Mansplaining fin da piccole
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Mansplaining fin da piccole

Voglio rispetto!

sbraita la mia bambina prima di scoppiare a piangere e buttarsi tra le mie braccia.

Il motivo di tanto dispiacere? Un gioco della verità fatto in famiglia in cui ci si deve dire con onestà quale aspetto dei parenti non ci piace. Dice che secondo lei suo fratello non la prende sul serio quando parla, non la ascolta, la interrompe, non le dà importanza. Dice che non vuole essere trattata come una piccola, che ha diritto di esprimersi, senza interruzioni, smorfie o risatine. Una cosa piuttosto comune tra fratelli, ma sicuramente irritante. Il fratello nega. Io so dov’è la verità e cerco di surfare sulle onde.

Mi si apre il cuore: da un lato la vedo sinceramente affranta, dall’altro resto impressionata dalla sua lucidità: ha “solo” 8 anni.

E poi, con un po’ di amarezza e solidarietà femminile, mi sembra di assistere ad una sua “prima volta”.

La prima volta di tante che le capiteranno nella vita in cui non si sentirà ascoltata fino in fondo, in cui cercherà di articolare velocemente il proprio pensiero in una riunione per non allargarsi troppo, in cui qualcuno guarderà il cellulare mentre lei sta parlando, in cui qualcuno la farà sentire piccola, inferiore, meno importante.

E quando a questo qualcuno verrà fatto notare, allora lui cadrà dal pero, non capirà, si sentirà ingiustamente accusato. Perchè non se ne accorgerà, penserà di essere corretto e rispettoso. E’ un’abitudine.

Non sono solo gli uomini a comportarsi così, certo. Ma quest’episodio accaduto in famiglia mi ha fatto pensare ad un bel video che circola in rete in questi giorni e riflette alcuni atteggiamenti che anch’io ho subito nella mia vita.

Nel video si parla di mansplaining, termine che unisce le parole “man” e “explaining”, che tradotto suona come spiegazione del maschio. In sintesi: ehi, adesso ti spiego io perchè tu, cerbiattina, non hai le idee chiare.

Insomma, un atteggiamento paternalistico e supponente.

E’ veramente difficile crescere delle piccole donne al di fuori dei luoghi comuni. La vera sfida oggi, secondo me, è non farsi appiccicare le etichette, ma soprattutto non appiccicarsele da sole.

Mamme di femmine, leggete questi due post, mi hanno fatto riflettere molto.

Se a parlare è una donna

Ti spiego perchè sei femmina

 

 

Photo Credit: Jay

  1. LibraiaVirtuale
    LibraiaVirtuale05-23-2016

    Non ho 8 anni ma 35, eppure capita molto spesso anche a me.

    Quando sono in riunione con i clienti, dai miei soci (che pure sono mio marito e un suo ex collega, nostro amico, insomma, non proprio estranei) sento quasi emanare un fluido che profuma di “sì, brava, ma adesso fai parlare i grandi”.

    Il peggio è successo un paio di anni fa. L’altro socio aspettava una telefonata da un amico che lavora in Polonia a cui aveva chiesto consiglio per una questione di lavoro. Dopo molte chiamate a vuoto e chiamate perse, questo ragazzo lo chiama sul cellulare proprio mentre lui non può rispondere. Rispondo io, chiedendo di aspettare in linea. Quando passo la chiamata al mio socio, il ragazzo chiede: “Chi è la signora che mi ha risposto?”

    La sua rispostanon è stata “la mia socia”.
    Neanche “la mia collega”.

    No, la risposta è stata “la mia segretaria”.

    • M di MS
      M di MS05-23-2016

      Che rabbia! Spero che tu l’abbia strigliato!

      Tanti anni fa, avevo 26 anni, entro nella mia prima riunione plenaria del nuovo lavoro. Unica donna di 15 uomini. Lo scemo alla mia destra, nord europeo per giunta:”Chi è la pupa?”.

      • LibraiaVirtuale
        LibraiaVirtuale05-24-2016

        Più delusione che rabbia. Una doppia delusione, anzi, quando, dopo averglielo fatto notare, sono stata bollata come la gnègnè di turno.

        Mio malgrado ho dovuto rendermi conto di due cose: la prima è che il mio lavoro passa fondamentalmente inosservato.

        La seconda è che i miei soci considerano un diritto acquisito avere qualcuno a facilitargli la vita. Così come uno di loro chiamava la mamma uscendo dal lavoro dicendo “oggi sono stanco, preparami il bagno” (29 anni suonati), al lavoro immaginano che sia il minimo sindacale che ci sia qualcuno a fare le telefonate che loro non hanno voglia o tempo per fare, che vada a prender loro le raccomandate in posta, che li supporti.

        Forse faccio di tutta un erba un fascio, ma secondo me questi atteggiamenti esistono sul piano lavorativo perché sono troppo radicati nella vita quotidiana.

        • M di MS
          M di MS05-24-2016

          E’ il caso di dire “mansplaining fin da piccolI”.

Cosa ne pensi?