#Liberericette 2013! Cappelletti mantovani ricetta di famiglia

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#Liberericette 2013! Cappelletti mantovani ricetta di famiglia

keep calmAnche quest’anno partecipo a “Liberiamo una ricetta”. L’anno scorso questa iniziativa era nata in modo improvvisato per solidarietà ad un’amica, invece questa volta lo facciamo sia per divertirci sia per una buona causa: tutti i partecipanti doneranno l’equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.

Per una iniziativa così che ricetta potevo mai tirare fuori dal cappello a cilindro?

Pensa che ti ripensa alla fine mi è sembrato giusto condividere quella che è la nostra ricetta tradizionale di famiglia, quella cioè che ci fa sentire uniti il giorno di Natale:

icaplet” (cappelletti) mantovani.

Sono cresciuta osservando mia nonna preparare l’impasto, tirare la sfoglia con il mattarello su una tavola di legno che mio nonno aveva fatto fare su misura dal falegname, istoriata dai segni degli anni. La preparazione di questo cibo prelibato, che mangiavamo solo il 25 dicembre, emanava un certo misticismo e a me bambina sembrava un’operazione difficile e faticosissima, perché – oggi lo so con certezza – mia nonna faceva sembrare complicate le cose più semplici. Insomma, se la tirava un casino.

Oggi mia nonna non è più in grado di cucinare e la cosa divertente è che il suo scettro non è stato raccolto da noi donne di casa, bensì da mio marito. Un manager super impegnato, che non ha alcuna ascendenza mantovana, ma ha una bella qualità: due braccia forti e due manone dotate di un certo prana che scaldano l’impasto che è un piacere!

E quindi la nostra tradizione di famiglia l’abbiamo rivitalizzata eccome, tanto più che a chiudere la pasta inserendo il ripieno ci si è messo con gran divertimento mio figlio di 6 anni. La dimostrazione che se i padri danno il buon esempio anche ai maschi piace darsi da fare.

E dunque partiamo con la ricetta. La nostra ha la particolarità di essere sempre dimenticata di anno in anno, per cui ogni volta ci si accapiglia intorno al tavolo per il numero di uova, grammi di farina, spezie del ripieno. Il presente post costituisce quasi un atto notarile.

–        Prima di tutto il ripieno: 8 etti di scamone (cos’è? Leggete qui) e un paio di salamelle. Il rapporto deve essere 2/3 manzo e 1/3 maiale.

–        Soffritto con scalogno, olio e burro.

–        Metti in pentola la carne e aggiungi vino bianco, pepe, chiodi di garofano, noce moscata (senza esagerare)

–        Fai cuocere il tutto per 1 ora e mezzo

–        Poscia, tiri su la carne e lasci il sugo.

–        Sul sugo grana gratuggiato per assorbirlo.

–        Quindi tutto nel frullatore.

–        E alla fine aggiungi abbondante grana.

–        Il segreto è fare il ripieno qualche giorno prima, perché il riposo esalta il sapore.

La pasta. La pasta deve essere sottilissima, porosa e non scivolosa. Il segreto della buona pasta è lo smanacciamento intensivo a colpi di polso. Vedi foto.

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Ci vuole 1 uovo per etto di farina. Alcuni mettono metà farina  e metà semola. In questo caso, 12 uova per gli 8 etti di carne. Componete un mucchietto di farina e rompete le uova all’interno di un buchetto. Con la forchetta piano piano le inglobate. E poi via di muscolo!

La sfoglia: scoccia ammetterlo, ma oggi la manovella dà ottimi risultati. Se siete dei teocon usate il mattarello, ma non serve più così tanto. Arrivate al livello 5 della pressa.

Poi tagliate in quadratini, inserite le palline di ripieno e chiudete. I caplet NON hanno il buco in mezzo. Siamo a Mantova, non a Reggio Emilia, ca ‘t gnìs ‘n càncar!

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Cottura: a me piacciono al dente. Se li fate cuocere troppo rischiano di essere scivolosi ed aprirsi. Mi raccomando, un buon brodo di gallina nostrana!

cappelletti

Vi sono stata utile? Se volete leggere tutte le oltre 300 ricette che partecipano a questo progetto visitate Mamma Felice.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web. 

  1. Silvia gc
    Silvia gc01-31-2013

    Come dicevo nel mio post, Natalia mi ha fatto l’onore di condividere proprio la preparazione dei cappelletti, intorno a un tavolone, in compagnia, con tè e torte e tante chiacchiere. Gioia pura!
    Ci aveva anche spiegato la differenza tra quelli mantovani senza buco e quelli emiliani.
    Fare i tortellini fa proprio famiglia!

    • M di MS
      M di MS01-31-2013

      Infatti avevo visto le vostre foto su FB e un po’ vi avevo invidiato, pensando a quanto vi stavate divertendo. Preparare insieme i cappelletti e la pasta fresca in generale è sempre la scusa per chiacchierare e pettegolare in un ambiente intimo. Proprio per questo nella mia famiglia non rinunciamo alla tradizione, anzi, per noi è più bello il giorno in cui si cucina del giorno in cui si mangia!

  2. mammachetesta
    mammachetesta01-31-2013

    Anche per noi reggiani son caplet ma hanno il buco dovendo assomigliare all’ombelico di Venere!
    Per il resto uguali uguali (ma a me piaceva quando mia nonna metteva anche la noce moscata!).

    • M di MS
      M di MS01-31-2013

      Oh, e io che volevo creare un bel flame! Chissà se mammaimperfetta ci legge e vuole mettere i puntini sulle i.

      Concordo sulla noce moscata.

  3. natalia
    natalia01-31-2013

    che bella ricetta, conoscevo già quell’esclamazione di tua nonna, e tutte le volte che la pronunci mi sembra di rivedermi ragazzina quando litigavo con il bambino che abitava di fianco alla mia di nonna, e ci riservavamo certe “benedizioni”… rigorosamente in dialetto, li si parlava solo quello :) brava veronica la prossima volta ti aspettiamo a Roma per rifare i tortellini ahaha

  4. valewanda
    valewanda02-02-2013

    E oltre alla ricetta anche il tuo blog e’ bellissimo… Un abbraccio

  5. lucyinvacanzadaunavita
    lucyinvacanzadaunavita02-03-2013

    wow che che ricetta!!! sai che non ho mai provato a fare la pasta ripiena? In casa mia il marito non la ama particolarmente e così… cmq anche io ho io ricordo dei natali passati con la nonna a preparare gli agnolotti. Torino, la grande casa, il tavolo di formica giallo. La nonna ci dava in mano la rotella e ci insegnava a tagliare gli agnolotti…
    Un bacione e … complimenti per il new look!!

    • M di MS
      M di MS02-03-2013

      Grazie Lucy. Gli agnolotti a loro volta sono diversi, con la pasta grossa o sbaglio?

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