Consigli non richiesti in salsa almodovariana

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Consigli non richiesti in salsa almodovariana

Due ore di meritato break dal parrucchiere. Mi avvento come un rapace sull’ultimo numero di Vanity Fair e mi auguro che il ragazzo non abbia troppa voglia di fare conversazione (avete presente quando volete isolarvi completamente e vi costringono a parlare del tempo o dei figli, pensando di essere cortesi…arg!).Ammetto che sono distratta: alla mia sinistra è seduta una trans e non posso fare a meno di spiare i suoi capelli, l’abbigliamento, le sue mani (molto più curate delle mie) e penso che le trans per i parrucchieri siano le migliori clienti. Con tutti i ritocchini che si devono fare!

Mentre insomma sto occupando la mia mente con il nulla, ecco entrare una madonna. Giovane, bella, la pelle luminosa, i capelli fluenti…una pancia enorme. Ad occhio direi che siamo agli sgoccioli.

La visione della mamma incinta solitamente mette tutti di buonumore e, come la visione del bambino piccolo, rompe le barriere della privacy. Tutti si sentono in diritto di dirle qualcosa.

Dapprima timidamente:

– Come li facciamo i capelli?

– Quanto manca?

Poi più insistenti:

– E’ il primo? Ah, allora vedrai…

– Dove partorisci? Oh, anch’io lììììì. Adesso ti racconto…

– Mia madre me lo racconta sempre che ha sofferto tanto!

Persino la trans e il parrucchiere gay hanno qualcosa da dire.

Mentre cerco di non proferir verbo ritorno con la mente alla mia gravidanza, quando proprio su quella poltroncina c’ero seduta io.

Mi balenano in un colpo tutti i consigli dell’epoca.

Dal parrucchiere bisogna assolutamente andarci a ridosso del lieto evento. Bisogna tagliare il capello così non sudi durante il travaglio, poi vuoi mettere essere a posto in ospedale, con tutti quei parenti che ti vengono a trovare. La verità è che poi il parrucchiere non lo vedi per un botto di tempo, quindi se hai i colpi meglio essere previdenti.

Mia madre era fissata con la camicia da notte bella. Abbiamo girato tutto il reparto di intimo della Rinascente per trovare quella giusta. Coordinata con la vestaglia e le ciabattine. Me l’ha pure regalata spendendo una cifra notevole, anzi, me ne ha regalata pure un’altra per ricambio.

Poi ho fatto un cesareo d’urgenza. Mi hanno fatto spogliare senza tanti complimenti e mi hanno infilato una camicia da ospedale, bianca con il taglio dietro e il fiocco dietro la nuca. L’ho tenuta su un giorno intero. Poi ero così conciata che mi sono messa su una camicia che mi ero portata per sicurezza, una roba virginale, nel senso letterale della parola, che mettevo alle medie. Guardandola mi facevo tenerezza da sola.

Le splendide camicie da notte comprate per l’occasione sono sempre lì, nel cassetto della roba bella, che mi guardano supplichevoli. Non le metto mai e per ovvi motivi non servono nemmeno a rendere sexy una serata coniugale.

Idem con la famosa pancera contenitiva, una compagna di vita indispensabile dal sesto/settimo mese in poi, dopo la nascita del bimbo un anticoncezionale naturale insieme al ricordo del parto. Anche qui l’opinione pubblica si spaccava. Mamma e zie: pancera sì; io e ginecologo: panciera no. So solo che dopo non l’ho mai messa e la pancia è ritornata al suo posto. Più o meno.

E poi non sapevo che passeggino comperare. Io e Marito fissavamo le coppie di neo-genitori spiando tutti i modelli che vedevamo: “Amica Ricca ha preso il più bello, con le ruote più grandi e i colori personalizzati; Amica Pratica ha quello che hanno tutti e un motivo ci sarà.”. Sì, ma quale?

Gira che ti rigira un giorno ho avuto un’illuminazione. Sono entrata in un negozio di roba usata e ho comprato un trio di riciclo. Il modello era di tre anni prima ma ha fatto il suo dovere per ben due figli e l’ho pure regalato per beneficienza. Non è che proprio sono andata in giro a sbandierare il mio acquisto, sai poi cosa pensano le amiche, ma penso di aver fatto proprio bene. Quando il bambino ha avuto 6 mesi ho comprato un ultraleggero piuttosto trendy che mi ha reso una mamma presentabile in società.

Lascio i miei ricordi per tornare nel presente.

Giovane Mamma dal parrucchiere sorride a tutti paziente, forse contenta di tanta curiosità. In fondo è una coccola. Senonchè ad un certo punto una signora le chiede:

– Ma lei lavora? Lo manda al nido dopo? No, sa, perché mia nuora li ha mandati tutti e due dalle suore qua vicino…

– Sai, Manager di Me Stessa ha due bambini piccoli, magari ti può dare qualche consiglio.

No, vi prego, questo è troppo! Manco è nato che già volete rompere con i consigli sulle scuole! Sarà che io ci sono dentro fino al collo e mi basta già ascoltare i pareri di tutte le mamme per rivedere le mie decisioni un centinaio di volte.

Taglio corto:

– Goditela. Goditela e basta. Accarezza il tuo pancione finchè ce l’hai, te lo invidio così tanto.

– Veramente? A me sembra di scoppiare, non ne posso più.

– No, vedrai, poi ti torna la voglia. Mi ricordo, quando aspettavo il mio primo figlio, che…

Ma cavoli! Pure io cedo alla tentazione dei consigli e dei racconti! No, non c’è speranza. Noi mamme siamo incorreggibili. Penso che sarà così fino a che i nostri figli avranno 50 anni.

Lasciatemi un commento o partecipate a Mamma che Ridere con il vostro blog (qui e qui i dettagli). Scriveremo insieme uno spettacolo sugli aspetti più spassosi dell’essere mamme!

  1. piattinicinesi
    piattinicinesi03-29-2010

    no senti io mi aspettavo un commento del trans, voglio sapere che ha detto, che ha pensato!

  2. M di Ms
    M di Ms03-29-2010

    Il trans guardava estatico con occhi cerbiattati. Un po’ mi faceva tenerezza. Poi, quando ha iniziato a dire che sua madre aveva partorito con dolore, lo avrei strozzato.

  3. emily
    emily03-29-2010

    mia cognata che è una a cui il cervello fa proprio difetto, l’unica cosa intelligente che ha detto è stata quando ha partorito. siccome dopo un mese sarebbe toccata a me, alla domanda: come è andata? ha risposto: nn ti dico nulla, ne parliamo quando lo hai partorito anche tu…..mitica…..

  4. M di MS
    M di MS03-29-2010

    Allora c’è un barlume di speranza per tutti.

  5. bstevens
    bstevens03-29-2010

    la prossima volta che vai dal parrucchiere mi avvisi? non me la voglio perdere…

  6. orma
    orma04-07-2010

    Credo che la gravidanza e il parto siano un po’ come il militare degli uomini. Se ci si ritrova non si riesce a non parlarne fino alla nausea.

Cosa ne pensi?