Amsterdam e coffee shop…con i bambini
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Amsterdam e coffee shop…con i bambini

Amsterdam con i bambini, un viaggio in nord Europa dopo aver visitato negli anni precedenti Parigi e Londra.

A breve pubblicherò un post con i nostri consigli di viaggio, ma prima, incalzata da recenti fatti di cronaca italiana, sento l’urgenza di raccontarvi alcuni effetti collaterali del nostro soggiorno olandese, a cui non avevo minimamente pensato.

Essendo una famiglia con due bambini di 7 e 9 anni non siamo andati ad Amsterdam per visitare il quartiere a luci rosse o sballare nei coffee shop, però quest’ultimo aspetto non è qualcosa che puoi ignorare in una settimana di permanenza.

Quando passeggi per la città ti imbatti facilmente nei coffee shop, in negozi specializzati in droghe leggere e sostanze allucinogene in generale e, anche se hai la fortuna di non respirare lo smog come in Italia, è vero che spesso l’aria è “pesante”.

Chiaramente i figli ci hanno fatto delle domande e quindi abbiamo colto al balzo l’occasione di introdurre l’argomento droghe.

Leggevo questo post di Mamma Felice e sono d’accordo: più facilmente ci casca chi ha problemi di personalità, insicurezze, difficoltà esistenziali. Però il vero punto all’inizio è proprio che, nonostante quanto dicono gli adulti, la droga sembra una cosa bella, che ti fa stare bene. E probabilmente corrisponde al vero, finché ne durano gli effetti. Poi dopo…

Guardate queste foto, che ho scattato ad Amsterdam:

Compra i bulbi di tulipani per la nonna e lo starter kit per te…

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Un’allucinazione cosmica? Hawaii Experience! Costa meno di un viaggio reale

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Un lecca lecca con la foglia verde. Magari dentro è solo zucchero (la carie è peggio, no?)

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Meno male che questo gelato è vegano…fiuuuu!

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Sembrano sostanze assolutamente divertenti, innocue, che ti fanno ridere e sentire figo. Se invece sei contrario, queste vetrine rischiano di farti sentire un vecchio retrogrado ingessato nelle sue convinzioni superate: non fanno male, ti fanno sballare per un po’ e dopo torni come prima. Esattamente come una sbronza, no? Già.

Insomma, le vetrine di Amsterdam mi hanno portata a fare un discorso sulle droghe ai miei figli che ritengo utile e che si può sintetizzare così:

– lo spinello (o altro, ma spero di no) vi verrà offerto da un amico. Non da uno spacciatore con la faccia losca, ma da un ragazzo di cui vi fidate e che vorrà cementare la vostra amicizia nello sballo. Idem con l’alcol, ovviamente.

– Chi per divertirsi ha bisogno di carburare con il binge drinking o la sostanza stupefacente è una persona che ha perso il gusto di divertirsi, ha problemi nel trovare il senso di quello che fa, si annoia di tutto. E’ una persona che desidera perdere il controllo di sè e confonde questo stato con il divertimento.

La cosa più difficile al mondo è essere un adolescente fuori dal branco. Costa molta fatica dire di no a chi ti vuole uniformare, perché se sei diverso gli instilli dubbi sul suo stile di comportamento e rischi di spezzare l’unità del gruppo.

– Se inizi con lo spinello ti sarà più facile provare altre droghe (ho detto più facile, non che dovrà necessariamente succedere).

– Se sei triste parlane con qualcuno (magari i tuoi genitori o un amico) oppure vai a farti una corsa, una nuotata, una sudata di qualsiasi genere, ma non pensare di trovare soluzioni fuori da te.

La sostanza dopante naturale è l’amore. Essere innamorati a tutte le età, ma soprattutto da giovani, è la più potente droga al mondo. Sì, ho letto da qualche parte che la fase forte durerebbe “solo” 3 anni, ma vuoi mettere? Molto di più di qualsiasi altra sostanza.

Non possiamo isolare i nostri figli dai pericoli e credo che informarli dettagliatamente di ciò che ci preoccupa sia l’unica vera arma che possiamo usare subito.

P.S.: a Milano è pieno di ragazzini dalle medie in su che fumano tranquillamente, magari anche ai giardinetti alle cinque del pomeriggio, come quelli che mi è capitato di vedere. Sarò superata, ma mi facevano tanta tristezza. Siccome si parla di liberalizzazioni, suggerirei di farsi un giro nei vari coffee shop olandesi in modo da testare le proprie reazioni di fronte a situazioni reali e non ipotetiche. Toccare con mano fa più impressione.

 

Photo credit: Cannabis Culture

  1. mamma avvocato
    mamma avvocato08-13-2015

    Sono noiosa se mi limito a sottoscrivere in toto, pure l’ultimo consiglio, anche senza essere andata ad Amsterdam? Hai pienamente ragione!!!

    • M di MS
      M di MS08-24-2015

      Scusa se ti ho pubblicata in ritardo, ma non so some ti aveva messo nello spam!

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