Mamma, guardami!
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Mamma, guardami!

– Mamma, guardami!

Guardami mentre faccio questo salto, guardami mentre ballo, guardami mentre faccio la recita. Potrei andare avanti per un’ora.
Un classico di tutti i bambini: se tu mamma mi guardi io esisto, quello che faccio esiste, altrimenti no. E’ sempre stato così, anche per me quando ero piccola.

Oggi però c’è una differenza, che sembra insignificante ma non lo è: noi genitori abbiamo sempre in mano un cellulare che fa delle foto bellissime. Click! Uno scatto e dopo due secondi posso già godermi il mio bambino immortalato in un sorriso meraviglioso, una piccola prodezza, un momento indimenticabile. Non ci basta più godere degli istanti dei nostri figli, li vogliamo immortalare il più possibile, aumentare a dismisura il numero dei ricordi.

A volte ci ritroviamo nostro malgrado in situazioni surreali: avete presente quando alle recite scolastiche ci prendiamo a gomitate con il vicino per riprendere meglio il nostro attore del cuore? Se per un attimo ci guardassimo da fuori ci troveremmo veramente ridicoli.

Cosa c’è di male? E’ bellissimo!
Quando saremo dei vecchietti con il plaid sulle ginocchia sfoglieremo con soddisfazione i nostri album fotografici virtuali e chissà cosa avranno inventato per quell’epoca! Sicuramente in casa sarà normale avere dei muri al plasma predisposti per farci guardare le foto direttamente dal divano, senza mettere gli occhiali da vista.

Va bene.
Solo che oggi, nel 2013, mio figlio non mi implora più di guardarlo, ma di fotografarlo e filmarlo.
E mi dice, tutto contento: “Sono famoso!”

Cosa vuol dire essere famoso?
Perché un bambino delle elementari deve dirmi questo? Cosa ha imparato da me e dal mondo che lo circonda?

In realtà io non pubblico sue foto o video sui social. Evidentemente il solo fatto di vedersi filmato e fotografato lo proietta in un mondo spettacolare (nel senso etimologico del termine), dove essere ripresi significa essere importanti, esistere. Non esisto più solo perché la mia mamma mi guarda. Esisto perché la mia mamma mi fotografa e mi filma.

I nostri figli sono già digitali, on line per un pubblico.

Sono già pronti a darsi, a condividersi.

Un po’ come noi genitori social, vanitosi e sovraesposti, a volte per lavoro, a volte no. Spesso perché dobbiamo, ancora più spesso perché ormai non ne possiamo più fare a meno.

Meditate gente, meditate.

  1. lucyinvacanzadaunavita
    lucyinvacanzadaunavita11-05-2013

    Hai perfettamente ragione. hai provato a vedere i profili instagram dei ragazzini. La maggior parte ha solo foto proprie. della bellezza delle foto non ne discutiamo… Ho spiegato ai miei figli che è più divertente fare foto anche ad altro, cogliere gli aspetti belli e singolari di ciò che ci circonda. Il punto è che dovremmo stupirci delle cose, agire, vivere a prescindere da FB, Twitter, Instagram e qualsiasi altro strumento di condivisione. Perchè, il famoso carpe diem, il gustarsi l’attimo ce lo perdiamo. Immortaliamo l’attimo ( e noi stessi) per condividerlo, ma noi dove siamo?

    • Luca
      Luca11-06-2013

      Siamo condannati a vedere i nostri bimbi attraverso dei dispositivi elettronici e ci perdiamo ciò che non può essere perso perché quell’attimo non tornerà più e nessuna foto potrà restituircelo.

      • m.
        m.11-07-2013

        Effettivamente abbiamo osservato molti genitori durante le recite armeggiare tablet, videocamere ed altri dispositivi; ci siamo sempre chiesti se tutta quella agitazione e frenesia per stare ai primi posti e fare le riprese migliori consentisse loro di divertirsi davvero. Un solo anno ho provato a fare le foto ma la qualità era così scarsa, lo stress elevato che oramai non ci portiamo dietro neanche il cellulare!
        Preferiamo goderci il momento e quando saremo vecchi e il ricordo sarà sbiadito, riusciremo a rammentare quei grandi e caldi sorrisoni, gli occhi spalancati a dire: “mamma, papà, sono qui, guardatemi”…. :-) :'(

  2. XNativiDigitali
    XNativiDigitali11-07-2013

    Oggi alle 15:30 Marc Prensky sarà ospite a Radio città del Capo… perché non meditare direttamente con lui? perché non condividere qualcuna di queste divertenti e preoccupanti situazioni surreali? http://radio.rcdc.it/archives/marc-prensky-il-padre-usa-dei-nativi-digitali-nei-nostri-studi-127726/

    • M di MS
      M di MS11-07-2013

      Grazie della segnalazione! Partecipo su Twitter e rilancio sui miei social.

  3. Mamma Avvocato
    Mamma Avvocato11-08-2013

    Medito e un pò mi spavento, a pensarci.
    Medito e ti farò sapere.
    Grazie dello spunto.

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