Karate Kid per vincere domani

Karate Kid per vincere domani

Noto che quando si parla di episodi molto concreti nella vita dei miei figli il dibbattito è più vivace e ricevo commenti anche da nuovi blogger che magari mi leggono silenziosamente. Anche quello che ci è accaduto oggi mi offre lo spunto per chiedervi un’opinione.

L’argomento non è nuovo né originale, ma la risposta che da sempre cerchiamo di darci non è facile: le botte. Quelle prese e quelle date o non date, la reazione ai primi piccoli soprusi e violenze tra bambini, specie se maschi, la gestione degli stati d’animo e l’insegnamento che si deve offrire partendo da questi episodi.

Nel giro di 3 giorni mio figlio Fagio, 3 anni all’anagrafe e 5 per sviluppo fisico, nel corso di normali battibecchi tra bimbi è stato pesantemente graffiato in faccia ai giardinetti e oggi, mentre giocava in ludoteca, sulla fronte. E’ tornato a casa così:

 

 

Domanda: ma io come posso insegnare a mio figlio a difendersi?

 

Fagio è un boccalone, uno che cade nella minima provocazione verbale e non, che risponde sempre a parole, anche con molta ostinazione, ma che per carattere ed educazione non alza mai le mani. Per intenderci, le prende pure da sua sorella di un anno e mezzo. Alzare le mani non è nel suo DNA.

Ai giardinetti o in posti diversi dalla scuola ogni tanto accade che qualcuno gli metta le mani addosso e lui subisca. Subisce e si mortifica, ma non fa niente. Piange, sta fermo, esprime a parole la sua rabbia, ma quello che mi sembra abbastanza evidente è che non capisce perché lo debbano menare, che è un’ingiustizia e lui non sa come reagire in modo da sentirsi “risarcito” del torto subito.

Il fatto è che qui secondo me il figlio sente l’insicurezza del genitore.

Perché noi dobbiamo insegnare loro che non ci si picchia, che si risolve a parole, ma poi quante volte abbiamo avuto la tentazione di tirare lo scapaccione o abbiamo commentato il cattivo comportamento di un bambino dicendo “gli ci vorrebbe una sberla”? E poi spesso anche noi abbiamo la sensazione che sarebbe meglio o quantomeno comprensibile rispondere ad uno spintone con uno spintone che pareggi i conti. Eppure a loro dobbiamo dire che non si fa.

Ora, io credo che a questo punto i punti di vista maschili e femminili divergano.

Marito, che faceva da sparring partner a Cognato istruttore di arti marziali, purtroppo non ha dubbi:

  • i bambini sono come animaletti. Con loro bisogna usare mezzi correttivi semplici, in cui la relazione causa-effetto sia evidente.
  • ergo se un bimbo ti mena deve immediatamente capire che riceverà da te una sberla o un calcio che ti farà male allo stesso modo
  • la conseguenza sarà, per una psiche maschile, che ci sarà rispetto. Il rispetto potrà diventare timore, e quindi il bimbo violento starà alla larga, oppure stima, e il tipo violento riconoscerà la ex vittima come un pari grado, cioè un amico.
  • golden rule di mio suocero buonanima: nel dubbio, menare per primo. Forte.

 

Mentre le mie convinzioni di madre non violenta vacillano, giro a voi la patata bollente curiosa di leggervi. I pareri maschili sono i benvenuti.

  1. vania
    vania10-08-2009

    beh, allora mi consolo perchè siamo in due ad avere lo stesso problema… mia figlia ha 2 anni e mezzo e subisce spesso e volentieri… le ho insegnato che non si danno le botte e lei sembra proprio ascoltarmi. Le cose sono due: o sono io che sono troppo “giusta” (nel senso della non violenza), oppure gli altri genitori non seguono abbastanza i loro figli… ma non è detto neanche questo, perchè dei miei amici hanno un bimbo di 1 anno e mezzo che è abbastanza agressivo, e suo papà un giorno mi ha detto:”Spero che inizi presto l’asilo, perchè così troverà il bambino più forte che gliene darà, speriamo, così si calmerà…” Ecco. Per cui non è neanche colpa dei genitori, secondo me è una cosa innata nel carattere di ogni bambino.. forte il consiglio del suocero!! Ah aha rileggersi!vania

  2. elisa
    elisa10-08-2009

    I bambini si menano. E’ una realtà e forse, anche troppo concretamente ho sempre detto a mia figlia che mai deve alzare le mani per prima, ma che se “attaccata” è giusto che si difenda e non venga dalla mamma a piangere. Chiaramente, avendo mia figlia 4 anni c’è sempre un adulto vicino a controllare che la lite non degeneri.
    Si tratta solo di qualche scapaccione con cui i bambini si prendono le misure.
    Non drammatizziamo troppo, neppure quando nostro figlio le prende, altrimenti creeremmo noi stessi la figura del figlio – vittima.
    E poi i sono i correttivi. I bambini cambiano in continuazione. Quindi se un ex pacifico, che abbiamo incitato a difendersi, diventa terminator, come genitori forse dovremo tornare sui nostri passi.
    interessante post, davvero
    p.s.
    le sberle, però, son brutte sempre, non ho mai desiderato che i figli altrui venissero schiaffeggiati, spero di non doverti prendere alla lettera!

  3. smile1510
    smile151010-08-2009

    argomento scottante.
    anche sofia se le prende all’asilo dai dei nuovi compagni di classe. io le ho detto che lei deve andare dalla maestra e dire che quel bambino l’ha picchiata e la maestra deve metterlo in castigo perchè non si alzano le mani. però ammetto anche che non è ancora tornata a casa con lividi del genere. se e quando capiterà mi incazzerò con la maestra. 😉
    e se provassi a parlare a Fagio e fargli capire la differenza tra colpire per primo e difendersi? secondo me pian piano comincerà a difendersi almeno a parole, o perlomeno ad evitare quei bambini più scalmanati.
    però… la golden rule è forte!!!
    facci sapere come prosegue! baci Smile

  4. supermambanana
    supermambanana10-08-2009

    i piccoletti se le danno, a volte prendono, a volte menano, il mio di 4 anni e’ cosi’, quello di 5 e mezzo gia’ un tantino oltre ma bisogna ricordarglielo. Non credo sia una violenza insita, o instillata dai genitori, a questa eta’, quanto un non sapersi ancora rapportare agli altri, un sentire frustrazioni estreme anche per cose che sarebbero in teoria futili. Non mi preoccuperei piu’ di tanto, se menano ancora a 10 anni allora si, ma a 3 anni!!! Certo e’ importante continuare a insistere che non e’ una cosa da farsi, con il mio grande (che e’ quello boccolone a casa mia, e che prende le botte da quello di 4) abbiamo lavorato molto sul: se ti fanno arrabbiare tanto, fermati, girati, e vai dalla maestra. Adesso funziona molto meglio, ma e’ anche perche’ e’ migliorata la sua capacita’ di riflettere e non agire di impulso. Ripeto, mi preoccuperei se i tuoi bimbi fossero piu’ grandi, ma ora no 🙂

  5. Chiara
    Chiara10-08-2009

    La questione è delicata. Io in questi casi mi chiedo sempre che cosa fanno gli altri animali al mio posto. Avendo in casa 4 gatte, guardo loro. Loro prima minacciano verbalmente, poi, se non vengono ascoltate, passano alle mani. Se attaccate, si difendono con la stessa intensità. Se infastidite dai figli, se ne vanno o danno zampate quasi innocue (per dire: mai una delle mie gatte ha fatto un segno paragonabile a quelli sulla fronte di Fagio).
    Quindi? Quindi io lascio che, tra i miei figli, ora che sono di forza equivalente, l’aggressività fluisca liberamente. Insegno loro che cosa fare e che cosa non fare, ma se uno dei due trasgredisce le regole l’altro ha il diritto di difendersi.
    Applico lo stesso principio anche agli altri bambini. Ma per fortuna non mi è mai capitato che uno dei miei figli venisse picchiato in mia presenza, perché credo che avrei grossi problemi a controllarmi. Lo farei, ma il giorno dopo mi partirebbe un embolo, sicuro.

  6. lorenza
    lorenza10-08-2009

    Per certi versi Fagio assomiglia molto a mio figlio… All’epoca, gli feci un discorso del tipo: “Non si deve menare, ma non devi permettere che gli altri bambini ti facciano male”… Insomma sì, in sostanza è la tesi di Marito, rivista forse in termini “non violenti”, mi pare. A dire la verità anche per mio figlio è sempre molto difficile reagire alle provocazioni, spesso subisce e più che altro si rifiuta categoricamente di stare con i bimbi che, diciamo così, hanno un approccio un po’ più “fisico” (creandomi anche una serie di incidenti diplomatici con le altre mamme, ma che ci posso fare?). Però ti assicuro che quando si arrabbia, mena. Forse anche Fagio si arrabbia poche volte… e bisogna stare attenti, quando si arrabbia. In bocca al lupo a Fagio, che trovi degli amichetti come lui con cui fare tanti discorsi, e menare poco le mani (esistono!)

  7. mammamanga
    mammamanga10-08-2009

    Mio figlio all’asilo tornava spesso pieno di graffi, a volte con 5 dita stampate sulla guancia e una volta addirittura con un morso (tipo “orologio” che io mi “stampavo” da sola sul braccio quando ero bimba).Ho sempre cercato di insegnargli che le botte non si danno, non si picchiano gli altri, però se vieni picchiato puoi difenderti. Anche con le mani.Lui all’asilo non ha mai reagito, ha continuato a tornare a casa con graffi e schiaffi.Poi alle elementari ha cominciato timidamente a reagire ai bulletti.L’altro giorno mi ha detto che un compagno (che lo provoca tutti i santi giorni) lo ha preso per la gola e stringeva forte. Lui ha reagito, ha afferrato allo stesso modo il teppistello che ha mollato la presa. Poi mio figlio è andato a chiamare la maestra per riferirle l’accaduto.Io gli ho fatto capire con non deve mai cominciare lui, si cerca di risolvere sempre prima con le parole. Ma se ti menano, caro mio, DIFENDITI!Sbaglierò, ma non avrei saputo affrontare diversamente la questione.Un bacio e scusa lo sproloquio:)

  8. supermambanana
    supermambanana10-08-2009

    ho letto gli altri commenti, e riletto meglio il teorema del Marito. Non sono sicura, ancora, sulla storia del difendersi. Perche’ allora dove si mette il limite? Ci si puo’ difendere da chi mena, e perche’ non da chi insulta? O ci toglie un giocattolo? O fa la spia? E quando noi siamo monelli, allora anche la mamma puo’ menare perche’ si ‘difende’ dalle nostre aggressioni? La logica non e’ ferrea. E guardate che io non parlo da una posizione da mamma Zen, manco pe gnente, che strillo pure io e a volte minaccio pure, e se mi scappa lascio pure partire lo scappellotto al culetto. PERO’ quando mi capita so che e’ stata una mia debolezza e mi scuso immediatamente con i bimbi, dicendo che alle volte capita ed e’ normale che siamo nervosi, tutti lo sono, ma colpire non si fa, non e’ permesso, neanche alle mamme. Penso (penso!!! ohibo’) che vedere la mamma che si scusa sia un messaggio forte sia per far capire che non si fa, sia per non farli sentire troppo in colpa quando invece loro cedono all’istinto di usare le mani. La cosa che cerco di instillare piu’ di ogni altra, in tutto il casino cosmico che e’ la vita mia :-), e’ la serenita’, il non sentirsi male se qualche volta si sbaglia, perche’ come dice la meravigliosa maestra del mio grande, tomorrow is always another lovely day e anche se sbagliamo non ce la dobbiamo prendere piu’ di tanto, e dobbiamo volerci piu’ bene. Cosa che si applica tutta alla mamma in primis! 🙂

  9. pensata
    pensata10-08-2009

    Il problema è comune purtroppo :-(. Ho sempre detto a mio figlio che le mani non si alzano per nessuna ragione ma quando ha cominciato a prenderle mi sono chiesta se era giusto continuare su quella strada, il risultato era che i bulletti si prendevano gioco di lui verbalmente o fisicamente e lui invece tornava piangendo da me. Allora ho cercato di fargli capire che non è giusto picchiare gli altri bambini ma che se viene in qualche modo aggredito fisicamente ha il diritto e il dovere di difendersi.E’ difficile trovare il giusto equilibrio purtroppo, perchè è capitato anche che lui si sia difeso in maniera eccessiva per uno spintone e magari dalla ragione sia passato al torto. Bisogna fargli capire qual’è la giusta misura ma non è per niente facile, comunque cerco anche di fargli capire che se qualcuno lo tratta male evidentemente non è un “amico” e quindi è meglio tenerlo lontano, anche qui però esistono i vari “equilibri” perché può anche capitare di litigare con un amico, può anche capitare di darsi una sberla ma poi si fa pace e si dimentica tutto.Comunque sia se non succede niente di grave non bisogna farne un dramma perché sono bambini che anche attraverso questo imparano a prendere le “misure” con la vita.

  10. Lilla
    Lilla10-08-2009

    Io sono stata una bambina che subiva, perché timida, tranquilla e brava a scuola. Il problema è che chi è un bravo bambino, non violento e non egoista, non ha bisogno di sentirsi dire che non bisogna picchiare. Viceversa, quelli violenti non ascoltano certo le prediche.
    Io credo che questo valga già da piccoli! Mio nipote, ad es., è tornato a casa dall’asilo con un ematoma causato da un morso di un suo compagno. Questo bambino ha il vizio di mordere, a detta delle maestre.
    Lui sceglie una vittima e la aggredisce. Non è che morda perché stanno giocando o litigando! Morde “a caso”.
    A parte le considerazioni che si possono fare sui problemi che possa avere lui, non mi sembra giusto che gli altri debbano subire. Siccome le maestre dicono che non possono fare niente, io ho consigliato a mio nipote di difendersi picchiando pure lui.
    Quindi, in sostanza, sono d’accordo con marito. Uno deve capire che tu sei suo pari, altrimenti è finita. Io, alle medie, ho subito per tre anni!

  11. Mamma in 3D
    Mamma in 3D10-08-2009

    Allora, tra fratelli se le danno, eccome: iniziano un po’ per gioco, come cuccioli, e io li lascio anche fare, finché si sfogano. Poi cominciano gli avvertimenti “Smettetela. Guardate che prima o poi qualcuno si fa male… Basta!”, quindi, immancabilmente, va a finire che esagerano e almeno uno piange. Al che la linea è sempre la stessa: “Quando vi picchiate, avete torto tutti e due. Non mi interessa chi ha cominciato. Nessuno ha ragione, perché le botte non ve le dovete dare”.Con gli altri bambini, invece, non riesco a transigere: per quel che mi riguarda, la violenza va evitata. C’è una distinzione fra chi attacca e che si difende, ma non riesco ad invitare i miei figli a restituire le botte. Piuttosto, consiglio loro di girare alla larga dai bambini che hanno atteggiamenti aggressivi e che, quasi sempre, si fanno riconoscere abbastanza rapidamente.Lo so che può capitare (e che capiterà) che le prendano e le diano… però non voglio essere io ad indicare loro quella via.Questo non penso che significhi crescere dei vigliacchi. Le maestre della scuola materna, all’ultimo anno, mi hanno detto che il mio Bimbo Grande (uno scricciolo minuto dalla lingua lunga) aveva uno spiccato senso della giustizia, che interveniva coi bulletti anche per difendere i più piccoli e che, a parole, sapeva farsi rispettare. Ne sono stata orgogliosa.

  12. Jolanda
    Jolanda10-08-2009

    Bel post, che fa pensare… Non e’ facile controllarsi di fronte al figlio che arriva a casa sfigurato. A me verrebbe una rabbia. Però non si può neppure dire al pupo di menare le mani liberamente. Forse io propendo sul dirgli di difendersi quando e’ il caso, ma di non alzare le mani per primo. Purtroppo però il mio bimbo è grande due volte i suoi compagni e spesso quando si difende è un po’ pericoloso. Questo però l’ha aiutato ad essere rispettato dai compagnetti un po’ più bulli di lui… Direi comunque che un po’ di lotta è naturale, i maschietti si menano sempre un po’. C’è solo da sperare che sappiano limitarsi…

  13. M di MS
    M di MS10-09-2009

    Innanzitutto grazie per tutti i commenti che stiamo ricevendo. Io e Marito li leggiamo avidamente.

    Da quanto vedo si delineano alcune tendenze:
    – i bambini non devono mai alzare le mani per primi, ovvio
    – la reazione alle botte deve essere prima verbale (personale, appello alla maestra), poi fisica
    – se fisica, proporzionale
    – se si sa che un certo bambino tende alla violenza, meglio girare alla larga
    – i bambini si menano, è normale
    – a una certa età però devono smetterla
    – non bisogna drammatizzare se nostro figlio le prende onde evitare l’effetto-vittima

    Ed ora qualche risposta ad personam.
    @supermambanana: (a proposito, che bel nick): secondo me quando estendi il concetto di “difesa” ti ingarbugli un po’. Chiaro che se un bambino, anche un fratello, mi disturba nel gioco o mi sfotte non sono autorizzato a picchiarlo. Io qui mi riferisco solo all’attacco fisico, non ad altre situazioni.
    @mammamanga: scusa de che? Anzi, la tua opinione mi interessa. Finirà che ti copieremo.
    @chiara: carina l’idea di lasciar fare come in natura. Anche se non sempre è sufficiente!
    @jolanda: infatti anche noi contiamo sul fattore “gigantismo” come prevenzione.

    Inoltre.
    Il dibbbattito sulle botte si è esteso all’asilo e alla piscina, visto che le varie maestre di mio figlio l’hanno visto graffiato e hanno fatto domande. Il consiglio è di rispondere con veemenza alla violenza, scusate la rima. Del tipo guardare dritto negli occhi chi ti ha fatto male e dirgli con faccia cattiva “non ti permettere mai più”. Lo scopo finale sarebbe quello di essere rispettato in quanto autorevole secondo la teoria per cui il sopruso viene normalmente fatto a chi ha l’aria più deboluccia.
    Problema: Fagio è molto alto per la sua età e già va in giro con il ditino a guardare dritto negli occhi. Anzi, le prende proprio perché non ci sta e rompe. Anche lui litiga per difendere altri bambini, cosa giusta, però a volte potrebbe risparmiarsela (non sempre è il caso di intervenire nelle discussioni degli altri).
    Soluzione: Marito ha deciso. Al “piccolo” Fagio sarà impartita qualche nozioncina di difesa fisica. Io cercherò di mettere tutti i paletti del mondo, di tenerlo lontano dai bulletti, ma se viene menato avrà il via libera per un calcio negli stinchi.
    Scusate, mi vergogno un po’ a dirlo, ma forse è meglio così.

  14. valewanda
    valewanda10-09-2009

    dunque, è difficile, però la mia linea è questa. Intanto, contrariamente a quello che qualcuno ha detto, non dico mai a Mattia di evitare qualche bambino perché aggressivo, perché credo per principio che ai bambini si debba insegnare a giocare con tutti. Mattia è uno che va a momenti, ma salvo periodi partciolari (vedi nascita dei gemelli), non attacca per primao, ma restituisce sempre. Io mi arrabbio, anche se non ha iniziato lui, perché credo il classico “occhio per occhio, dente per dente” non lasci un buon messaggio. Io dico sempre a Mattia, se qualcuno lo aggredisce, di dirgli che non si fa, spostarsi un attimo, magari andare dalla maestra, o da un grande vicino, ma non restituire.

  15. emily
    emily10-11-2009

    la figlia le prendeva di santa ragione, e io mi inalberavo e facevo la madre offesa con le mamme delle picchiatrici, poi è arrivato il figlio che era uno che le dava e avri voluto nascondermi x nn farmi trovare dalle altre mamme.
    poi sono arrivati i bulletti di paese, i teppistelli che te le danno e che ti sfasciano la bici solo xkè nn parli dialetto e anche il piccolo ha imparato a fare i conti con la violenza.
    le mamme parlano si sgolano in esempi e magari punizioni ma alla fine la vita insegna meglio di tutti.
    lo so che sono sconclusionata ma su questo argomento mi sento punta sul vivo ( ero anche io una ragazzina che picchiava eheheheh)

  16. Lilla
    Lilla10-12-2009

    Io vorrei aggiungere una cosa: qui si parla di maschietti, ma anche le femmine non scherzano, eh!
    Aldilà dei condizionamenti imposti dall’educazione, anche le femmine sono piccoli mammiferi che menano 🙂
    A me piacerebbe leggere il commento di qualche mamma che ha il figlio bullo/aggressivo. So che è utopico, però. Nessuna mamma di figlio bullo lo ammetterebbe mai, nessuna mamma di figlio bullo sarebbe così intelligente da discuterne e ammettere che non sa educare il figlio.
    Lo dico perché, come al solito, a parole tutti dicono di insegnare certe cose ai figli, ma allora di chi son figli i bambini aggressivi?
    Non sono solo i figli di famiglie disagiate o ignoranti: spesso sono figli di persone “come noi”.
    La mia vicina di casa, ad esempio, ha proprio un figlio così: aggressivo, che ruba, ecc… Ma a parole lei è la madre più brava del mondo!

  17. M di MS
    M di MS10-12-2009

    Infatti, la cosa più difficile è parlarne tra genitori. Perchè sgridare un bambino discolo è come sgridare la sua mamma e il suo papà. Cmq confermo: Buddina, 19 mesi, pesta tutti. Una figura…

    Per il resto, sono dispiaciuta che non ci siano commenti di padri. A mio avviso gli uomini la vedono diversamente e sono più diretti nelle loro idee.

  18. extramamma
    extramamma10-12-2009

    Menare non è mai un buon sintomo: sono quei bambini, anche grandi, tipo 5 anni che non sanno esprimersi a parole e quindi comunicano con la violenza. Chiaramente il “merito” è dei genitori che magari li puniscono a loro volta con le botte, quando sono nervosi senza un motivo reale. Questi anche se è brutto penso siano da schivare, perchè comunque quando capita che uno di loro faccia male a un altro bambino, i genitori del piccolo killer sono sempre pronti a minimizzare. quindi per evitare liti e incomprensioni, che non portano a nulla, meglio girare alla larga.

Cosa ne pensi?