Lezioni di vita

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Lezioni di vita

Farmacia interno giorno.

Io e la duenne Buddina al bancone per comperare le medicine.

– Oh, ma che bella bambina! – esclama tutto sorridente Giovane Farmacista con la Evve Moscia, vago accento padovano.

– Grazie, grazie – rispondo tacchina.

– Eh, io vovvei tanto un bambino, ma non tvovo nessuna che vuol favlo!

Lo guardo, è carino, spigliato, dove sta l’inganno?

– Pensano tutte alla cavvieva, al successo. Ma cosa c’è di più impovtante della famiglia, degli affetti?

Eh, se queste labbra potessero parlare. Ma è un discorso lungo, baby.

– Magari vogliono realizzarsi nella professione e poi dopo certamente fare un figlio. Sa, in Italia dopo il figlio spesso ti fregano. E poi anche i padri… – azzardo mentre pago.

– E’ che nessuno vuole più fare fatica! – esclama una vocina che non riesco a capire da dove venga.

Farmacista con la Evve Moscia si gira e guarda sotto il bancone:

– Come dice Ivina (Irina – nda)?

Mi sporgo dietro il bancone e vedo questa signora sui 50, in grembiule azzurro, che, in ginocchio, sta strofinando vigorosamente il pavimento.

– Io vengo da Moldova. Sono laureata. Sono stata per dieci anni deputata al mio paese. E adesso sono qui a fare le pulizie, ma non mi vergogno mica! E’ un lavoro onesto.

Silenzio. Io, da buona occidentale abituata al benessere, mi sento umiliata e sto zitta.

– Guavdi Ivina, la ammivo, la ammivo pvopvio! – esclama con enfasi un po’ stonata Farmacista.

Mah! Uscendo mi chiedo quando gli italiani cominceranno ad emigrare verso la Moldova. Se va avanti così, non molto.

P.S.: scusate, non volevo intristirvi in vista della Pasqua, però a volte sembra che di queste cose parlino solo certi programmi giornalistici in onda a tarda notte e invece no, questa è la realtà che viviamo tutti i giorni.

A ri- buona Pasqua!

 

  1. valewanda
    valewanda04-02-2010

    lo so, lo so, il mio portiere è ingenere in ecuador, e qui la sua laurea è carta straccia e fa le pulizie sulle scale…

  2. Lanterna
    Lanterna04-08-2010

    Mia cognata è laureata in informatica, è stata per 10 anni nella Telecom della Costa d’Avorio, con una posizione ottima. Poi ha fatto la cazzata di voler seguire il (ormai ex) marito in Italia e ha perso tutto. Ha di nuovo riguadagnato un buon lavoro, ma le lungaggini burocratiche per far venire sua figlia in Italia le hanno fatto perdere anche quello (ha aspettato il test del DNA per un mese di più, costretta a stare là). Ora sta avviando una società di import export.
    Qui la sua laurea è riconosciuta (per quello che vale) ma ha dovuto rifare l’esame di terza media per accedere a corsi professionali.

  3. isabelle
    isabelle04-09-2010

    ammazza, quasi il 30%!!! guarda che lo stesso succede in Francia! è proprio triste :(
    Isa

  4. Mammamsterdam
    Mammamsterdam04-09-2010

    Si, ricordo che il mio primo lavoro da laureata in Olanda è stato fare la lavapiatti alle mense per conto di un’agenzia interinale.

    E allora? Perché c’è chi emigra e chi sta a casa, magari a lamentarsi? Perché c’è chi preferisce dire che vuole fare carriera invece di sposarsi e figliare con il giovane farmacista carino?

    Ognuno fa le sue scelte e fa la fatica che ci vuole per pagarle in prima persona.

Cosa ne pensi?