Cerco un centro di gravità permanente

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Cerco un centro di gravità permanente

Botta e risposta nel buio della cameretta tra Fagio, 4 anni e mezzo, e Mamma M di MS.

– Mamma, perchè Gesù nasce a Natale?

Quello che vorrei rispondere: “Perchè già prima della nascita di Gesù a dicembre si festeggiava il solstizio di inverno e a Roma i Saturnali e il dio Mitra.

– Perchè hanno deciso che è Natale nel giorno in cui è nato Gesù.

– Ma adesso Gesù quanti anni ha?!

– Mamma, ma perchè Gesù è andato in cielo?

E adesso cosa gli rispondo? Mi tocca parlare di morti violente, resurrezioni, spiriti santi…

– E’ andato da suo padre.

– E chi è suo padre?

– Dio.

– Noooo, non è Dio! Lui ce l’ha un papà.

– Mamma, io non voglio invecchiare perchè non voglio morire!

– Ma cosa pensi?! Sei così piccolo!

– Ma quando muori dove vai? Al cimitero?

– Sì, ma la tua anima vive per sempre.

– Cos’è l’anima?

– E’ il pensiero.

– …

– Mamma, ma chi ha fatto il mondo, le stelle e il cielo?

Oddio, non posso rispondergli che ci sono varie teorie, non capirà! Devo semplificare.

– E’ stato Dio. (Quanto mi sento ipocrita)

– Noooo, non è stato dio! E’ stata una streghetta che con la sua bacchetta magica ha creato tutto.

– …

– Dai, chi è stato?

– All’inizio c’era una palla di roccia enorme. Poi ad un certo punto è scoppiata come una bomba e si è rotta in tante piccole palline di roccia, che sono diventate le stelle e i pianeti come il pianeta Terra.

– Ah, adesso ho capito!

Mai sottovalutare i bambini.

– Mamma, perchè se fai una giravolta gira anche la Terra?

– Non è che tu fai la giravolta, la fa la Terra. Così ci sono il giorno e la notte.

– E perchè gira?

– E’ sempre per colpa di quella palla che è esplosa e ha buttato tutte le palline in giro.

– Ah…

Arriva il momento delle domande che non si possono eludere, i bambini non sono mica scemi. Il problema sono le risposte, soprattutto quando i genitori hanno idee confuse e non hanno concordato strategie.

I miei genitori hanno delegato la mia educazione religiosa alla scuola. Punto. A casa, di Dio non si parlava mai e non si andava in chiesa. I preti e le suore venivano bonariamente presi in giro, però sono stata mandata in un istituto religioso fino ai 14 anni. Quando è morto mio nonno a mia madre è scattato il trip dello spiritismo e ha iniziato a frequentare i medium. Una volta sono andata ad una Messa in memoria del nonno, celebrata in quanto chiesta da uno spirito guida. Un’educazione religiosa dalle basi solide :-)

A 16 anni ho chiesto di non frequentare più l’ora di religione a scuola, la trovavo così ipocrita! Il professore era un poveretto, ce lo mangiavamo. Non sopportavo di vedere i miei compagni che in quell’ora nascondevano sotto il banco i libri di altre materie per ripassare di nascosto prima dell’interrogazione. Io il libro volevo metterlo sul banco. Così, con la compagna ebrea ce ne andavamo in un’altra stanza a studiare Dante, il massimo è stato a 18 anni perchè schizzavo direttamente da mia zia a fare colazione.

Da allora ho deciso che i sacramenti – e più in generale fare parte della comunità dei credenti – non mi interessa. Ho naturalmente “una mia spiritualità” che è la frase fatta più ricorrente per non spiegare cosa si crede senza sembrare materialisti.

Non so se Dio esiste. Ammiro Gesù senza farmi domande e lo ritengo fondamentale nella storia dell’umanità. Penso che tutte le religioni siano un prodotto storico e culturale, strumenti di controllo ma anche di sopravvivenza (il che non è sempre negativo). L’uomo ha bisogno di poter sperare di non morire, questo a prescindere dal fatto che si dichiari credente o no. Abbiamo tutti dei valori fai da te, ma alle domande dei figli, ammettiamolo, è molto più facile rispondere seguendo il main stream.

Perchè il cristianesimo è una fonte di valori condivisi dalla nostra società e di buoni sentimenti. All’asilo l’ora di religione è un’ora di favole religiose che male non fanno (?). In molte scuole se non fai religione stai con la bidella. E se poi a 8 anni Fagio si lamenta e vuole fare la Comunione come i suoi compagni? E se le migliori scuole sono quelle private gestite dai religiosi?

Mi piacerebbe sapere che educazione spirituale o religiosa date ai vostri figli. E’ possibile educare alla laicità?

A volte penso che per avere un figlio laico basti mandarlo 13 anni dalle suore.

 

 

Leggi anche: I bambini e la fede

  1. supermambanana
    supermambanana01-19-2011

    vuoi un figlio “laico” o vuoi un figlio “ateo” (nell’italiano del 1996, quando sono emigrata)? Nel primo caso, non importa dove lo mandi, basta insegnargli a ragionare (cosa non ovvia in scuola ne’ da un lato ne’ dall’altro). Nel secondo caso, si, le suore possono essere una buona strategia 😛

    • M di Ms
      M di Ms01-19-2011

      Sì, a ragionare. Difatti il problema fondamentale del cattolicesimo oggi è che non insegna a ragionare ed è per questo che fatica a dare risposte soddisfacenti ad anime mediamente sofisticate. Il cattolicesimo sta abbassando la mira anzichè alzarla, fa santo Giovanni Paolo perchè punta alle masse del Terzo Mondo, mica a convertire gli intellettuali.

  2. polly
    polly01-19-2011

    mi trovo spesso a dover rispondere alle stesse domande e, per scelta, do risposte semplici ma sincere. le bimbe mi hanno chiesto di poter presenziare all’ora di religione, perchè non c’è alternativa e si sentivano emarginate quando venivano mandate fuori con la bidella. io le ho assecondate, e ho dato loro il diritto di scegliere (tra l’altro conosco l’insegnante di religione, che è una ragazza africana. mi piaceva il fatto che lei a volte parlasse ai bambini dell’africa). quando mi hanno chiesto se era vero che sono state create da dio io sono stata sincera: no, tu sei stata creata da me. e quando sono arrivate a chiedermi chi ha creato le persone io sono stata sincera: “nessuno può essere certo di quello che è successo: io penso che la scimmia si sia evoluta perchè non credo in dio, la tua maestra pensa che ci abbia creato dio. tu puoi pensarci e scegliere quale ipotesi ti piace di più.” camilla è stata un po’ titubante, poi mi ha detto: “mamma, io in dio non ci credo”. io le ho risposto: “se vuoi puoi cambiare idea quando ti pare, come su tutte le cose”. però devo dire che mi sono gasata di aver generato una piccola atea :)))
    noi comunque abbiamo un vangelo che a volte leggiamo e ci piace molto.

    • M di Ms
      M di Ms01-19-2011

      Sì, anche a me piace il Vangelo, anche se non credo nei miracoli :-)

  3. piattinicinesi
    piattinicinesi01-19-2011

    alla scuola privata mai, finché posso resistere resisto. l’ho provata sulla mia pelle e alla gelmini e co. questa soddisfazione non gliela voglio dare. per il resto un po’ di sani anticorpi cattolici in questo paese fanno bene. ho visto ragazzini educati a non credere che poi avevano le crisi mistiche a 10 anni. un po’ di sana ora di religione a scuola, un po’ di mamma e papà credono che (qualunque cosa, anche che sono un po’ confusi) cultura religiosa quella sì e rispetto delle regole civili e della legge. e poi via a vivere la vita

  4. lorenza
    lorenza01-19-2011

    I bambini (certi bambini) fanno le domande giuste, quelle alle quali noi abbiamo dimenticato di cercare le risposte… Lo dici anche tu! Io ad ogni modo sono convinta che la sincerità paghi sempre, e lo sforzo di ridire ai nostri figli con parole semplici quello in cui noi crediamo, lasciando lo spazio della possibilità, sia necessario. I bimbi ci obbligano a darci delle risposte, niente da fare. :) per il resto, mi hai ispirato un post che volevo scrivere da un sacco di tempo!

    • M di Ms
      M di Ms01-19-2011

      Sono d’accordo. Anche perchè mentre spiego a Fagio me lo vedo lui che a quarant’anni racconta di sua madre e di tutte le sue incoerenze educative…

  5. Mammachefatica!
    Mammachefatica!01-19-2011

    “- Ah, adesso ho capito!

    Mai sottovalutare i bambini.” Mi ha fatto morire dal ridere…
    Io comunque lascerei spazio alla fantasia, perché ad un bambino dovrei dire:”Guarda che babbo natale non esiste, è tutta una montatura”!

    • M di Ms
      M di Ms01-19-2011

      Questa è un’osservazione molto intelligente, perchè in effetti rivela che facciamo tanto le sofistiche su certi argomenti e poi su altri bugie alla stragrande. Però è’ anche vero che sono temi di importanza MOLTO diversa!

  6. Lanterna
    Lanterna01-20-2011

    Io sono atea, mio marito pure. Proprio non ci crediamo, come non crediamo a Babbo Natale o alla fatina dei denti. E ai bambini diciamo ciò in cui crediamo: che, se uno muore, tutto finisce e al massimo continua a vivere nei nostri ricordi. Il mondo e gli esseri viventi non sono stati creati da nessuno e le cose accadono o per caso o per colpa/merito degli esseri viventi.
    Esiste un’etica: la seguiamo per sentirci bene e non per timore di ritorsioni terrene o ultra.
    Ah, e Babbo Natale non esiste: i doni a noi piace che si capisca che li hanno portati i nonni e gli zii.
    Stalin mi fa un baffo? Forse, ma non mi sembra giusto mentire ai miei figli o imbarazzarmi su questi temi, se il mio sentire è questo.

    • M di Ms
      M di Ms01-21-2011

      Sei molto coerente.
      Grazie di esistere :-)

  7. deborah
    deborah01-20-2011

    Il prossimo anno mia figlia andrà in prima elementare. Dopo che alla materna ha seguito le ore di religione, credo che opterò per l’esonero.
    Nella mia piccola esperienza ho notato che ogniqualvolta mia figlia mi parlava di ciò che le avevano detto durante l’ora di religione io pensavo:”ma che sciocchezze le vanno mettendo in testa?”Insomma, è inutile che menta a me stessa. Anche io ho una mia spiritualità , ma in genere tendo a coltivare il dubbio, come un semino prezioso, nella mia vita e in quella di mia figlia. Ciò che invece vien fatto a scuola,per la maggior parte delle volte, è in realtà catechismo. Come a dire: “E’ Così. punto” Non è tanto ciò che gli vien detto, piuttosto come. Come una verità rivelata e assoluta.Ed è questo che non riesco proprio ad accettare.
    Voi che ne pensate?

    • Lanterna
      Lanterna01-21-2011

      Penso che probabilmente il dogmatismo è insito nelle religioni, quindi non mi stupisce che l’ora di Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) sia così. Mi stupirei del contrario.

      • M di Ms
        M di Ms01-21-2011

        Penso che per valutare la tua situazione (che poi è quella di molti) bisognerebbe sapere come tua figlia ti riferisce le cose, se pedissequamente o con un po’ di spirito critico, magari facendoti domande. In quel caso non mi preoccuperei troppo. Cmq è giusta la scelta che ti fa stare in pace con la tua coscienza di genitore.

  8. Do minore
    Do minore01-21-2011

    Per dare un’educazione laica ai figli bisogna insegnar loro a ragionare, lasciarli fare domande e cercare tante risposte diverse. Il Cristianesimo è una religione che porta molti messaggi positivi, grazie alla figura di Gesù. Il problema, casomai, viene dalla chiesa cattolica, che mette in difficoltà gli adulti, credo, più che i piccoli. La logica dei bambini individua rapidamente le contraddizioni e le differenze fra le storie, noi genitori possiamo spiegarle, le differenze, o dire loro quello in cui crediamo e ciò in cui abbiamo difficoltà a credere. Penso che un’educazione alla religione e il ricevere i sacramenti siano una buona cosa per i bambini, ma è una delle aree su cui come genitori vogliamo stare più attenti: sapere che cosa gli educatori dei bambini dicano, in modo da potere, ad esempio, spiegare che la religione è una cosa, la scienza un’altra, o evitare che a Re e Sol vengano inculcate idee che possano confonderli nella loro percezione della realtà e della storia.

  9. M di Ms
    M di Ms01-21-2011

    Sì. L’ora di religione non è un’ora di matematica o italiano, è un’ora in cui si trasmettono esplicitamente valori e dipende molto anche da chi è l’insegnante.
    Per es. al ginnasio io ho avuto un prete molto moderno, che sapeva usare quel momento come autocoscienza per una classe di adolescenti. Si parlava del rapporto con i genitori, se i genitori litigavano… Non erano veramente temi religiosi, ma evidentemente quel prete si era posto l’obiettivo di ascoltarci e coltivare la nostra spiritualità in modo più ampio. Forse non è nemmeno questo lo scopo dell’insegnamento religioso a scuola, però se lo avessimo avuto fino alla maturità forse nessuno avrebbe ripassato le altre materie.

  10. Worldwidemom
    Worldwidemom01-25-2011

    Concordo con la tua affermazione finale ma
    Anche un po’ con tutto il resto. Questa è una delle domande che mi pongo spesso, soprattutto mi sono posta il problema inverso. Ovvero mi sono ad un certo punto ritrovta a pensare di non avere la possibilità di poter frequentare una chiesa o un oratorio. Ecco io penso che la religione cristiana abbia per me un fondamento culturale, credo che sia fortenememtw legato alla nostra tradizione e… Mi piace che il Natale sia legato a un credo e che abbia un significato magari più profondo.
    Non so…come dici tu a loro si può poco “raccontarla” ma detta tra noi qui dove l’ora di religione non c’è e quasi nessuno fa battesimo, comunione ecc, dove non c’è una comunità cristiana consolidata…beh a me dispiace. E alla fine ho deciso che a casa nostra si fa la preghiera la sera, che si cerca di spiegare e raccontare tramite dei bei libri per bambini la storia di Gesù. Battesimo, comunione ecc. Li faremo in Italia e poi si vedrà..

    • M di Ms
      M di Ms01-25-2011

      E io che mi credevo che negli USA fossero tutti religiosi, con la preghiera prima della cena e il summer camp cristiano: God loves you!

  11. m@w
    m@w01-25-2011

    Noi siamo atei praticanti ma abbiamo trovato particolarmente difficile spiegare alla nostra figlia maggiore, prima che compisse tre anni, che sarebbe stata l’unica a non stare in classe quando arrivava una certa maestra. Oltretutto questo avrebbe creato un grosso disagio a tutti gli altri bambini.
    Avrebbe dovuto essere “una cosa blanda”, ma in realtà hanno parlato abbondantemente di creazione, ultime cene e crocefissioni. Hanno dato risposte a domande troppo grandi.
    In questi tre anni, a casa, abbiamo cominciato a spiegarle l’esistenza di una pluralità di religioni, presenti e passate, di cui quella cattolica è solo quella più frequente dalle nostre parti e nel nostro tempo; le abbiamo raccontato la nostra personale interpretazione della vita, della morte e di quel che ci sta in mezzo, ma è un’interpretazione che si discosta troppo dalle “verità” dell’ora (e mezza) di IRC.
    Il prossimo anno, alla primaria, abbiamo scelto l’esenzione.

    • M di Ms
      M di Ms01-25-2011

      Bè, ormai dovrebbe esserci abituata. Inoltre, mi chiedo se forse in certe classi multiculturali (con bambini islamici o indiani per es.) un giorno l’esenzione non diverrà la norma.

      • m@w
        m@w01-26-2011

        In realtà no. In una realtà piccola come la nostra le occasioni per sfiorare altre religioni bisogna andarsele a cercare ed è quello che ho cercato di fare; il matrimonio di un’amica ebrea, la visita a qualche chiesa non cattolica e poco altro…
        In compenso, conosco non credenti che hanno scelto di avvalersi quando hanno saputo che tutti i non avvalentesi, e quindi tutti gli extracomunitari, sarebbero stati riuniti in un’unica sezione.

  12. Alchemilla
    Alchemilla01-25-2011

    Ciao, volevo intervenire anch’io su questo argomento.
    Io sono stata supercattolica discendente di una famiglia di supercattolici. Poi ho iniziato a non credere più nella chiesa e da qualche anno non credo più nemmeno in dio. Mi sono mantenuta in una totale ipocrisia. Alle mie figlie ho spiegato la mia posizione ma ho anche detto loro che la religione trasmette anche tanti buoni valori. Dopodiché loro frequentano l’ora di religione (che è più storia che catechismo e si parla anche di altre religioni) e frequentano anche il catechismo etc.
    Il fatto è che l’unico luogo di aggregazione del mio paese (e di tutti i paesi limitrofi) è l’oratorio, quindi partecipiamo a tutto, per stare con gli altri, perché loro possano frequentare ragazzi della loro età.
    Ipocrisia pura e mi tengo ben lontana dal diffondere questa mia “versione” in paese…

    • M di Ms
      M di Ms01-25-2011

      Capisco. Io ho fatto tutto questo discorso dubitativo ma poi mia figlia piccola va dalle suore perchè la comunale non me l’hanno presa e io per motivi di logistica devo pure sopravvivere!

  13. Margot
    Margot01-26-2011

    MA quanto hai ragione! Ma quanto è difficile!?!?!?!?!?! Io e mia sorella ad esempio ci proclamiamo agnostiche, ma poi al battesimo delle mie nipoti (voluto dai nonni e fatto per evitare discussioni in famiglia) piangevamo come due pazze davanti all’altare con le bamibine in braccio, tentando di trattenerci perchè NOI eravamo le miscredenti e non potevamo certo far ricredere i presenti. Io ero addirittura la madrina di una delle due e mi sono interrogata a lungo sul significato di questo mio ruolo, io, agnostica, madrina di battesimo? Bah! Alla fine non sono giunta ad una conlusione, ma credo che piangessimo come fontane proprio a causa di quella spiritualità di cui parlavi e che si sente nell’aria in queste occasioni, la vicinanza, l’affetto, la famiglia…. Chissà che madre snaturata sarò!!!

    • M di Ms
      M di Ms01-26-2011

      No guarda, non dire madre snaturata perchè mi fai arrabbiare!
      E’ sempre questo senso di colpa così tipico del cattolicesimo e della società nei confronti delle mamme qualsiasi cosa facciano, che proprio non porta da nessuna parte.
      Semmai ti devi sentire snaturata se fai la madrina e non ci credi. Anch’io sarei stata in forte imbarazzo. Quanti ne sento che fanno le cose per accontentare i nonni: ma una compilation di cacchi loro no?

Cosa ne pensi?