Due o tre cose che ho imparato sull’acqua

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Due o tre cose che ho imparato sull’acqua

Lo scorso week-end sono stata invitata, insieme ad altri eco e food blogger, a visitare la fonte da cui sgorga l’acqua Panna (una delle acque del Gruppo Sanpellegrino) e lo stabilimento in cui viene imbottigliata: questo dietro le quinte è stato interessante e oggi posso dire di sapere abbastanza bene cosa c’è in una bottiglia di acqua che si acquista al supermercato.

In questi ultimi anni si parla molto di quale tipo di acqua sia corretto bere, se del rubinetto (la famosa acqua del Sindaco, come diceva mio suocero) o della bottiglia. Le perplessità emergono soprattutto in relazione all’impatto ambientale della plastica e dei costi di produzione e trasporto del packaging, non tanto sulla qualità dell’acqua in bottiglia. Anche nella nostra famiglia l’anno scorso ci siamo dotati della caraffa con il filtro; poi abbiamo letto sui giornali che i filtri sembravano trattenere alcune sostanze utili all’organismo e quindi ci siamo fermati.

Intanto si fa presto a dire acqua di fonte, ma una fonte cos’è? Trattasi di identificare un ruscello, studiare da dove proviene e quindi aiutarlo ad emergere dalle rocce. Una volta isolata questa fonte ed analizzata la sua purezza è necessario proteggerla attraverso un complesso sistema di isolamento, che consiste nell’evitare il contatto con l’ambiente esterno costruendo un piccolo edificio blindato ed allarmato. Inoltre tutti gli ambienti sono in sovrapressione per evitare che l’aria esterna possa venire a contatto con l’acqua (la cd. captazione sicura).

Una cosa che mi ha colpita molto è stato sapere che l’acqua che noi vediamo scorrere impiega circa 15 anni (!) per attraversare lo strato di rocce di cui si compone la montagna, così come la neve che si scioglie lentamente sui ghiacciai.

Intorno alla fonte l’ambiente naturale deve essere il più possibile preservato e selvaggio. A bordo di una jeep noi abbiamo visitato la Riserva che circonda la Fonte Panna (ben 13.000 ettari), attraversando un paesaggio boschivo molto spontaneo, popolato di cerbiatti, fagiani e cinghiali. Chiaramente la coltivazione intensiva o l’utilizzo di prodotti chimici potrebbe alterare la qualità dell’acqua, per cui vi è il massimo interesse al mantenimento dello status naturale del paesaggio.

Un sistema di tubazioni in inox contenente aria sterile convoglia l’acqua così com’è verso lo stabilimento, situato il più possibile vicino alla fonte, in modo che l’acqua imbottigliata mantenga la freschezza originaria.

Visitare uno stabilimento produttivo è sempre un’esperienza istruttiva, a prescindere dal tipo di prodotto. In questo caso la massima attenzione è per la preservazione della qualità dell’acqua e quindi gli ambienti, i processi e il personale ne sono i garanti. Anche noi visitatori abbiamo dovuto attenerci alle regole.

Guardate come ci siamo dovuti vestire per evitare di contaminare i luoghi di lavoro!

Lo scorrimento delle bottiglie durante il processo di imbottigliamento è una delle cose più ipnotiche che mi sia mai accaduto di vedere!

Acqua Panna acquista da un fornitore quelle che ad una prima occhiata sembrano provette in PET. Queste successivamente sono riscaldate e deformate all’interno di una macchina che le rende bottiglie. In un secondo momento avviene l’etichettatura ed infine il riempimento. E’ stato un po’ difficile assistere a questo momento clou, perché avviene in un ambiente chiuso e protetto in modo che nessun corpo estraneo possa penetrare nelle bottiglie. Le fasi successive sono quelle dell’imballaggio in casse subito caricate su camion, per cui i tempi di lavorazione della bottiglia sono veramente ridotti.

Noi visitatori abbiamo anche avuto modo di chiacchierare con la Direttrice dello stabilimento Donatella Cursi (una donna in un ruolo tecnico, una volta tanto) e il Responsabile del Packaging Fabio Chimetto e subito abbiamo rivolto loro le domande che la gente comune si pone sempre in tema di acque minerali:

– Quali sono le differenze tra acqua del rubinetto e acqua minerale?

L’acqua del Sindaco è ovviamente buona e commestibile, ma è trattata con il cloro. Il suo sapore può variare in base agli additivi chimici e allo stato delle tubazioni della propria casa. L’acqua in bottiglia proviene da un lungo processo di filtraggio attraverso le rocce di una falda protetta, quindi contiene sali minerali che possono variare in relazione all’ambiente, ma nella bottiglia finisce solo un prodotto naturale a cui nulla viene aggiunto.

E’ vero che la bottiglia in PET rilascia sostanze nocive nell’acqua?

Dal momento in cui l’acqua è consegnata ai distributori, l’azienda ne perde il controllo ed effettivamente se le bottiglie sono mal conservate (per es. al sole per lungo tempo)  il sapore risulta un po’ meno fresco. Quindi il problema pare essere non tanto nell’utilizzo del PET ma nello stoccaggio prima della vendita al consumatore finale. I NAS effettuano dei controlli nei supermercati per controllare lo stato di conservazione delle bottiglie. A titolo di cronaca anche vetro e alluminio rilasciano sostanze nell’acqua.

Al giorno d’oggi ha senso produrre bottiglie in PET, potenzialmente dannose per l’ambiente?

Circa il 4% del petrolio prodotto viene impiegato per cosmetici, conservanti, sacchetti e plastica in genere. La plastica inquina visivamente e costituisce un problema se le persone la abbandonano nell’ambiente, perchè non si degrada naturalmente e quindi occupa uno spazio fisico che può danneggiare per es. il mare o gli animali. Quindi,  innanzitutto occorre tenere comportamenti virtuosi nel riciclo. E’ stata poi creata una plastica di origine vegetale chiamata PLA, generata da biomasse contenenti cellulosa, tipo il mais. Però questa sostanza ci pone altri problemi di ordine etico: è giusto distogliere potenziale cibo dalle persone per destinarlo all’industria? Per produrre due bottiglie di PLA occorre un piatto di mais, inoltre la coltivazione del granoturco richiede l’impiego di molta acqua.

Il futuro sembra portare i produttori verso l’utilizzo di vegetali di scarto per la creazione di un nuovo PLA, attualmente non disponibile.

Al termine della nostra visita un incontro divertente con il sommelier Vaccarini, che ci ha fatto degustare varie acque minerali senza dirci di quale marca si trattasse. Tutte buonissime, ma in effetti caratterizzate da sapori diversi. I veri intenditori sanno accompagnare le diverse pietanze con l’acqua giusta, ma io – lo confesso – non ho ancora raggiunto questo grado di perfezione!

Ed ecco il video (il processo di imbottigliamento si vede molto bene).

  1. lucyinvacanzadaunavita
    lucyinvacanzadaunavita09-20-2012

    anche mio papà la chiama acqua del Sindaco… beh, è stato un week end ricco da tutti i punti di vista! ciaociao

  2. M di MS
    M di MS09-20-2012

    Ciao Lucy. Mi sono trattenuta dal pubblicare compromettenti foto di gruppo! :-)

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