La mia isola che non c’è più

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La mia isola che non c’è più

 

In questi giorni sono molto pensierosa perché devo decidere quale scuola materna far frequentare l’anno prossimo a mio figlio. L’asilo comunale vicino a casa è bellissimo, ma in tutta sincerità parcheggiarlo lì fino alle 4 del pomeriggio in una classe di 29 bambini e un’educatrice non corrisponde alla mia idea di cos’è lasciare il proprio figlio in buone mani.

Si parla tanto di depotenzimento della scuola pubblica, in particolare della rinomata scuola materna di Milano, il che effettivamente non fa una grinza. E così la mia mente torna indietro ai tempi in cui ero io a frequentare l’asilo. A dire il vero non mi ricordo per niente se avessi due maestre oppure una, ma mi ricordo bene della maestra Maria, che era tanto dolce e non mi obbligava a mangiare le verdure. E soprattutto mi ricordo della meravigliosa scuola che ho avuto la fortuna di frequentare: la Casa del Sole del Parco Trotter. Oggi questa scuola si trova in Via Padova, una strada famosa più che altro per il suo degrado e l’elevata presenza di immigrati nord africani, ma ai tempi la via era abitata da milanesi doc e immigrati meridoniali, che vivano tutti insieme appassionatamente in vecchie case di ringhiera, con il bagno sul ballatoio e il cortile pieno di bambini, biciclette, panni stesi. Frequentando quell’asilo io avevo la possibilità di visitare la fattoria, interna alla struttura, con la scrofa e i numerosi maialini, l’asinello e le galline, nonché di mettere le manine nella terra di un piccolo orticello, la cosa che mi piaceva di più. E poi noi bambini avevamo tanto spazio per correre, per giocare con le foglie, per pasticciare all’aria aperta. Durante la bella stagione aspettavamo l’arrivo dei genitori seduti all’aperto. Da lontano vedevo arrivare il mio nonno carbonaio, la bicicletta di ferro pesantissima, la coppola sulle ventitré e lo sguardo sempre un po’ burbero. Lo seguivo per strada, sul marciapiede, mentre lui pedalava accanto a me, fino ad arrivare al portone di casa dei nonni, dove mi lasciava per andare in bottega. Io salivo le scale della vecchia casa di ringhiera e gustavo gli odori provenienti dagli appartamenti, così piccoli che la cucina si poteva intravedere dalla porta aperta sul ballatoio, sentivo tutti i discorsi delle comari amiche di mia nonna, incontravo qualche "sciura" che mi dava una carezza e poi finalmente arrivavo dalla nonna, che mi aspettava per darmi tutti i vizi.

D’estate trascorrevo delle bellissime giornate: tutto il giorno a giocare nel parco dell’asilo, lontano da macchine e traffico, e il pomeriggio sul ballatoio di casa dei nonni, a fare la questua delle caramelle a casa delle vicine, giocare a "mondo" con i gessetti da sarta, spiare dentro le finestre degli appartamenti che davano sul cortile. Mi accorgo solo ora, leggendomi, che volevo fare un post sul mio asilo e invece sono finita a parlare di Via Padova 68 e della mia nonna, il mio paese delle meraviglie, che ora non c’è più.

  1. Igra
    Igra03-03-2009

    Ti capisco, sai? Conosco il parco Trotter, e vedo che anche ora fanno tante belle cose. Quello del rapporto bambini/insegnanti è davvero un problema… Diciamo che il governo fa di tutto per favorire le private, che costano un botto…

  2. extramamma
    extramamma03-03-2009

    Come sei dolce in questo post! Non sembri la stessa che vuole citarmi perchè ho sbagliato a scrivere il nome :-)) nella riffa. Scherzo…e ti chiedo scusa. Sono stata qualche mese fa con un’amica all’interno del parco Trotter e ho visto tutte le cose che descrivi e soprattutto il loro degrado. Doveva proprio essere un luogo magico per i bambini, adesso c’è questa asssociazione Amici del Parco… che cerca di fare quakcosa per salvarlo, speriamo riescano. ciao (sorry again) extramamma

  3. desian
    desian03-03-2009

    Sì in effetti il nostro mondo delle meraviglie non c’è più, un po’ perché non ci siamo più noi-bambini, un po’ perché il mondo intorno è cambiato parecchio: le case di ringhiera chi se le ricorda più?
    Nel frattempo stanno cambiando anche la scuola, che forse deve anche cambiare, migliorare, aggiornarsi ai tempi. La nostra scuola pubblica, quella che si è realizzata in tanti anni, rischia di non esserci più. Con un “semplice” colpo di spugna.
    La controriforma butterà giù l’orario: i giornali di questi giorni sono chiari, malgrado il 90% delle famiglie italiane abbiano richiesto il tempo lungo nelle iscrizioni alle prime, probabilmente non ci saranno risorse per garantire questo tempo e questa scuola… Cosa dovremmo fare?
    Rimpiangere i bei tempi andati o “lottare” facendo sentire la nostra voce, per aver garantito il diritto ad avere ciò che scegliamo?

  4. M di MS
    M di MS03-03-2009

    Igra: costano veramente un botto, soprattutto se devi sommare nido e asilo.

    extramamma: guarda che stavo scherzando, mica mi devi chiedere scusa sul serio! Tornando al Trotter: ma perchè le cose belle costano sempre troppo per le tasche del nostro Stato?

    desian: hai ragione tu, bisogna piantare un casino.

  5. Panzallaria
    Panzallaria03-03-2009

    anche io sono nella fase decisionale (la domanda, per la verità, l’ho già consegnata) e torno con la mente al periodo del mio asilo; io però c’avevo una maestra psicopatica che ci legava col nastro da pacco, così cerco di pensarci poco e provo a fidarmi empaticamente delle maestre delle materne che mi hanno ispirato di più durante le visite…col nido è andata bene e la frollina lo adora, per cui spero funzioni altrettanto con la materna!ciao e buona sceltapanz

  6. Renata
    Renata03-04-2009

    Ho scritto un post tempo fa sulla scelta tra scuola pubblica o privata a Milano sotto l’etichetta “asilo”. Se ti va facci un salto.

    Il mio Marco frequenta la scuiola d’infanzia comunale a Milano, le maestre sono due e la circolare con le modifiche previste per il prossimo anno conferma la presenza di due insegnanti per classe. All’inizo ero molto scettica, per nulla convinta, ora sono contenta e lo dico davvero.

  7. wwmom
    wwmom03-04-2009

    sono dei ricordi stupendi M di MS. Sembra quasi una favola…Peccato davvero non ci siano più posti del genere e che i nostri figli non possano fare di queste esperienze.

  8. Mamma in 3D
    Mamma in 3D03-04-2009

    Ho paura che il paese delle meraviglie non esista più…Però, devo dire, io in questa scuola pubblica credo ancora: i miei primi due bambini sono andati all’asilo comunale, il più grande è già in prima elementare, sempre in una scuola statale.Abbiamo scelto di evitare il privato soprattutto perché i nostri figli conoscessero una realtà sociale complessa, non un ghetto di privilegiati.Siamo stati proprio fortunati: le maestre che abbiamo incontrato sono tutte molto valide, sia professionalmente che umanamente.Ora sono piuttosto preoccupata: il rischio è che per queste persone lavorare bene diventi sempre più difficile.Come fa un paese ad avere un futuro se risparmia proprio sull’educazione dei più piccoli?

  9. M di MS
    M di MS03-04-2009

    Panzallaria: anch’io ho la”puntamento per la materna comunale, ma sono sempre poco convinta.

    Renata: sono venuta a leggere il tuo post. Interessante. Comunque il problema, da quanto ho capito io, è che la compresenza delle maestre c’è, ma per le due ore centrali, tipo dalle 10.30 alle 12.30, il che vuol dire insegnante unica nelle ore topiche delle giornata. Da qui la mia perplessità.

    wwmom: i nostri figli faranno le loro esperienze, speriamo le più belle possibili!

    Mamma in 3D: è come dici tu. Il nostro Stato è troppo impegnato a pagare le pensioni per trovare i soldi per assicurare servizi ai giovani. E noi paghiamo tasse su tasse per ricevere servizi sempre più scadenti. Poi magari ci rivolgiamo il privato e non possiamo manco scaricare dalla dichiarazione dei redditi. Che paese allo sfascio.

  10. Renata
    Renata03-05-2009

    Non insisto perchè può essere che vari da distretto a distretto, cosa peraltro che ho notato in più di una circostanza, per farti un esempio nella scuola d’infanzia di Marco non si usa il grembiule, ho scoperto che in altre scuole comunali di Milano è usato…

    Noi abitiamo in zona: Testi, Zara

    Da me le insegnanti sono due dalle 9 alle 16:00 mentre per il prescuola e il postscuola c’è una sola insegnante. Non nego che a volte Marco mi dice oggi D. non c’era o L. non c’era.

    In bocca al lupo per la scelta.

  11. M di MS
    M di MS03-05-2009

    Renata: grazie. Adesso ci sono 2 insegnanti, la situazione a cui faccio riferimento io è per l’anno prossimo.

  12. emily
    emily03-05-2009

    ti capisco, oh se ti capisco! la mia isola che nn c’è era la casa della nonna paterna: pensati che l’hanno ristrutturata vent’anni fa e ogni volta che ci passo davanti giro la testa x nn guardare…x me li c’è ancora la casa della nonna….

  13. valewanda
    valewanda03-06-2009

    Bravissima, un post stupendo, che evoca mille ricordi, che ovviamente ho anch’io, se ripenso alla mia infanzia. Riguardo all’asilo, se rimanesse com’è, la mia esperienza è solo positiva: Mattia è felice e ha la fortuna di avere delle maestre bravissime. Peccato che l’anno prossimo sarà tutt’altra storia. E comunque, mi dispiace deluderti, ma i posti sono pochi e non c’è molta possibilità di scegliere in che asilo andare, e comunque dipende molto dalle maestre. La struttura può essere bellissima e le maestre pessime, la struttura dell’asilo di Mattia è vecchia ma ci sono maestre brave. Preferisco così… Un bacio
    p.s. la parola che devo digitare è “seni”, ci credi?

  14. M di MS
    M di MS03-06-2009

    emily: che combinazione. pensa che è successa la stess cosa con la cascina dei miei zii. Una volta c’erano le galline e il cagnolino. Adesso se passi ci sono gli appartamenti ristrutturati. Tipo Via Gluck di Celentano.

    valewanda: ho l’impressione che per l’anno prossimo le mamme dei bimbi già inseriti facciano un atto di fede e le mamme dei nuovi facciano una scommessa.

  15. Anfibietta
    Anfibietta04-04-2009

    Ho letto oggi il tuo post e mi hai fatto tornare a mente tanti bei ricordi del trotter! Ci ho fatto materne ed elemetari e mi sono goduta tutti i bellissimi momenti, la fattoria, gli spazi immensi, la banca per i bambini, le gite nel quartiere… che nostalgia!

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