, ma, grazie alla Rete, li invitino ad interagire, a mettersi letteralmente in gioco e a migliorare i propri risultati scolastici cambiando la propria visione della Matematica.

E’ interessante poi che il servizio sia rivolto anche ai professori per sostenerli in modo agile nel recupero dei ragazzi in difficoltà, anche se mi è stato detto che l’apertura verso un agente esterno di insegnamento è a macchia di leopardo.

Di questo progetto apprezzo l’andare oltre la lamentela sterile. Si parla tanto di quanto siano scarsi i nostri ragazzi nelle materie scientifiche, di come sia importante amare la Matematica e non temerla per stupidi preconcetti: ecco, questo mi sembra un bel modo di affrontare il problema. Penso che se ai miei tempi fossero esistiti tutti questi siti e app forse avrei avuto voglia di studiare un po’ di più la Matematica, che ho sempre odiato, ricambiata, tanto da essere rimandata a settembre il primo anno di superiori.

Cresciuta pensando di non essere “tagliata” per questa materia, ho preso ripetizioni per due anni: un vero supplizio, una noia tremenda andarci, studiare, fare gli esercizi. L’unico anno in cui ho preso 7 in pagella è stato quando abbiamo avuto il supplente, per me un risultatone. Poi con il ritorno della docente di ruolo sono tornata al 6. Ogni tanto mi chiedo se, con un maggiore interesse per le materie scientifiche, nella vita avrei fatto scelte diverse. Per questo penso che iniziative come Redooc vadano condivise tra i genitori, oltre a smetterla di dire ai figli che non sono “tagliati” per qualcosa, ovviamente.

P.S.: a Chiara Burberi ho voluto chiedere perché ha mollato tutto per inventarsi Redooc e lei mi ha risposto: ”Per restituire alla società quanto ho ricevuto”. Quest’etica del lavoro non solo come profitto individuale ma come beneficio potenziale per tutti, specie i giovani, è rara. E mi piace molto.

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