Pasqua in kibbutz

Pasqua in kibbutz

Grazie allo stretto monitoraggio di Amico Pediatra, che era anche il capo cordata della vacanza pasquale, il piccolo Fagio ha smaltito la varicella permettendoci di passare almeno 3 giorni in Francia, così come originariamente programmato.

Il

castello di Saint-Aunay sembrava la villa dei misteri di Cluedo: un biliardo nella sala d’ingresso, un’enorme sala da pranzo, i soffitti alti 5 metri, nonché tutta una serie di altri ambienti art déco, passaggi segreti, segrete, gigantesche cucine professionali. Le camere da letto, situate al primo e al secondo piano, si raggiungevano con una scala sinuosa e pericolosissima (roba da assicurazione obbligatoria), naturalmente più volte al giorno, con un simpatico “effetto fiatone”.

La villa era circondata da un bellissimo parco privato, ma un po’ selvaggio, come è nel gusto dei francesi, che amano lasciare la natura libera di esprimersi e circondare le abitazioni. Questa era la vista dalla finestra della nostra camera.

 

 

Nel raggio di alcuni chilometri IL VUOTO. Solo vigneti a perdita d’occhio, attraversati dal Canal du Midi. Confesso che se non fossimo stati in ben 31, di notte avrei avuto una certa ansia.

Ma veniamo a noi. Più che una vacanza è stato un esperimento di alto valore sociologico, penso che Piero Angela avrebbe potuto utilizzarci per studiare le dinamiche di gruppo in ambiente chiuso: 31 persone, di cui 14 adulti e 17 bambini, il più grande 14 anni, la più piccola 13 mesi. Inutile tentare alcuna forma di resistenza: i minori erano la maggioranza e hanno scandito i tempi con le loro esigenze.

Nel gruppo si sono formati curiosi cluster:

  • il sottoinsieme padri in cucina (ma solo in vacanza), che ha dato grande sfoggio di sé. Non ho visto una donna toccare una pentola e ho capito che fare il cuoco a militare serve, e come serve. Peccato che abbiano eliminato la leva obbligatoria.
  • le mamme apparecchiatrici di tavola e caricatrici di lavastoviglie
  • Il Grande Gruppo dei Figli, protagonisti della vacanza, noti anche come le Cavallette Sterminatrici del pane e Nutella

E’ difficile rendere bene cosa significhi una vacanza che assomiglia ad uno stage in kibbutz. Ci proverò con alcuni flash:

  • i pasti strutturati su turni, perché un tavolo da 20 posti era troppo piccolo per tutti. Prima i figli, naturalmente. A colazione si scaricava in mezzo al tavolo tutto quello che c’era in dispensa, a caso, tanto qualcuno avrebbe mangiato. All’ora di cena dalla cucina professionale uscivano chilate di pastasciutta al sugo e formaggio gratuggiato, vassoiate di wurstel e scaloppine, roba da tenere a stento con due mani. I piccoli barbari si accanivano con voluttà sui maccheroni, infilzandoli ferocemente con le forchette, in un turbinio di voci, urla, macchie sulla maglietta, sugo per terra, alfabeto con i rutti. Lì per lì sembrava una cena in un orfanotrofio dell’ottocento, con le suorine (noi mamme) a dispensare cibo sostanzioso in ampie mestolate.
  • Prima d’ora non avevo mai visto una cassetta di frutta completamente coperta di croissant al burro. Ma ovviamente era la dose minima se volevamo mangiarne tutti.
  • La convivenza con bambini più grandi dei miei mi ha confortato e allo stesso tempo allarmato: sì, lo confermo, anche a dieci anni è possibile desiderare di vedere gli “Incredibles” a tutte le ore del giorno e della notte, a ciclo continuo.
  • Le gite in macchina: un convoglio semi militare composto da 3 monovolume, 3 SUV e 1 Range Rover inzaccherata. Sui ponticelli del Languedoc avevamo sempre la precedenza.
  • I figli sono i figli di tutti. Questo è bello. I nostri bambini hanno giocato con altre mamme e altri papà, tutti molto disponibili, anche perché i loro figli sono ormai autonomi e non hanno continuamente bisogno di loro.
  • Il gruppo dei ragazzi, ironia a parte, era meravigliosamente affiatato. Mai un litigio da sedare, mai un maschi contro femmine, mai un grandi contro piccoli. Tutti a giocare a calcio nel campetto del castello e poi tutti insieme in gita e nelle camerette.
  • I nostri amici sono dei genitori generosi (lo dico qui, ma nessuno di loro legge il mio blog!). Per i ragazzi hanno organizzato le olimpiadi di Saint-Aunay (salto in lungo e in alto, corsa, lancio del vortex); ad ognuno, anche i non partecipanti, una medaglia celebrativa; in più, svariate sessioni di mercante in fiera, partite di calcio in cui tutti, anche i bambini in età da asilo, hanno giocato fianco a fianco con chi va alle medie. Dulcis in fundo, l’ultima sera le piccole del gruppo si sono esibite in una coreografia originale, impreziosita da braccialetti fosforescenti, con la coreografia delle due ragazzine più grandi.
  • La vita relax degli adulti cominciava alle 22, quando finalmente, scaricati i figli nei loro letti, si iniziava a cenare.

In tutta sincerità non posso definirla una vacanza rilassante, forse anche a causa della tenera età dei miei figli. Ma penso che a loro abbia fatto molto bene stare insieme agli altri tutto il giorno e ricevere così tanti stimoli. L’anno prossimo saremo più preparati a quanto ci attende e lo rifaremo. Sempre che si riesca a trovare una casa con 30 letti!

 

P.S.: SE VI INTERESSA VISITARE L’AUDE, il territorio dei Catari, questo è il link

By the way, la campagna francese è un posto dove molto spesso capita di fare incontri di questo tipo…

e nessuno ha niente da dire, anzi!

 

  1. emily
    emily04-19-2009

    finalmente sei tornata cominciavo a preoccuparmi!!! mancavate tu e piattin all’appello.
    sono felice che sei riuscita a finire la vacanza, almeno 3 giorni!!!!
    bello l’esperimento, a me piacerebbe tanto una cosa del genere, il marito sclererebbe alla seconda ora, lui e l’orso marsicano hanno molto in comune!!!

  2. lorenza
    lorenza04-19-2009

    secondo me la condivisione dei compiti genitoriali è una gran cosa!!

  3. Jolanda
    Jolanda04-20-2009

    Menomale che alla fine sei riuscita a raggiungere gli amici! Benissimo! E sembra anche che vi siate divertiti… Certo che una vacanza in castello francese me la farei volentieri pure io! Ciao, Buonanotte!

  4. MammaTuttoFare
    MammaTuttoFare04-20-2009

    Belle esperienze queste, sicuramente poco rilassanti ma vuoi mettere con quello che ti lasciano dentro?

  5. Igraine
    Igraine04-20-2009

    Ma che bello! Anche noi abbiamo parecchi amici con figli ma per ora non siamo riusciti a riunirli per una vacanzona. I vostri sono amici “storici”, immagino.
    Bacioni e complimenti..

  6. piattinicinesi
    piattinicinesi04-20-2009

    è una regione bellissima, piena di fascino, anch’io la amo molto.malgrado la stanchezza deve essere stata una vacanza bellissima. sicuramente con figli dell’età dei miei sarebbe molto meglio, praticamente sarebbero annullati nel gruppo!

  7. M di MS
    M di MS04-20-2009

    piattini: sì, penso anch’io che per gli amici con i figli più grandi sia una vacanza che scorre tranquilla. L’Aude è un bellissimo posto, con una campagna stile fiabe di Perrault.

    Igraine: sì, sono imprese che riescono solo con affiatamenti 25ennali. Madonna, come siamo vecchi!

    MammaTuttoFare: è vero, ti òasciano dentro una bella sensazione, anche se la sera sei stanchissimo.

    Jolanda: e adesso vai con il w-e toscano all together!

    lorenza: hai ragione. Infatti a tutti sembrava di fare pochissimo.

    emily: ti confermo che il tuo camper sarebbe stato benissimo in giardino!

  8. wwmom
    wwmom04-22-2009

    che invidia.non ho abbastanza amici con figli con cui condividere queste esperienze. e spesso siamo noi ad essere troppo lontani per poter organizzare qualcosa del genere…mi ricordo gite così quando ero piccola io, insieme ai cugini e ai figli degli amici dei miei genitori. me li ricordo con grande allegria!!vedrai che anche i tuoi figli terranno dei gran bei ricordi…

  9. my
    my04-22-2009

    dai che bello!
    sinceramente, per ora, faccio molto fatica a relazionarmi con altri genitori.
    quasi sempre non hanno il nostro stesso modo di vedere “le regole” (manco io fossi hitler), tipo bambini di due anni che vanno a dormire “quando hanno sonno” (cioè mai!), cosa che porta a far si’ che il tempo degli adulti non c’è mai……e di conseguenza cosa usciamo/andiamo a fare?

    va bhè spero che in futuro diventero’ più tollerante!

  10. giuliana
    giuliana04-22-2009

    a me le pale eoliche piacciono un sacco, figurati!ma… l’alfabero coi rutti???!!!

  11. M di MS
    M di MS04-22-2009

    wwm: anch’io ho dei bei ricordi sulle vacanze di gruppo quando ero piccola. Il massimo è quando i bambini vanno tutti d’accordo tra loro. Cmq sono gli ex compagni di scuola di Marito, con i miei amici sarebbe impossibile organizzare una cosa del genere.

    my: sì, bisogna essere tutti coordinati, altrimenti hai sempre la piccola pesta che ti tira per la giacca.

    giuliana: ma dai, nom dirmi che una socio-studiosa come te non conosce l’alfabeto coi rutti!!!

  12. alleg67
    alleg6704-23-2009

    meno male che sei riuscita a partire almeno per qualche giorno!!
    stuopenda quella zona della Francia vero?
    esperimento direi riuscitissimo a quanto sembra…
    io non riuscirei mai covincere mio marito a fare una cosa del genere..
    bravi!! approfittatene, pensa che bei ricordi per voi e pr i vostri bimbi!!

  13. Igraine
    Igraine04-23-2009

    Perché con i tuoi amici non potresti? Dimmelo dai che così mi consolo un po’!
    baci
    Igraine

  14. extramamma
    extramamma04-23-2009

    Molto interessante, grazie per il link, io vado sempre a Bandol e a Parigi sarebbe anche ora di allargare gli orizzonti! Sembra proprio un esperimento riuscito in pieno 🙂

  15. la Meringa
    la Meringa04-24-2009

    Ma insomma, non riesco a capire come tu possa fare ad andare in vacanza con 30 amici e nessuno di loro legga il tuo blog!Complimenti però, bella esperienza!

  16. M di MS
    M di MS04-24-2009

    Meringa: ti sembrerà strano, ma c’è gente – la maggioranza, noi siamo una minoranza – a cui di internet e dei blog non importa niente! Alcuni lo sanno che ho un blog, ma gli interessa talmente poco che non mi chiedono nemmeno l’indirizzo.

    extramamma: sì, mi sembra un posto adatto a te e alle girls!

    Igraine: perchè molti non hanno figli! Molto semplice;)

    alleg67: puoi anche non credeci, ma in autostrada sono passata da Nizza, o Nice, come dici sempre tu, e ti ho pensata! Potenza dei blog.

  17. Mamma in 3D
    Mamma in 3D04-24-2009

    Solo una nota sulle pale eoliche. Quest’estate ci è capitato di attraversare la Germania da sud a nord in automobile: anche lì si incontrano frequentemente questi “giganti silenziosi”, che non mi pare deturpino il paesaggio e sicuramente fanno pensare a quante brutture inutili si incontrino invece nelle nostre campagne.

  18. valewanda
    valewanda04-24-2009

    era il resoconto che aspettavo! Voglio organizzare pure io!
    Un bacio

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