Mio figlio non è un genio, ma ha i suoi tempi.

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Mio figlio non è un genio, ma ha i suoi tempi.

– Mamma, ma a scuola non mi fanno fare i numeri! Io voglio fare i numeri! Voglio fare gli esercizi che faccio a inglese il pomeriggio, io voglio scrivere!
Sembrava assonnato ed assente il mio bambino stamattina, mentre lasciava affogare i suoi cereali nel latte. E invece mi ha stupito con questa uscita, pronunciata con grande enfasi.

E ha colpito nel segno.

Da alcuni giorni io e Marito ci interroghiamo sul futuro scolastico di Fagio, che ha 4 anni compiuti a maggio e da settembre frequenta il secondo anno di asilo presso la scuola comunale di zona. Una scuola del centro, con una buona fama, apprezzata dai genitori, tutti professionisti, che ne parlano bene ai giardinetti.

Noi siamo nuovi della zona e della scuola. Il primo anno di asilo Fagio lo ha frequentato in una scuola privata di un altro quartiere. E prima ancora c’erano stati il baby parking e il nido privati.

Come dico sempre, l’inserimento nella scuola pubblica non è stato solo del figlio, ma anche dei genitori. Abituarsi alla scuola pubblica non è stato facile, molte le differenze. Spesse volte mi sono chiesta quali fossero le differenze “di sostanza” e non solo “di apparenza” e purtroppo a distanza di alcuni mesi devo ammettere che nel nostro caso le differenze sono proprio sostanziali.

Devo dare ragione a Giuliana, che fin dall’inizio mi diceva:” Alla fine credo che i bei lavoretti lasciati in corridoio stiano lì per farsi ammirare dai genitori, mentre i nostri bambini avrebbero bisogno anche di altro, mica solo dei lavoretti”.

La dualità pubblico-privato me la trascino dietro quotidianamente anche perchè Buddina non è stata accettata alla scuola pubblica e gioco forza sono stata costretta ad iscriverla nella materna privata più vicina al fratello. Una scuola di suore famosa a Milano per sfornare ragazze-bene che lo stereotipo vuole poi sedicenni maliarde. Pensavo sarebbe stata una scelta temporanea di quest’anno. Invece Buddina ci resterà tutto il ciclo.

Quello che mi chiedo è: ma questi genitori soddisfatti sanno cosa c’è in giro?

E più in generale cosa si aspettano dalla scuola materna?

Perchè qui sta il punto.

C’è chi pensa che il bambino viva il privilegio della non-responsabilità, in un mondo popolato di giochi e fantasia, in cui accostarsi con molta gradualità all’apprendimento strutturato, ai compiti e alla costrizione fisica dello stare seduti in classe. Io per esempio sono sempre stata di questo parere.

C’è poi chi – come Marito ad esempio – è andato a scuola a 5 anni perchè sapeva già leggere e scrivere, che vede questo come un fatto positivo anche se poi fino al liceo si è sentito sempre il più piccolo.

Ma a volte sono i fatti a far decidere i genitori e non i preconcetti.

Nella materna privata dell’anno scorso la settimana di Fagio era così strutturata: oretta di gioco libero e oretta e mezza di laboratorio artistico, psicomotricità, inglese, drammatizzazione (a rotazione con un’educatrice diversa per materia), pranzo e gioco libero nel pomeriggio.

Il laboratorio artistico non era finalizzato solo a all’apprendimento delle tecniche, ma anche a scrivere i numeri, le lettere, le parole. Più in generale il bambino era iperstimolato, ma io ero tranquilla perchè comunque poteva giocare molto.

Oggi, quando vado a prenderlo a scuola, mi mette in mano almeno una decina di disegni, tutti i giorni. Disegni belli, per carità, frutto della sua fantasia, ma anche della grande quantità di tempo libero che ha a disposizione. La riunione di classe con le maestre si è tenuta a metà novembre, fino ad allora noi genitori non avevamo nemmeno ben capito quale fosse il programma didattico. Ci dicono con aria sognante – come se fossero artisticamente ispirate – che i bambini (di 3 e 4 anni) impareranno le coloriture. Ah, bè.

Alle pareti tanti disegni di nuvole ricoperte di cotone idrofilo e in un angolo, per fortuna, un elenco di nomi dei bimbi della classe, così Fagio può mettersi lì vicino e copiare il suo nome per imparare a scrivere.

Il fatto è che ha imparato a scrivere anche i nomi dei suoi compagni, che tutti i giorni mi porta a casa pacchi di disegni, che all’inizio dell’anno mi ha pure detto che si annoiava.

Il fatto è che a me una scuola così sembra un parcheggio.

Stamattina parlo con la maestra e le chiedo gentilmente se può dare a Fagio un foglio con su scritti i numeri fino a 10 o qualche parola semplice, così, da copiare in solitaria.

Mi ha guardato veramente male, sembrava pensasse “ma cosa vuole questa qui?”.

– Mah! Signora, i bimbi copiano il loro nome. Sì, posso anche fare come dice lei, ma poi è un’attività che Fagio farebbe da solo, non so…Queste cose le facciamo l’anno prossimo.”

Ecco, l’anno prossimo. E quest’anno? Se mio figlio ha voglia adesso di imparare? Vuol dire che è pronto per imparare!

Molte cose mi preoccupano di un’eventuale elementare a 5 anni, prima fra tutti la difficoltà di stare nei banchi e la relazione con i compagni.

Però, cavolo, è dura vedere che tuo figlio ha la curiosità spontanea e il desiderio di apprendere e sapere che va in una scuola a basso voltaggio.

Lo so che possiamo fare a casa degli esercizi e imparare insieme, ma il tempo più importante è quello della giornata e poi non siamo soli, c’è anche una sorella.

Ho bisogno di chiarirmi le idee.

Ho solo una certezza: alla scuola elementare Fagio sarebbe il più alto della classe, almeno non si sentirebbe piccolo!

Linkografia:

http://www.smamma.net/2009/02/a-scuola-a-5-anni-i-pareri-degli-esperti/

http://www.altrascuola.org/ArticoloDonnaModerna.pdf

  1. Giuliana Girino
    Giuliana Girino11-23-2010

    Però ho notato che alle elementari preferiscono che i bambini non sappiano ancora ne’ leggere ne’ scrivere per dar loro l’impostazione che utilizzano nella scuola.

    • M di Ms
      M di Ms11-23-2010

      Sì, mamme “più adulte” mi dicono così.
      Mi hanno anche riferito che però poi di quelli che sanno già fare ce n’è sempre e quindi poi scattano come delle garette.

  2. Mammafelice
    Mammafelice11-23-2010

    Sto facendo le tue stesse riflessioni. Sono partita convintissima sulla scuola pubblica, la ritenevo formativa, democratica e blablabla… e se continua così l’anno prossimo iscrivo Dafne alla privata.
    Anche da noi disegni su disegni, pongo e poco altro. Per l’inglese non ci sono soldi, per la psicomotricità non ci sono soldi, per il lavoratorio teatrale non ci sono soldi.
    In pratica la scuola pubblica sta diventando il parcheggio dell’istruzione: facciamo i disegni sui fogli riciclati perchè per il resto non ci sono soldi. Tanto i colori li comprano i genitori.
    Noi stiamo comprando tutto: fogli, carta igienica, tempere, biscotti (i biscotti della colazione sono finiti e il comune non ha soldi!), stoffe di vario tipo, vestiti usati per i travestimenti… Niente, la scuola non ha NIENTE.
    Davvero voglio combattere le battaglie culturali sull’istruzione di mia figlia? No, davvero. No grazie.

    • polly
      polly11-23-2010

      mamma felice, devo dirti la verità: le gemelle sono “veterane” 🙂 della materna e quindi anch’io…e quando ti ho visto partire così entusiasta ho pensato: spero per lei che non debba ricredersi. perchè, io, personalmente, che lo sai bene che sono democratica, se potessi, ecco, le MIE figlie le manderei alla scuola privata e cattolica (e lo sai che non sono cattolica), dove hanno fatto il nido. perchè un’insegnante ogni 10 bambini contro una ogni 30, FA la differenza.

    • M di Ms
      M di Ms11-23-2010

      Bella domanda.
      Pensa che i miei figli non sono nemmeno battezzati e mi sto rendendo conto che la scuola confessionale vicina a casa andrebbe tanto bene per loro. Cosa faccio? La battaglia culturale o li mando ad imparare bene (o in un modo che mi lascia tranquilla) in un contesto sì religioso, ma sapendo che tanto siamo italiani e con un certo tipo di cultura dobbiamo fare i conti? E che anche se ci definiamo laici siamo cattolici romani anche solo per osmosi?

      • Mammafelice
        Mammafelice11-23-2010

        No, la scuola per me è laica. Concordo sul valore della privata, e mi spiace essermi ricreduta così in fretta. Volevo davvero crederci…
        Ma mandare Dafne dalle suore, lei che non è nemmeno battezzata, nemmeno morta.
        Io ho un ricordo orrendo delle suore.
        Possibile che le persone str… le abbia trovate tutte io da bambina?

  3. supermambanana
    supermambanana11-23-2010

    come forse saprai la scuola dell’obbligo in inghilterra comincia a 5 anni, quindi il mio piccolo quest’anno e’ in piena attivita’, ma devo dire che c’e’ un programma nazionale anche per la materna qui e per la fascia da 0 a 3 anni a dire il vero, con gli obiettivi da raggiungere nei vari campi, i bimbi vengono osservati rispetto a queste liste, e le osservazioni fanno parte del report finale che ti danno a fine anno. Ora ogni volta che parlo con italiani mi dicono che si, anche da noi e’ cosi’, quindi non saprei come commentare il tuo post, ma di sicuro so che entrambi i miei sapevano sicuramente scrivere il proprio nome, riconoscere i numeri e alcune lettere, nonche’ forme geometriche, a 4 anni, e ora a 5 anni il piccolo ha da leggere per casa piccoli libretti, con una parola per pagina o cose del genere. Il ‘dare tempo al tempo’ non so se mi trova daccordo, quale tempo poi, le cose che riescono a fare qui in prima sono sconvolgenti se penso a quello che racconti su, ma il problema semmai e’ il fatto di essere l’unico piccolo in una classe di grandi. Detto questo, io sono stata anticipataria, perche’ sapevo gia’ leggere a cinque anni, e sono sempre stata la piu’ piccola in classe, non so se la cosa mi ha influenzata piu’ di tanto, alla fin fine.

  4. supermambanana
    supermambanana11-23-2010

    ho anche un aneddoto di questa estate: la scuola dove sarebbe andato il mio piccolino ha mandato a tutti i bimbi in estate un pacchetto di attivita’ da fare, tipicamente disegni da colorare a tema ‘la scuola’, con il compito per noi genitori di parlare delle varie cose che sarebbero successe e prepararli ad un ingresso migliore (tipo, c’era il disegno su ‘come andrai a scuola’, i bimbi in macchina, in bici, accompagnati dalla mamma eccetera, poi il disegno ‘la mia classe’, con lo spazio cappotti eccetera, cose del genere). Beh, portati in italia per le vacanze, mi trovo a parlare con una maestra elementare che guarda i disegni e dice: mamma mia ma come sono dettagliati (erano disegni grandi ma con immagini anche piccole e con i dettagli minuti) noi non diamo da colorare una cosa cosi’ minuta a bimbi cosi’ piccoli! E del resto anche io mi trovo a vedere i libri per colorare per l’eta’ prescolare, che tipicamente hanno in italia una figura gigantesca, con pochi riquadri da colorare e molto spesso con la versione gia’ colorata vicino per il bimbo da copiare (ma perche’ non si puo’ inventare i colori suoi? Trovo la cosa molto annoiante devo dire). Ora non so i motivi pedagogici di questa cosa, quello che so e’ che il mio piccolino (e anche i suoi compagni eh?) colorava molto tranquillamente anche i dettagli piccoli e abbastanza bene nei margini. Boh.

    • M di Ms
      M di Ms11-23-2010

      Sono sempre in contatto con la “vecchia” educatrice di Fagio, le ho mostrato i suoi disegni e anche lei mi ha detto che sono molto dettagliati.
      A dispetto delle nuvolone che gli fanno disegnare le maestre nuove.
      Grazie delle informazioni interessanti che mi stai passando.

  5. supermambanana
    supermambanana11-23-2010

    anzi precisazione (scusa il commento compulsivo): la scuola dell’obbligo comincia nell’anno scolastico in cui i bimbi compiono i 5 anni, quindi a settembre entrano in scuola i bimbi che compiranno i 5 anni dal settembre fino all’agosto successivo. Il che significa che di fatto i figli nati in estate entrano in scuola dell’obbligo a 4 anni compiuti da poco (per questi se li ritieni non pronti puoi aspettare l’anno successivo, ma quasi tutti tentano a metterli in scuola nell’anno che spetta, magari aspettando un trimestre ma poi lo fanno)

  6. polly
    polly11-23-2010

    Sono in parte d’accordo con il tuo articolo, per le ragioni che vedi nella mia replica a mamma felice. Però c’è un però.
    Io ero una bambina forse come tuo figlio: a 4 anni facevo scrivere da mia nonna i nomi delle vicine e poi li copiavo, per tutte le elementari ero la più brava (alle medie ho deciso che potevo anche andare a divertirmi anzichè studiare, che tanto i miei se prendevo 10 mi davano della “pecora bianca”).
    Secondo me non ha una grande importanza essere “iperstimolati”. Per carità, se lui è curioso fai benissimo a fargli copiare lettere e numeri: lo faccio anch’io. Ma non sono del tutto convinta che raggiungere Prima degli altri certi traguardi serva veramente a qualcosa. Un certo background culturale arricchisce come persone, stimola la curiosità, d’accordo. Ma come facciamo a dire con certezza che due ore di gioco libero sono “abbastanza”? Sono abbastanza per noi o sono abbastanza per loro? Il gioco libero, ad esempio, non stimola la socializzazione più delle attività coordinate da un adulto?

    • M di Ms
      M di Ms11-23-2010

      E qui sta il punto.

  7. piattins
    piattins11-23-2010

    la situazione varia da scuola a scuola. è chiaro che alle provate girano più soldi, anche dei genitori, e quindi si possono fare più cose. ma qui a roma anche una scuola pubblica del mio municipio o di uno più centrale sono diverse, perché diverse sono le persone. io la mia battaglia politica e culturale la farò finché potrò mandando i miei figli alla scuola pubblica. ma chi comincia adesso si trova una situazione già molto più grave di quella di qualche anno fa. il mio consiglio è di scegliere bene la scuola, perché sono le maestre a fare la differenza. per quanto riguarda l’età a cui si può cominciare ad essere scolarizzati, questa varia moltissimo da bambino a bambino e purtroppo alla fine ti toccherà scegliere da sola quando mandare tuo figlio in prima. (e ovviamente tutti ti diranno che hai fatto la seclta sbagliata, indipendentemente da quello che sceglierai, ma questa è un’ovvietà) coraggio

    • Mammafelice
      Mammafelice11-24-2010

      E come si fa a scegliere la scuola?
      Magari si potranno scegliere le elementari, non so… ma l’asilo non si può scegliere!
      Qui ci son talmente pochi posti che è già un miracolo entrare in una qualsiasi lista.

    • M di MS
      M di MS11-24-2010

      I tuoi commenti hanno sempre un valore terapeutico. Tipo vecchio saggio che scende dalla montagna con il bastone di Mosè.

  8. Mamma Cattiva
    Mamma Cattiva11-23-2010

    Sull’anticipo non mi sono mai posta il problema. Sia Leo che Picca sono nati in autunno e per quanto svegli e curiosi non li vedo così avanti da pensare che dovessero iniziare la prima a cinque anni. E ti dirò, con il beneficio del dubbio, che se avessi intravisto delle precocità avrei cmq lasciato i tempi previsti dalla ns scuola perché, mia personale opinione, sull’apprendimento non c’è fretta. Quanto alla scelta tra pubblico e privato, in questa regione, ma leggo da MF che Bologna l’ha fatta ricredere, anche su questo non mi sono posta il problema perché sia a BO che a PR mi trovo a vivere un’oasi felice. Nella scuola di L e P (comunale) c’è un programma articolatissimo pieno di stimoli: laboratori, inglese, botanica, teatro a secondo dell’età. Le maestre esprimono una posizione nettamente contraria all’anticipo e ho scoperto che non la motivano solo con la questione dell’ogni cosa a suo tempo ma dicono che i grandi sono utili all’accompagnamento dei più piccoli, hanno i loro compiti nella comunità eterogenea. La scuola x me deve essere laica quindi ok privata quando la pubblica è carente ma no, grazie a suore e preti. Per la religione c’è il catechismo o ancor meglio sarebbe un luogo dove ti insegnano la storia delle religioni. Mondo ideale, vabbè…

    • M di Ms
      M di Ms11-23-2010

      Quello che ho scoperto recentemente è che la scuola pubblica, che dovrebbe offrire il massimo della standardizzazione, è invece maggiormente soggetta alla variabile umana, all’impegno delle maestre e ovviamente anche agli scarsi fondi. Buon per te!

      Quanto alla laicità, anch’ìo la preferisco, non è che mi sono convertita sulla via di Damasco. Ma a volte le cose sono più banali di quanto sembri. Per es. se le uniche scuole private vicine a casa sono confessionali. Purtroppo anche questo va valutato.

  9. Smamma
    Smamma11-23-2010

    Il passaggio dal nido privato alla materna statale per noi è stato un trauma, il declino delle illusioni. Con altri genitori, abbiamo dipinto perfino l’aula, dato il contributo volontario e regolarmente portiamo blocchi e simili. Sono rimasta sconcertata non solo perché non ci sono i soldi per psicomotricità e inglese ma perfino perché manca lo spazio per farli dormire (ci vorrebbe un’aula in più) e quindi tutti saltano il pisolino e se crollano li accatastano alla meno peggio. Ma ho scelto quella scuola, nonostante tutto, per il giardino, uno splendido giardino dove giocano insieme tutte le classi anche due volte al giorno. Anche mio figlio arriva tutti i giorni con il suo foglio di carta riciclata e un disegno ma è contento. Contento dei compagni, contento di uscire in giardino a fare lo scivolo o il castello, contento di mangiare con gli amici. Mio figlio ha bisogno di sfogare energia e di socializzare e, in questo senso, quella scuola è perfetta. Quindi, al momento e con tutti i limiti del caso, va bene così. Il vero problema è che le uniche alternative possibili, le private per intenderci, sono cattoliche e anche io, come voi, non ho battezzato mio figlio né intendo mandarlo a una scuola confessionale. Eppure, sarò “incoerente” ho acconsentito a che mio figlio frequenti l’ora di religione: sarebbe stato l’unico dell’istituto a dover essere allontanato e sinceramente credo che qualche racconto biblico non possa fargli più male del sentirsi un escluso e un reietto senza comprenderne bene il motivo. Sono pronta a combattere certe battaglie ma non sulla pelle di mio figlio, come dice anche MammaFelice. Un post e dei commenti che toccano un argomento che mi sta davvero cuore, grazie. Purtroppo, credo abbia ragione Piattini: per chi come noi è agli inizi dell’avventura scolastica non sarà una strada facile. PS: grazie per il link

    • M di MS
      M di MS11-24-2010

      Anch’io sono incoerente come te!
      Quando l’avevo iscritto avevo messo che non avrebbe frequentato l’ora di religione. Poi ho scoperto che i bambini “atei” sarebbero stati in corridoio con la maestra. Ti rendi conto? Allora lo lascio dentro a sentire le favolette sugli angeli, che intanto lui si fa i i fatti suoi.

      • Smamma
        Smamma11-26-2010

        Tu sei avanti. Il mio sarebbe stato in guardiola con la bidella, dimmi tu. Allora anch’io lo lascio dentro, di tre mesi di ora di religione il dato che l’ha più segnato è che “c’era questo Francesco che parlava con i lupi, anch’io voglio parlare con i lupi mamma”… al momento va bene così 😉

        • M di Ms
          M di Ms11-26-2010

          Infatti!
          Ti dico solo che se gli chiedo se c’è una terza maestra che fa religione lui mi risponde di no.

  10. Mamma Cattiva
    Mamma Cattiva11-23-2010

    Soprattutto a Milano.
    Però la standardizzazione me l’aspetterei anche nella privata. Perché solo nella pubblica?
    Ergo anche nelle private vale la variabile umana e l’impegno degli insegnanti. I fondi magari sono di più…mah, pure qui dipende…
    Errata corrige “che debbano iniziare la prima…” oh, MC, ma che scuole hai fatto? 😉

    • M di MS
      M di MS11-24-2010

      Sì, anche nella privata.
      Dal mio punto di vista sai qual è il punto? Alla privata, compro tot ed effettivamente mi vendono tot. Alla pubblica pago le tasse e non so cosa mi capita. Ma anche se lo sapessi non potrei fare molto per influire sul risultato. E’ il terno al lotto che non posso accettare.

  11. worldwidemom
    worldwidemom11-24-2010

    in america funziona più o meno come in inghilterra e come ha molto ben descritto supermambanana. E all’asilo comunque cominciano sì ad insegnare un pochino a scrivere, le forme geometriche, numeri…quindi probabilmente anche io mi fare le stesse domande. Forse dipende anche dalla scuola e sicuramente nelle private girano ovviamente più soldi…

    • M di MS
      M di MS11-24-2010

      Sì, credo che a scuola a 5 anni ha senso se a 4 fai un po’ di prescolastica. Allora tutto è coerente.

  12. lorenza
    lorenza11-24-2010

    Ho due cicli di scuola materna e due scuole materne diverse “sulle spalle” e posso dirti che sì, l’impegno e la capacità (nonché il programma didattico) variano enormemente in base alle maestre, senza alcun controllo e senza alcuna standardizzazione. E credo anche che questa sia la grossa differenza tra scuola pubblica e scuola privata (io ho frequentato sia scuole pubbliche sia private, l’Ing. è ferocemente pro scuola pubblica e quando sente parlare di scuole private gli viene l’orticaria): nella scuola privata non si impara meglio, o di più, e non ci sono necessariamente insegnanti migliori. C’è (semplicemente?) un’attenzione diversa all’alunno, una diversa organizzazione, ed un diverso utilizzo delle risorse.
    Fagio compirà 5 anni a maggio, sei sicura che (anche nelle scuole private) te lo prendano in I elementare? Nella scuola (pubblica) di mio figlio fanno una lotta feroce ai bimbi anticipatari, non tanto per i risultati alle elementari (esattamente in linea con gli altri) ma per le difficoltà che poi i bimbi rischiano di incontrare alle medie e al liceo.
    Se vuoi toglierti ogni dubbio, forse potresti andare a fare una serie di chiacchierate con: i presidi delle varie scuole (private) vicine (il preside avido e desideroso solo di avere una retta in più lo sgami subito), una psicologa dell’infanza, la pediatra (se ti fidi).
    Last but not least: considera anche l’orario scolastico. Mio figlio è nato il 27 dicembre, per cui è di fatto andato a scuola “naturalmente” a 5 anni e mezzo sapendo leggere e scrivere, in stampatello, sapendo i numeri ed avendo elaborato il concetto ed il simbolo di infinito. Ma quando usciva alle 16:30 era un bambino isterico e distrutto, e per tutto il primo anno ho benedetto il fatto che facesse il modulo, con due uscite alle 13. Ha vissuto di rendita per 1 anno e mezzo, e ora sta capendo che se vuole raggiungere un risultato deve anche impegnarsi. Ma, a 8 anni, mi sembra una sfida accettabile.
    Insomma, non so se ho creato più casino o dato qualche utile spunto di riflessione. Alla fine, se Marito è andato a scuola a 5 anni, credo che lui possa essere un buon metro di giudizio (tolta l’innata propensione dei padri a ridisegnare a propria immagine e somiglianza i figli maschi… Marito non mi uccidere, ma da queste parti è così! ;))

  13. M di MS
    M di MS11-24-2010

    Anch’io penso che l’orario scolastico possa essere un punto fortemente a sfavore dell’anticipo, è uno dei miei principali dubbi.

    Certo che Marito si riflette nel figlio, anche se ogni tanto lo chiama pure con il nome del fratello minore.
    Hai colto nel segno!

  14. M di MS
    M di MS11-25-2010

    Aggiornamento: abbiamo risolto, nessuna decisione gravosa. Persino le scuole private, se parificate, NON possono accettare bimbi nati oltre il 30 aprile. Fagio è nato il 3 maggio, quindi ce la prendiamo in saccoccia!

  15. Margot
    Margot11-26-2010

    Forse è meglio così, non avere la spada di damolce di una decisione gravosa sulle spalle, però questa regola toglie un pò di libero arbitrio. Mi spiego meglio. Ultimamente faccio la babysitter ad un bambino che ha fatto la famosa “primina” essendo nato a gennaio, quindi adesso frequenta la terza elementare ma dovrebbe (anagraficamente) andare in seconda. Ecco uno dice, sarà un geniaccio, oppure sarà in pari con gli altri suoi compagni, e invece no, prende brutti voti nonostante sia un bravo bambino e in questi pomeriggi sto facendo una fatica assurda per farlo studiare e per fargli entrare in testa due concetti. Dall’altra parte ho il mio bambino storico che ha 10 anni ed è un geniaccio, è arrivato a scuola che sapeva già leggere e scrivere, ma è di maggio e non ha potuto fare la “primina” e adesso a scuola si annoia un pò….. Questione veramente controversa quella della frequentazione anticipata della scuola, ed è un pò triste che sia così regolamentata senza poter considerare caso per caso le diverse situazioni.

  16. M di MS
    M di MS11-26-2010

    Chi lo sa se il geniaccio di 10 anni è tale perchè è un pochino più grande dei compagni e non ha subito forzature a 5 anni?
    Vai a saperlo. l’importante è il risultato. Vorrà dire che alle medie saprà impegnarsi al massimo.

  17. deborah
    deborah11-26-2010

    Ciao, leggo con interesse ciò che scrivi perchè all’ultima riunione sul POF della materna pubblica che frequenta mia figlia (3° anno) si parlava proprio di questo. Tanti disegni e poi…? però concordo con mammacattiva quando dice che dipende dalle maestre- E lì, è un terno al lotto.
    Tanto che la madre di due figli che frequentano sezioni diverse della stessa materna si rende ben conto della differenza tra una classe e l’altra. Ahimè, noi non siamo state fortunate.e non solo per il non-programma. Il secondo anno , davanti ai bambini, una maestra ha spintonato l’altra e le ha urlato:”Qui comando io!” Da allora, dopo che la maestra è stata allontata, si sono susseguite una serie di supplenti anche per pochi giorni ciascuna. L’ultima, dovrebbe rimanere fino a fine anno. La scuola si trova in un’isola di Venezia, questa maestra viene da Verona. Se resiste al viaggio fino a giugno è un’eroina.
    Però , da gennaio, i nostri figli frequenteranno, all’interno dell’orario scolastico , un corso di danza educativa e un corso di teatro. Naturalmente pagano (anche se i prezzi sono modici) i genitori.
    Ormai, dunque, per avere qualità garantita, anche nel pubblico, si paga.
    C’era stato proposto anche un corso di inglese a pagamento, ma ci pareva francamente eccessivo. A quel punto, davvero conviene una privata.Abbiamo risolto garzie alla disponibilità di una mamma madrelingua, sempre che la scuola(è paradossale) lo consenta.
    Scusate se mi sono dilungata, ma c’è un’ultima cosa che mi preme sottolineare.I compagni di classe di mia figlia hanno (quasi tutti) realtà familiari solide alle spalle. E per fortuna! perchè , a conti fatti, la scuola risulta del tutto inadeguata al suo fondamentale compito di supporto alla crescita di cui dovrebbe farsi carico.
    P.S. Il giardino della nostra materna è in condizioni pietose. la municipalità dice: non ci sono soldi. Allora il papà di una bimba, che fa di professione il giardiniere, si offre di sistemarlo gratuitamente. Niente da fare. permesso negato. E i nostri figli continuano a giocare in mezzo alla polvere. Se il giorno prima è piovuto, il fango impedisce di uscire.

    • M di Ms
      M di Ms11-26-2010

      Innanzitutto benvenuta Debora, visto che mi sembra la prima volta che commenti il mio blog!

      Quello che dici mi fa una gran rabbia perchè c’è chi può permettersi la scuola privata, e risolvere così tutti i problemi, e chi no e dunque si deve accontentare di un servizio di serie B. Dico un’ovvietà.
      E poi anche chi può, ma paga le tasse, ha diritto di pretendere una buona scuola pubblica.

      Da noi – non si sa come – ci sono dei volontari che fanno conoscere gratuitamente degli strumenti musicali ai bambini (arpa e violino). Ogni tanto le maestre ci chiedono 2 o 3 euro per organizzare una festicciola in giardino. Naturalmente abbiamo portato pennarelli, carta etc. e creato un fondo cassa. C’è di buono che la scuola è ben tenuta e non manca la carta igienica.

  18. deborah
    deborah11-26-2010

    A proposito, comunico una notizia che potrebbe essere interessante, visto che molte mamme propendono per il privato, almeno che sia “privato consapevole”
    I 300 milioni di euro che verranno tolti agli stanziamenti del 5 per mille, di cui si parla molto in questi giorni(e su cui gli italiani avevano già fatto una scelta ben precisa ) andranno, oltre che ai giornali di partito, anche alle scuole private, confessionali e non.
    Con una mano si toglie al pubblico per dare con l’altra al privato e sfido che funziona di più poi! Comunque queste sono mie personali considerazioni. Ragazze, io non mollo!Io non legittimo scelte politiche così laide..tanto più che i miei tre anni di medie inferiori alle canossiane tengono mia figlia ben lontana da una simile esperienza;)Ciao a tutte!

  19. deborah
    deborah11-26-2010

    Ah, grazie per il benvenuto, ti seguo da un po’:)

  20. valewanda
    valewanda11-30-2010

    Vero, non ho letto i commenti, pero’ devo dire che la mia sensazione è opposta, dalla riunione con le maestre, che conosco da tre anni, è emerso tutto il contrario. Sono donne piene di iniziativa, organizzano giochi a premi, sit com in cui recitano per coinvolgere i bimbi, insegnano a mettere in ordine, a scrivere, a recitare in un progetto di teatro, li portano in libreria, in giro per il quartiere, ecc. Forse sono una privilegiata, ma in quest’asilo è così!

    • M di Ms
      M di Ms11-30-2010

      Buon per voi!
      Io invece penso che non sia nemmeno questione di asilo, ma di classi!

  21. akari
    akari11-30-2010

    Ciao, mi sento di intervenire perché la mia esperienza è esattamente il contrario, ci stiamo trovando meglio alle scuole pubbliche piuttosto che alle private. Materna statale il “grande”, nido comunale la piccola.
    Ma son convinta che è esclusivamente questione di “fortuna” relativa non tanto alle scuole, anche se sicuramente incide, le disponibilità economiche aiutano l’attuarsi di progetti integrativi, quanto alle maestre che si incontrano.
    Certo tra le scuole pubbliche ho fatto una scelta, cercato quale fosse la più indicata, ma la vera fortuna è la maestra appassionata e di esperienza che non forse avrei incontrato nella sezione accanto.
    Poi certamente 25 bambini con una sola insegnante son difficili da gestire, la carta igienica manca, i genitori sono coinvolti in lavoretti di ristrutturazione.
    Però davvero ritengo sia esclusivamente una questione di fortuna, sono certa che tutte abbiamo esperienza di un prof che vi ha fatto amare una materia e di uno sfaccendato che ve ne ha fatta odiare un’altra. e questo capita sia nel privato che nel pubblico.
    Che poi la cultura e la riforma nella scuola italiana si stiano completamente abbandonando è ahimè tutta un’altra storia…
    Ho divagato troppo?

  22. M di MS
    M di MS11-30-2010

    Per niente!
    E’ che la fortuna è cieca 🙂

  23. Trasparelena
    Trasparelena11-30-2010

    come Akari anche noi ci stiamo trovando benissimo alla materna pubblica (statale, non comunale, che è un po’ diverso)
    OK portiamo la carta e i pennarelli e il sapone e lo scottex.
    Però i bambini fanno un sacco di attività. 3 mattine a settimana fanno i lavori suddivisi per fasce d’età, e il programma di fascia è molto articolato. una delle tre mattine fanno “corpo-movimento” che è una psicomotricità più guidata, più adatta ai piccoli. Lo scorso anno (3 anni) il programma prevedeva il corpo umano e il concetto di famiglia. Quest’anno ancora non ce l’hanno presentato perchè i primi mesi servono di inserimento e i bambini non vengono suddivisi per età, però sui 3 anni dicevano che li porteranno a trovare la risposta a “cosa farò da grande?”
    Nell’attesa di iniziare le attività di fascia, in classe stanno facendo le lettere, la scorsa settimana infatti mia figlia (4-enne) mi elencava le parole che iniziano per B.
    Insomma io sono soddisfattissima di questa scuola!

    • M di Ms
      M di Ms11-30-2010

      Per curiosità: in che regione vi trovate?

  24. akari
    akari12-01-2010

    io sono a Roma, in un quartiere carino ma non up, che magari qui fa la differenza comunque ;D

    Magari devo aggiungere che la scuola di mio figlio è una Montessori e che le classi sono miste con bimbi dai 3 ai 6 anni, forse incide, ma ripeto è una Scuola Pubblica Statale cui possono accedere “tutti” e che tra altre che avevo possibili ho scelto proprio questa dopo essermi informata abbastanza ma non troppo eh! 🙂

    • M di Ms
      M di Ms12-01-2010

      Ora capisco.

  25. akari
    akari12-01-2010

    a Milano non ci sono Montessori?
    o Roma è così diversa?

    ripeto fattore C… 🙂

    (che poi non ti credere mica solo rose e fiori, la maestra ad inizio anno scolastico è stata assente per 3 settimane causa dito del piede rotto proprio a scuola, poi ha avuto la bronchite… tutto questo durante la fase di inserimento che è stata dura in sua assenza!)

    • M di Ms
      M di Ms12-01-2010

      Sì, ci sono le Montessori, ma come tu puoi ben immaginare nella scelta della scuola entrano tanti parametri. Per es. la logistica, per cui ti rivolgi alle scuole di quartiere. A differenza dell’anno scorso adesso andiamo a piedi e poi gli amichetti sono tutti del quartiere. Ci sono anche vantaggi.

  26. Monica
    Monica12-01-2010

    Cara, carissima… Lascia che si annoi! Lascia che desideri! Lascia che ogni cosa raggiunga il suo tempo e non quello imposto dalle mode o da genitori o nonni in in carriera che smaniano di vedere il loro prodigi primi della classe sempre. Ho vissuto in Germania dove i bambini imparano a scrivere a 7 ANNI! Non solo. Tempo scolastico solo la mattina e per TUTTI è previsto il Dopo Scuola con sostegno per i compiti e attività artistiche, sportive ecc. Mica li tengono tutto il giorno sui banchi, seduti, davanti ai libri. Eppure, non mi sembra che la Germania sia l’ultima ruota del carro nell’economia internazionale.
    Il problema è la gestione della cosa SCUOLA da parte dei ministeri di turno. Viviamo in un’epoca in cui saper aspettare è un’abilità che va estinguendosi con drammatici risvolti. Il tutto e subito appartiene ai bambini. Gli adulti dovrebbero saperli condurre per mano e insegnare loro, o meglio mostrare, l’arte dell’attesa. Viviamo in una società di corsa che divora tutto di corsa: giochi, cibo, sesso, amore… Sapersi godere il momento… Di fronte all’impazienza di Alice rispondo sempre Ogni tempo ha il suo impegno e il suo divertimento. Non solo, ogni età ha la sua specialità. L’attesa serve per desiderare, progettare, esplorare. I bambini hanno bisogno di giocare per diventare adulti creativi, anche nella soluzione dei problemi che la vita ti serve sul piatto d’argento. Sono stata solo prolissa, scusa, ma a volte devo farmi violenza per non lasciarmi trascinare da quelle che sembrano bisogni impellenti, ma non lo sono. Alice è andata all’asilo a 4 anni per svariate ragioni (prima laboratori fuori, laboratori con amici a casa, insomma la vita in comunità non le è certo mancata). Avevamo tutti contro, tranne la pediatra che per via delle pluriallergie e delle assurdità del sistema scolastico italiano aveva sostenuto questa scelta. Non si è persa niente. Anzi. Le maestre si sono stupite di trovarla al pari, se non avanti, con gli altri bambini. Anche noi dobbiamo decidere dove mandarla l’anno prossimo, ma noi abbiamo purtroppo altre variabili di cui tenere conto (gestione diete speciali, ripartizione responsabilità tra scuola, insegnanti, scodellatrici, MiRi… c’è da mettersi le mani nei capelli!).
    Inoltre, non vedere tuo figlio solo qui ed ora, ma in prima media, che sarà in classe con quelli maggiori di lui di 1 anno, una vita, con esigenze, pulsioni, richieste che potresti, dovresti, rimandare. Ho finito, ma ti capirò che se apporterai dei tagli! 🙂

  27. Daniela Governatori
    Daniela Governatori01-14-2011

    Mandi suo figlio in un asilo Montessori (che lavori davvero secondo Montessori).

    • Elena Valli
      Elena Valli01-31-2013

      Forse sono fortunata, ma io mando mio figlio in un asilo comunale e mi trovo benissimo. Fanno fare un sacco di attività, ci sono tutte le settimane laboratori diversi, una volta a settimana fanno arteterapia, i corsi di psicomotricità, corsi di inglese, letture di libri, e poi anche se hanno classi miste fanno fare attività differenziate a seconda del bambino, ai grandi quest’anno stanno facendo fare anche esercizi di prescrittura. Insomma davvero un’ottima scuola a differenza di quella privata dove era andato mio nipote.

      • Elena Valli
        Elena Valli01-31-2013

        E poi..perché precorrere i tempi? Hanno cosi poco tempo per divertirsi e annoiarsi, io ero una che sapeva leggere e scrivere e mi ha causato solo problemi. In classe mi annoiavo e mi distraevo tanto

      • M di MS
        M di MS01-31-2013

        Ciao Elena.

        Questo post è stato scritto un po’ di tempo fa quando mio figlio tornava a casa dall’asilo dicendo che in classe si annoiava.
        Con il tempo abbiamo visto che l’anticipo scolastico non era assolutamente la soluzione, però abbiamo cambiato asilo ed è rifiorito. Purtroppo non tutte le scuole pubbliche sono uguali, molta differenza è dovuto a presidi e maestre. Per avere quello che hai tu alla comunale noi abbiamo dovuto pagare.

        • Elena Valli
          Elena Valli01-31-2013

          Si si infatti dico che son stata fortunata..ho visto che il post era vecchio dopo..eheh mi stavo rileggendo un po’ il tuo blog con il nuovo look:-)

          • M di MS
            M di MS01-31-2013

            Grazie.

  28. mammacomeposso
    mammacomeposso02-14-2013

    il mio piccoletto ha solo tre anni e mezzo e viene da un nido privato. io ho sempre sostenuto la scelta della scuola pubblica e comunque non potremmo fare diversamente per motivi economici. però l’impressione di lasciarlo in un parcheggio spesso ce l’ho anche io. e mi dispiace. forse sono una mamma esagerata e vorrei troppo ma ho l’impressione che abbiano come dici tu tanto tempo libero e l’attenzione delle maestre non basti per tutti. non solo, anche i momenti di confronto fra genitori e maestre sono molto risicati e si limitano a due parole sulla porta.

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