Donne stereotipi e pubblicità: storia di un post che è servito a qualcosa
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Donne stereotipi e pubblicità: storia di un post che è servito a qualcosa

Come ho scoperto che un mio vecchio post su donne stereotipi e pubblicità ha visto lungo con molto anticipo.

Ho ripescato questo post del 2009, “Le donne non se la bevono”. Ero piuttosto irritata con un produttore di birra per un suo spot maschilista. In sintesi, la birra veniva rappresentata come una bevanda esclusivamente maschile e le donne fuori. Ma fuori veramente, nel senso che alla ragazza di uno dei protagonisti veniva sbattuta la porta in faccia per lasciarla in piedi sullo zerbino, mentre i ragazzi se la spassavano di fronte alle partite. Da brava cliente io mi ero arrabbiata e avevo iniziato a comprare un’altra marca di birra.

(P.S. mi piace leggere questo vecchio post! Mi faccio tenerezza da sola. Mi sembra di incontrare un’amica che non vedevo da tanto tempo. E invece sono io, solo più ingenua ed entusiasta di avere – da pochi mesi – un blog con cui comunicare al mondo le mie idee.)

Sono passati 6 anni, che nell’era web sono un secolo (oltre che per me, visto che da allora me ne sono successe di ogni). Ma questi 6 anni sono un secolo anche in pubblicità. Non credo proprio che nel 2015 uno spot sessista sul consumo di birra sarebbe accettato. Ormai per la gente è normale commentare su Facebook e condividere la propria disapprovazione quando una pubblicità non rispetta le donne o ne offenderebbe una parte (vedi la complessa questione LILT- Anna Tatangelo). Anche perchè le donne la birra la bevono e spesso.

Però, dopo tutto questo tempo, ho la conferma che l’opinione pubblica conta, che scrivere un post conta, che esprimere le proprie idee quando qualcosa ci mette a disagio conta. Perchè?

ImmagineNei giorni scorsi sono stata invitata al Tempo delle Donne, una 3 giorni fantastica organizzata dal Corriere della Sera per parlare della vita delle donne insieme alle donne. Invitata da chi?

Da Assobirra che si è ricordata di questo mio vecchio post (e che mi piace la birra) e mi ha informato che l’associazione nel frattempo ha capito di dover entrare nel Terzo millennio ed abbandonare i vecchi stereotipi. E che la donna in pubblicità non è una bionda in bottiglia da far afferrare a mani maschili per soddisfare una sete simbolicamente somigliante ad altro, bensì una consumatrice da rispettare e soprattutto con gusti propri da interpretare.

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Ed infatti la campagna “Birra io t’adoro” ha vinto il premio nella categoria affissioni di Immagini Amiche, campagna dell’Unione Donne in Italia (UDI) e l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento Europeo, “per aver abbandonato il clichè che fin dagli anni ’60  identificava la birra con la donna”.

Moderava l’incontro la giornalista Daniela Brancati, la prima donna direttore di TG nazionale in Italia (era il TG3 negli anni 90), che ha scritto diversi libri sull’immagine della donna in pubblicità, uno dal titolo molto eloquente: “La pubblicità è femmina ma il pubblicitario è maschio”. La Brancati ha detto molte cose interessanti. Per esempio che secondo lei gli spot pubblicitari con un tono di comunicazione corretto e non discriminatorio per le donne devono essere il più possibile popolari ed accessibili, proprio per parlare al maggior numero di persone ed avere effetti positivi.

Testimonial di Assobirra è anche la mitica Tania Cagnotto, orgoglio nazionale e beer lover, che ci ha raccontato quanto le faccia piacere che i suoi successi sportivi le permettano di essere da esempio a molte ragazze più giovani ed incidere sull’immaginario collettivo delle nuove generazioni.

Devo ammettere che a questo punto io sono stata incontenibile e ho tirato fuori la tifosa che è in me: l’ho ringraziata per averci resi così orgogliosi di essere italiani e soprattutto di avermi dato la possibilità di mostrare non solo a mia figlia, ma anche al figlio maschio, che le giovani donne sono sportive, determinate, vincenti, non solo delle sciocchine che pensano allo shopping come in certe pubblicità o telefilm.

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Foto da fan con la Cagnotto da mostrare ai figli!

E voi cosa ne pensate?

Vi è successo di recente di vedere una pubblicità in cui la donna finalmente sia rappresentata al di fuori dei soliti stereotipi? Io sì, ma aspetto a dirvela! Voglio vedere se me la raccontate voi…

 

Photo Credit: Patrick Marioné

  1. Andrea
    Andrea10-14-2015

    Quello della Pellegrini?

    • M di MS
      M di MS10-14-2015

      Bravo, proprio quello.
      Ma ci voleva un uomo per arrivarci? 😉

      P.S.. per chi non lo conoscesse lo spot è questo: https://www.youtube.com/watch?v=U83TMxG2dEk

      Adoro come Magnini le batte le mani quasi inginocchiato e lei che lo sovrasta dall’alto!

Cosa ne pensi?