Quello che non ti aspetti

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Quello che non ti aspetti

Abbiamo entrambe due bambine di 3 anni, che giocano insieme ai giardinetti sotto casa. Una simpatia immediata tra di noi anche se lei ha solo 23 anni. E’ una ragazza molto istruita, diversa, sensibile, più matura dei suoi anni e non tira mai fuori il cellulare perché dopo un po’ al parco si annoia.

Ieri, verso la fine del pomeriggio, si è messa a piangere dietro gli occhiali da sole. Non so come chiederle quale sia il problema, ma lei entra nel discorso:

–        Ma i bambini di 3 anni capiscono i divieti? O sono troppo piccoli per capire qualsiasi cosa?

–        Certo che capiscono, anche prima! Fanno i furbi! – e mi viene da sorridere.

–        Ma allora perché la bambina non obbedisce? Mi sento così frustrata, così incapace…

Mi si allarga il corazon e vorrei raccontarle delle nostre mille chiacchiere in rete, di Genitori Crescono e Genitori Sbroccano, di Veremamme, di Wonder e di cento altre mamme, ma mi rendo conto che questo stadio di maternità consapevole (passatemi il termine) lo raggiungi solo passando attraverso tanti tentativi,  la fatica e qualche lacrima.

La mia giovane amica mi spiega poi cosa l’ha fatta stare così male. Ha chiesto solidarietà ad una mamma più adulta, seduta accanto a lei sulla panchina. Rivolta alla bambina ha detto:

– Chiedi a questa mamma se non è vero che bisogna obbedire e che tu non ti devi buttare nella fontanella”.

E la tipa:

– No, i bambini così piccoli fanno quello che vogliono. E’ inutile dare regole, obbediranno quando saranno più grandi

E la piccola:

– Hai visto?”

– …

Di seguito questa mamma dei giardinetti ha iniziato a chiedere alla ragazza se ha instaurato un buon rapporto con la bambina, se le dà affetto e coccole oltre alle regole etc. etc. mandando in sbattimento la mia amica che evidentemente nella testa ha mille dubbi e forse per la giovane età non ha ancora sviluppato gli anticorpi contro gli impiccioni.

Questa storia non sarebbe particolarmente originale se non fosse che la ragazza di cui vi parlo non è una mamma,  ma una baby-sitter.

Mi ha fatto una gran tenerezza. Una ragazza forse un po’ troppo seria, ma sicuramente nel ruolo, molto più di tante altre tate. Tranne rari casi, le baby-sitter che incontro ai giardini sono delle accompagnatrici-vigilantes che si limitano a prelevare da scuola e tenere d’occhio il pupo, dare la merenda, caricare sul passeggino, andare a casa. Questa invece vuole inculcare le regole!

Mi dice che tiene questa bambina e la sorella molto più grande tutti i pomeriggi, portandole a danza, a catechismo, a fare acquisti. Insomma, fa proprio la mamma e in buona fede deve aver confuso i ruoli. Però è vero che se i genitori non danno le regole di comportamento di base, poi è dura per una baby-sitter gestire i figli. E questo può generare tensioni, fatica. Che una tata scrupolosa, giovane e molto responsabile potrebbe alla lunga mal sopportare.

Mi dice: ”Ma cosa lascio a questa bambina alla fine dell’anno? Ma mi vorrà bene?”

Vedete?

Pensiamo sempre alle tate come ad una commodity (tipo il sale, che costa poco e in casa non manca mai), forse anche perché spesso svolgono questo compito persone non qualificate e alla ricerca di un lavoro qualsivoglia.

Invece alla fine scopriamo che hanno le stesse problematiche delle mamme.

O delle nonne, come la baby-sitter dei miei figli, che spende ciò che guadagna con noi in regalini e a Natale scrive lunghe lettere piene di affetto.

  1. Lanterna
    Lanterna05-25-2011

    Non lo so. Da un lato mi fa molta tenerezza questa ragazza, che prende il suo lavoro in modo serio e si impegna a passare valori e regole. Dall’altro penso che lo tollererei solo in una ragazza molto giovane, di cui non mi possa venire il sospetto che voglia sostituirsi a me nel rapporto con i miei figli.
    Ma sarà che io sono così: ho la casa sporca ma patirei la presenza di una colf. Se avessi poco tempo da dedicare ai miei figli, patirei la presenza di una tata.

    • M di Ms
      M di Ms05-25-2011

      Secondo me la ragazza si crede inadeguata perchè non vede obbedienza e quindi punta il dito sui genitori a suo dire un po’ molli.
      Infatti le ho detto che deve prendere la cosa molto meno sul serio, capire che se la bambina non obbedisce è un problema, ma relativo. E’ più un problema dei genitori che suo.

      Certo che se la mia tata per esempio si mettesse a dettare regole non coerenti con le nostre, la patirei molto. Ma per fortuna abbiamo un’affinità elettiva ed anzi, l’affetto particolare che ha per i miei figli lo “strumentalizzo” perchè so che li tratterà sempre più che bene.

  2. Micol
    Micol05-25-2011

    Be’ ci sono baby sitter che fanno il loro lavoro con coscienza. Certo che l’altra mamma l’ha messa proprio in difficoltà. Ci devono essere regole, altrimenti anche i bambini si perdono e non hanno punti su cui appoggiarsi, certezze che aiutano nella crescita. Insomma che tenerezza questa baby sitter, quando diventerà mamma sarà meravigliosa…

  3. lorenza
    lorenza05-25-2011

    Quoto Lanterna, anche io sarei molto preoccupata sulla confusione dei ruoli, dei quali la mamma probabilmente non sospetta. Ma sono molto più preoccupata dei discorsi farneticanti della mamma della panchina…

  4. LaStancaSylvie
    LaStancaSylvie05-29-2011

    Io dalla seconda liceo fino alla prima università ho fatto la baby sitter e mai, dico mai, nonostante fossi io stessa una bimba all’inizio, l’ho preso con leggerezza … facendo ovviamente un mucchio di errori e disperandomi a volte…. ma sì, i bimbi mi volevano bene! Mi stringo la mano ora per allora, facevo qualcosa che aveva molto più senso di ciò che faccio adesso…
    LaStancaSylvie

    • M di Ms
      M di Ms05-30-2011

      Occuparsi dei bambini in effetti ti mette molto con i piedi per terra e ti dà una misura concreta di ciò che fai. Se non altro ti occupa la testa e ti sfinisce.
      Naturalmente il mio non vuole essere un suggerimento per una nuova carriera 🙂

  5. Margot
    Margot05-31-2011

    Faccio la babysitter da molto tempo e mia madre fa lo stesso lavoro da quando io ero adolescente e quindi posso dire di averne viste di tutti i colori… La ragazza forse è particolarmente emotiva e per quello che è il mio carattere ritengo che il pianto in questo caso sia una reazione eccessiva, però devo dire che la capisco. Il problema dell’avere a che fare con bambini sui quali (giustamente) non hai “potere decisionale” è molto frustrante, se (come invece accade in alcuni casi fortunati come il tuo M di MS) non hai un buon rapporto con i genitori, ma soprattutto la stessa visione della vita. Io non ho mai tentato nè voluto sostituirmi alle mamme con le quali ho lavorato, ma vi assicuro che è molto frustrante stare 4-5 ore al giorno con un bambino che ti considera un soprammobile. Se i genitori non educano i figli a rispettare la babysitter, va a finire che te ne sbatti e visto che sei impotente inizi a comportarti come si aspettano che tu ti comporti e cioè come un soprammobile vigilante e il tuo unico compito diventa assicurarti che il bambino torni a casa sano e salvo. Sembra invece che anche l’atteggiamento opposto sia sbagliato, perchè spesso se teniamo troppo ad un bambino e poi lui/lei tende ad identificarci come la mamma allora è colpa nostra? Sinceramente vi dico che è veramente imbarazzante sentirsi chiamare “mamma” dal bambino di un altro e, purtroppo se succede è perchè i genitori sono poco presenti nella loro vita. Io tengo B. da molti anni ormai e all’inizio stavamo insieme fino alle 5 ore di pomeriggio e lui, con una mamma sempre attenta e presente (nonostante fosse a lavoro, capite cosa intendo?) ha sempre avuto ben chiari i nostri ruoli!

    • M di Ms
      M di Ms05-31-2011

      Grazie del tuo commento. In effetti lo stavo aspettando 🙂

  6. Margot
    Margot05-31-2011

    Devo ringraziare io te! Finalmente hai dato anche a noi babysitter lo spazio per esprimere la nostra opinione! Ciao!

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