Al centro sociale con i bambini. Abbiamo fatto anche questa!
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Al centro sociale con i bambini. Abbiamo fatto anche questa!

Una delle cose che mi diverte di più è andare a zonzo per la città con i miei figli. Lasciarci guidare dall’ispirazione del momento, aprirci all’imprevisto.
Tra le mie passeggiate preferite c’ il giardino segreto noto a pochissimi che si trova all’interno dell’Anfiteatro Romano: non sembra nemmeno di stare nel centro di Milano.

Uscendo bighelloniamo per Corso di Porta Ticinese con i suoi negozi da hipster metropolitani che a me piacciono sempre moltissimo e mi fanno venire voglia di mollare tutto per fare il giro del mondo in smartphone e sacco a pelo.

Poi passiamo per Piazza Sant’Eustorgio, diamo un’occhiata ai suoi locali con i tavolini all’aperto e percorriamo la stradina pedonale che costeggia il Parco delle Basiliche. Con la bella stagione è tutto molto bohémien e poco milanese.

E’ a questo punto che inciampiamo in uno splendido murale, questo.

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– Mamma, ti prego, fai una foto!

Ok, faccio la foto. Poi procediamo lungo la viuzza e vediamo che al di là del cancello esiste un bellissimo giardino e di nuovo uno splendido murale.

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Non ho ancora fatto in tempo a capire dove ci troviamo che mi si avvicina un ragazzo gentile e mi chiede se vogliamo fare un giro all’interno.

A questo punto capisco che siamo in un centro sociale, lo Zam.

Siccome sono curiosa come una scimmia e il ragazzo mi dice che all’interno c’è un posto che di solito piace tanto ai bambini, ci incamminiamo dietro di lui.

Il centro è una scuola occupata, anzi scusate, okkupata. E’ in stile anni ’40 o giù di lì.  Una volta doveva essere molto bella. Saliamo al terzo piano. In alto, sospesa nel mezzo della tromba delle scale c’è questa.

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Tranquilli, è di cartapesta.

E poi arriviamo a scoprire la “sorpresa”.

Una grande sala interamente adibita a palestra di arrampicata, con pareti attrezzate  e calzature. Mio figlio è andato fuori di testa.

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Ci restiamo un’ora, non riesco a farlo smettere!

Ne approfitto per conoscere meglio la nostra guida, immagino uno studente universitario, e farmi raccontare cosa c’è dietro un centro sociale.

Mi racconta che la scuola era abbandonata da molti anni e occupandola l’hanno bonificata dalle siringhe. I frequentatori vanno dai 13 ai 46 anni. Tra questi molti ragazzini per cui l’alternativa sarebbe stare su di una panchina ad annoiarsi. Dice che gli è accaduto di spiegare ad alcuni di questi che non ci si droga. E io  penso: alla faccia dell’equazione centro sociale = droga, facce strane etc etc.

Mi dice che l’amministrazione cittadina non ha una linea univoca nei loro confronti, ma si sente che presto li manderanno via.

Gli chiedo per chi vota e mi risponde che non vota da dieci anni.

Chi ha messo i soldi per acquistare le attrezzature? Dice che sono soldi personali degli occupanti, da ripagare con le attività del centro. Il costo per l’uso della palestra è di 3 euro, ma per noi è gratis. Senza che se ne accorga infilo qualche monetina nel barattolo di vetro delle birre, sopra il frigo.

Vista l’occasione per sbirciare qua e là concordo con i bambini un’ispezione in tutte le stanze aperte per vedere cosa c’è. Quando mai ci ricapita.

Troviamo un’aula studio con belle lavagne su cui qualcuno ha tracciato formule chimiche…

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…mobili di risulta a creare un salottino…

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… e libri regalati.

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E’ in preparazione una sala da adibire a falegnameria e fai-da-te, come va di moda adesso.

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Fuori il giardino con vista su Sant’Eustorgio è stupendo. C’è pure l’orto.

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Sedersi a chiacchierare all’aperto è piacevole. Avessi meno da fare…

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E qualcuno si diverte su altalene improvvisate.

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Usciamo dal centro. Io sono pensierosa, i bambini entusiasti. Mio figlio vuole tornare ad arrampicarsi lì almeno due pomeriggi la settimana.

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Non sono mai stata una tipa da centro sociale, ma non avevo mai ben capito a cosa servisse.

Io sono per la legalità e il rispetto delle regole, per cui okkupare è sbagliato.

Però come madre e cittadina penso sia un vero peccato che una scuola così bella cada a pezzi e l’unica alternativa al degrado sia un’occupazione abusiva.  Perchè non riaprirla?

E poi si tratta di una struttura in centro, proprio accanto ai modelli di divertimento alla milanese: i locali, un certo tipo di esibizionismo, il cantiere dell’Expo. Potrebbe sicuramente essere sfruttata meglio.

Credo anche che sia giusto offrire un’alternativa low cost a chi non si può permettere di pagare costosi corsi pomeridiani. L’oratorio non può essere l’unica opzione. Per esempio mio padre da anni fa volontariato in una scuola aiutando i ragazzini delle medie a fare i compiti.

Ritorno a casa piena di pensieri, ma in un certo modo piacevolmente sorpresa da questo fuori programma alla milanese.

Amo la mia città!

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